MMA Talks Awards 2018 by Marco Dall’Acqua

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Gli Award di MMA Talks

Come ogni anno, ci divertiamo a selezionare quelli che secondo noi sono stati i momenti, i fighter, gli eventi da ricordare dell’anno appena passato. È il momento di Marco per gli MMA Awards del 2018.

Fighter of the Year: Daniel Cormier

Derrick Lewis, Volkan Oezdemir e Stipe Miocic, queste le vittime del champ-champ. Ha disputato tre incontri del 2018, cosa che non gli succedeva dal 2015, e ha conquistato la cintura dei pesi massimi e mantenuto quella dei pesi massimi leggeri.

A 39 anni dimostra di essere meritevole della Hall of Fame e di essere considerato uno dei tre migliori fighter di sempre.

Female Fighter of the Year: Amanda Nunes

C’è poco da dire, la migliore di sempre. Ha demolito una categoria e l’imbattibile Cyborg in 51 secondi, con una prestazione alla quale nessun’altra combattente si era mai avvicinata.  La sfida più grande in questo momento per la UFC è trovarle delle avversarie credibili che possano metterla in difficoltà, cosa non facile.

Come per DC dimostra di poter ambire alla Hall of Fame, solo che a differenza di Comier la “Leonessa” ha solamente 30 anni.

Fighter emergente: Israel Adesanya

Quattro vittorie nel 2018 e i notevoli miglioramenti, soprattutto per quanto riguarda il wrestling, hanno diradato tutti i dubbi sulle sue abilità.

Contro un wrestler di buon livello come Derek Brunson ha realizzato la sua prestazione più convincente, annientandolo senza grosse difficoltà. La sfida con Anderson Silva che aprirà il suo 2019 sarà determinante per capire se potrà già quest’anno puntare al titolo.

Fight of the Year: Yair Rodriguez vs Korean Zombie

Il match dell’anno conclusosi con il KO dell’anno. Due atleti che non si sono mai risparmiati e che hanno sempre fatto incontri spettacolari si sono scontrati in un match duro e bellissimo, conclusosi in un modo veramente inaspettato.

Insomma un degno FOTY per un bellissimo 2018.

Evento dell’anno: UFC 231

L’evento che ha eletto Holloway a migliore piuma di sempre ha regalato emozioni e grandi momenti.

La grande vittoria di Valentina Shevchenko, la spettacolare sottomissione di Gunnar Nelson e infine la conferma di Thiago Santos sono un contorno di altissimo livello per un main che rimarrà nella storia.

Knockout of the Year: Yair Rodriguez su Korean Zombie

“El Pantera” ha fatto numero di grandissimo livello: una gomitata forse un po’ fortunosa, ma incredibilmente spettacolare che ha messo KO il Korean Zombie.

Non è la prima volta che Rodriguez offre al pubblico iniziative di questo tipo durante i suoi match, che l’hanno consacrato a fighter spettacolare, quasi imprescindibile in questi termini per la UFC.

Submission of the Year: Zabit Magomedsharipov su Brandon Davis

La kneebar modificata su Davis è qualcosa che non si è mai visto, a memoria, in un ottagono UFC. L’azione del russo di origine avara è tanto bella quanto complessa da descrivere; bisogna solo ammirarla.

La spettacolarità e la forza di Magomedsharipov lo stanno proiettando verso posizioni importanti del ranking e match di alto livello.

Upset of the Year: Henry Cejudo su Demetrious Johnson

Sconfiggere, seppur di misura, “Mighty Mouse” – autore di 11 difese titolate – è sufficiente per decretare la vittoria di Cejudo come una grandissima sorpresa.

È vero non è stata la vittoria più limpida di tutte, anzi in molti credono che dovesse uscire con la mano alzata Johnson, ma è senza dubbio incredibile e inaspettata. Era giunto il momento per Johnson di cedere lo scettro e “The Messenger” è sicuramente un degno erede.

Comeback of the Year: Derrick Lewis su Alexander Volkov

“My balls was hot”. Più che calde gli sarebbero girate pensando ad un match che non l’ha mai visto protagonista.

Volkov è rimasto in controllo per 14 minuti e 49 secondi, fino al colpo decisivo del “Black Beast” che l’ha proiettato alla chance titolata. La conferenza stampa dopo il match è stata senza dubbio epica e gli ha fatto guadagnare popolarità e simpatia.

Team of the Year: AKA

La palestra che allena un champ-champ e che ha visto vittorioso Khabib nell’incontro del secolo non può non essere premiata. Conosciuta in passato più per gli infortuni ai campioni che le vittorie, sembra abbiano corretto il tiro e i risultati si vedono.

Adesso si sta provando a resuscitare (come nelle migliori favole di Natale) Cain Velasquez. Qualora l’ex campione dovesse riuscire a portare a termine due incontri nel corso del 2019, la AKA potrebbe essere ricordata fra i migliori team del nostro tempo.
Ma solo per chi non fosse ancora del tutto convinto.

Italian Fighter of the Year: Carlo Pedersoli Jr

Il salto da Cage Warriors in UFC in meno di un anno è veramente incredibile e meritato. Nonostante la sconfitta con “Cowboy” Oliveira, il romano ha portato in alto la bandiera italiana, fino ad un co-main event di una card UFC cosa che non succedeva di tempi di Sakara-Stann.

Il suo stile sempre spettacolare e le vittorie ottenute in Cage Warriors e al debutto UFC sono state convincenti, ben oltre la split decision.

Octagon Girl of the Year: Luciana Andrade

Brava, anzi bravissima!

 
 
 
 
 
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MMA Personality of the Year: Khabib Nurmagomedov

Ad ogni Luke Skywalker corrisponde un Darth Vader, ad ogni David Mills corrisponde un John Doe, ad ogni Matilda corrisponde una Signorina Trinciabue (si, ok non è proprio lo stesso livello degli altri due).
Ad ogni Conor McGregor corrisponde un Khabib Nurmagomedov.

Antitetico rispetto l’irlandese, il carattere di Khabib ha catturato molte simpatie, nonostante quello che è successo con il famoso finale di UFC 229. Anzi, sicuramente l’ha fatto conoscere ancora di più.

Best Promotion: UFC

Nonostante tutti i difetti che stanno emergendo in questi mesi, qualcuno ha dei dubbi?

MMA Source of the Year: MMA Fighting

Come sopra, qualcuno vuole obiettare?

MMA Journalist of the Year: Brett Okamoto

È bravo, ha un podcast di successo e su YouTube fa video brevi, chiari e attenti.

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