Il Re di Rio danza ancora

La sequenza finale del co-main event di UFC Fortaleza è il palesamento dell’appartenenza di Jose Aldo all’élite delle MMA. Sempre, fino al giorno del suo ritiro ed oltre.

Il fatto che l’ex campione dei pesi piuma UFC abbia incontrato, nei due uomini che hanno rappresentato la grande evoluzione delle MMA nella categoria dei piuma negli ultimi anni, la sconfitta, non ne mina assolutamente la reputazione. Anche ai posteri. Specie ai posteri.

Perché Jose Aldo, dopo aver subito in un periodo abbastanza breve le tre sconfitte più devastanti della propria carriera, si è rialzato e si è rialzato più forte di prima.

È finito. Qualcosa si è rotto. Non è più quello di prima. Anch’io ho elaborato pensieri simili quando si è tirato fuori l’argomento Aldo a seguito delle sue tre cadute.
È davvero particolare pensare a come un secondo, anzi, una frazione di secondo, un colpo andato a segno o andato a vuoto, una decisione presa con minor attenzione, cambi totalmente la prospettiva di ciò di cui si parla.

Jose Aldo, nel match contro Renato Moicano, non stava facendo cose straordinarie.

Aveva subito parecchi jab, Carneiro stava prendendo ottimamente le misure, era dentro al match, i suoi leg kick non erano potenti, ma parevano dettare i tempi per le azioni successive. I suoi headkick, veloci e precisi, sono andati spesso a segno, ma all’ex re dei piuma WEC e UFC è bastato pararli per non accusarli eccessivamente.

Il primo round di studio, l’equilibrio regnante, il match sembrava voler andare leggermente verso Moicano, per via del ritmo, delle misure, del focus che pareva esserci fra i due.

L’accelerazione improvvisa a venti secondi dall’inizio del secondo round sorprende tutti, Moicano compreso. Un gancio sinistro al volto apre ad una combinazione selvaggia da parte di Aldo, claustrofobica per Carneiro, costretto a subire ed indietreggiare, mentre l’ex campione UFC lo insegue martellando corpo e volto. La guardia di Moicano è ben salda, le sue gambe però tremano a seguito della ginocchiata da parte di Scarface.

Dopo l’ennesimo colpo, l’arbitro ha deciso di aver visto abbastanza e ferma il match.


Jose Aldo è tornato in grande stile.

Se è vero che delle sconfitte cocenti possano giovare, Jose Aldo ne è la netta rappresentazione.
Dopo il dittico di sconfitte patite per mano di Max Holloway, le successive due prestazioni sono state di una ferocia impareggiabile.
Una ferocia che richiama agli occhi il primo Jose Aldo, il selvaggio, quell’Aldo che non aveva timore, anzi, che non vedeva l’ora di dar fondo alle riserve col piede sull’acceleratore. Quel Jose Aldo pronto a scambiare, a fare fuoco e fiamme, a regalare momenti indimenticabili.

Se il prezzo delle prestazioni contro Jeremy Stephens e Renato Moicano, dell’impennata caratteriale, del risveglio del mito, è stato quello di tre sconfitte (Conor McGregor, Max Holloway x2) in breve tempo ed un periodo d’assestamento, allora è un prezzo che forse vale la pena pagare.
Tutti perdono, prima o poi.

Ma la vetta non è per tutti ed il periodo prolungato trascorso sulla vetta, quello è davvero per pochi eletti.

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