UFC 235 – recap della main card

Cos’è successo nella main card di UFC 235?

Una serata atipica, almeno per alcuni match in particolare, quella di UFC 235.

Finale selvaggio fra Pedro Munhoz MMA Team e Cody Garbrandt.
A 4.51 del primo round, Munhoz schianta con un gancio durante degli scambi l’ex campione e vince per KO un match studiato attentamente, dagli iniziali leg kick per rallentare il footwork di Garbrandt fino agli scambi finali. 
Ora Munhoz entra prepotentemente nel contesto titolato.
Notte fonda per Garbrandt, da campione a una serie negativa di tre sconfitte consecutive. 
No Love paga l’eccesso di sicurezza e la fretta di concludere; cade preda di un colpo assolutamente evitabile grazie alle qualità dell’ex campione UFC, ma il sangue caldo e la confermata incapacità di gestione in certi momenti del match diventano una condanna palese per il ventisettenne protegé del Team Alpha Male, in questo momento nel momento peggiore della propria carriera.

Il gancio che stende Cody Garbrandt

Weili Zhang MMA supera Tecia Torres per decisione unanime e porta il suo incredibile record a 19-1. Zhang vince e convince dominando ogni aspetto del match per l’intera durata delle tre riprese, senza mai soffrire. Adesso, raggiunto il record di 3-0 in UFC, bussa ai piani alti.
Entrata dalla porta principale nella promotion, dopo una prestazione molto solida, chi potrebbe essere la sua prossima avversaria?
A 115 libbre la scelta non è certamente limitata.

Weili Zhang vince per decisione unanime

Herb Dean stoppa prematuramente il match fra un coriaceo Ben Askren, ufficialmente vincitore della contesa per bulldog choke, e Robbie Lawler, iniziale mattatore.
Lawler ha colpito duramente Askren, dipingendo una macabra maschera di sangue sul suo volto e schiantandolo poi al tappeto.
Lentamente è riemerso Askren, resistendo ai colpi di ginocchia del suo avversario, riuscendo a portarlo a terra e poi ad applicare la sottomissione.
C’è da dire che per un attimo il braccio di Lawler è crollato e questo potrebbe aver indotto Dean a fermare l’incontro.
Non il migliore degli esordi per Askren. I dubbi persistono.

Askren mette a segno la bulldog choke con cui finalizza in maniera controversa Lawler

Una foto che riassume l’incontro a senso unico quale è stato il co-main event di UFC 235.
Un dominio totale, assoluto, travolgente, quello che ha imposto Kamaru Usman MMA a Tyron Woodley.
Una lezione che difficilmente sarà dimenticata dall’ormai ex campione dei pesi welter UFC.
Il wrestling straripante di Usman non ha permesso a Woodley di difendersi adeguatamente e di contrattaccare. 
Insicuro nella scelta del momento e delle misure, Tyron Woodley è sembrato l’ombra di se stesso.
Kamaru Usman invece ha messo in piedi la miglior prestazione della propria carriera, portando il suo record a 15-1 e legando alla propria vita la cintura UFC.

Il dominio di Kamaru Usman su Tyron Woodley in una sola foto

Lenta ma inevitabile, la demolizione riservata da Jon “Bones” Jones a Anthony Smith.
Lionheart ha tenuto fede al suo soprannome, sopravvivendo agli assalti frontali di Jones, ma nulla ha potuto per assicurarsi nemmeno una delle cinque riprese: il dislivello fra i due si è fatto sin da subito evidente. 
Jones ha avuto la meglio accorciando le distanze ed imponendo il proprio clinch ed un ottimo ground and pound, ma non ha disdegnato il lavoro dalla distanza, con continui cambi di guardia ed improvvisi calci da ogni angolazione.
Bones rimane ancora campione, questa è ancora una volta la sua prima difesa titolata, dopo aver vinto il titolo vacante contro Alexander Gustafsson. La grandezza di Jones, minata solo dai suoi errori sia sportivi che umani, viene disvelata ogni volta che entra nell’ottagono.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *