MMA Talks Awards 2018 by Giovanni Bongiorno

Gli Award di MMA Talks

Come ogni anno, ci divertiamo a selezionare quelli che secondo noi sono stati i momenti, i fighter, gli eventi da ricordare dell’anno appena passato. Come di consueto, mi rifaccio quasi completamente alle categorie del magazine Fighters Only. Buona lettura.

Fighter of the Year: Khabib Nurmagomedov

Una scelta davvero, davvero difficile per me. Il ballottaggio con Daniel Cormier rimane vivo, il compagno d’allenamenti alla AKA di Khabib merita senz’altro riconoscimenti particolari per esser riuscito a demolire il campione più dominante della categoria dei massimi UFC, Stipe Miocic.
L’impresa di Khabib però, merita il riconoscimento più alto. Al di là della discutibile rissa che concluse UFC 229 e della mancanza di sportività che ha macchiato quello che poteva essere (l’ho detto e lo ripeto) il vero e proprio natale globale delle MMA, l’impresa sportiva di Khabib Nurmagomedov, la mantenuta imbattibilità, l’impatto a senso unico che ha avuto la sua prestazione contro Conor McGregor, mi spingono a scegliere l’Aquila Russa come combattente dell’anno.

Female Fighter of the Year: Amanda Nunes

Chi altro? Amanda Nunes, dopo aver avuto la meglio contro Raquel Pennington a UFC 224, ha sfoderato la miglior prestazione della sua carriera, concludendo il 2018 nel migliore dei modi con un KO shockante ai danni della sua connazionale Cris Cyborg, nella categoria di peso cucita addosso alla Justino da parte di UFC. Cos’altro? Cyborg era considerata la numero 1 p4p fra le combattenti femminili. Dopo un match come quello di UFC 232, un impatto straordinario nella categoria delle 145 libbre, probabilmente Amanda Nunes è la campionessa più in crescita del 2018. La nuova numero 1 p4p delle categorie femminili adesso attende la prossima sfida, dopo esser diventata la terza doppia campionessa UFC (a detenere contemporaneamente due cinture in altrettante categorie di peso) dopo Conor McGregor e Daniel Cormier.

Fighter emergente: Renato Moicano

Classe 1989, dopo la chiusura non brillante dell’anno passato, finito nella ghigliottina di Brian Ortega, Moicano ha dimostrato quest’anno di non aver perso la grinta. Due vittorie estremamente convincenti su Calvin Kattar e su Cub Swanson lo hanno portato direttamente in top 5. Dopo il match saltato contro Jose Aldo, Moicano è stato chiamato per sostituire un Holloway o Ortega in caso di eventuale forfait di uno dei due contendenti per UFC 231, ma il brasiliano ha fallito il peso. Unica macchia in un anno perfetto per Carneiro, che si avvicina sempre più alla cima della classifica dei pesi piuma.

Fight of the Year: Chan Sung Jung vs Yair Rodriguez

Comunque vadano a finire i match del Korean Zombie (in questo caso una sconfitta all’ultimo secondo di un match portato virtualmente a casa), lo spettacolo è garantito. Complice soprattutto un resiliente Yair Rodriguez, vincitore del match al termine di cinque riprese epiche. Lo Zombie era avanti sui cartellini nel main event di UFC FN 139, ma un colpo da maestro a 4.59 del quinto round da parte di El Pantera ha chiuso la contesa in maniera netta, infiammando la folla.

Rodriguez e Jung condividono la stanza d’ospedale al termine della guerra sportiva che li ha coinvolti

Evento dell’anno: UFC 229

Per l’impatto mediatico. Per i match. Per l’importanza in termini planetari. Per i 2.4 milioni di PPV venduti che sanciscono il record assoluto della promotion. Per il main event per certi versi inaspettato, tanto schiacciante è stato in favore del campione in carica. Per averci offerto un evento eccezionale, seppur macchiato da quel finale sul quale si è già ampiamente discusso.

KO of the Year: Yair Rodriguez su Chan Sung Jung

Fight of the Year, terminato con il mio personalissimo KO of the Year. Non ho mai nascosto la simpatia per il Korean Zombie, non ho mai nascosto di esserne un fan.
Ma l’abnegazione di Rodriguez che lo ha portato fino alla fine del match culminato nel modo più incredibile possibile, mi costringe a consegnargli la mia personalissima palma di KO dell’anno.

Submission of the Year: Ryan Hall su BJ Penn

Imanari Roll. Una meravigliosa Imanari Roll con conseguente heel hook consegna a Ryan “The Wizard” Hall la vittoria per sottomissione contro BJ Penn. È la prima sconfitta in carriera per sottomissione subita da Penn che, seppur lontano dai vecchi fasti, rimane un asso nel BJJ difficile da gestire. Hall lo ha fatto con estrema facilità.

Upset of the Year: Amanda Nunes su Cris Cyborg

Sono costretto a richiamare in causa la doppia campionessa. Un pronostico difficile da individuare, Cris Cyborg era sembrata praticamente perfetta, imbattibile, dura come il diamante. Grande incassatrice, capace di avanzare e demolire le proprie avversarie senza troppi sforzi, una spanna sopra a tutte le altre. Ma Amanda Nunes ha fatto sembrare la missione impossibile delle WMMA un lavoro semplice e veloce.

Comeback of the Year: Jared Cannonier su David Branch a UFC 230

Un match che pareva essersi messo sui binari giusti per David Branch, che avrebbe dovuto affrontare Jacare Souza. Dopo l’infortunio di Luke Rockhold però, Souza ha preso in carico Chris Weidman, in un match che avrebbe vinto per TKO.
Nel frattempo, Cannonier ha accettato di rimpiazzare Souza lasciando, come ben sappiamo, il nostro Alessio Di Chirico senza avversario.
Cannonier ha subìto inizialmente la pressione e l’ottima gestione delle distanze dell’ex doppio campione WSOF, per poi tornare in maniera furiosa ed ottenere il KO. Magnifico.

Team of the Year: American Top Team

Per il terzo anno consecutivo. Amanda Nunes ha ottenuto un’altra cintura, divenendo la prima donna campionessa di due categorie di peso contemporaneamente in UFC; Tyron Woodley ha difeso con successo il suo titolo; Colby Covington ha vinto il titolo ad interim e chi più ne ha più ne metta. Il team di Conan Silveira è al momento inarrestabile.

Italian Fighter of the Year: Alessio Di Chirico

Il 2019 non è iniziato nel migliore dei modi per Alessio Di Chirico, costretto a subire un intervento chirurgico ed a dare forfait nel match di Londra contro Tom Breese datato 16 marzo. Il 2018 però gli ha garantito una vittoria sul filo del rasoio in un match splendido, uno dei più divertenti di Manzo, contro Julian Marquez. Una menzione speciale va anche a Mauro cerilli, che ha ottenuto il titolo dei pesi massimi Cage Warriors ed ha combattuto per quello di ONE Championship, pur venendo sconfitto da Brandon Vera.

Di Chirico costringe Marquez a terra

Octagon Girl of the Year: Jhenny Andrade

È la splendida Jhenny Andrade quest’anno a strappare il titolo di Octagon Girl dell’anno. Le parole sono superflue.

MMA Personality of the Year: Artem Lobov

Per la contrapposizione umana che lo anima. Per esser stato un po’ la causa originale della rissa fra McGregor e Khabib. Per aver restituito il 30% della borsa che gli toccava di diritto a Michael Johnson. Per aver promesso di donare la totalità della sua borsa in beneficenza in caso di match contro Renato Moicano.

Best Promotion: UFC

Cresce Bellator. Cresce ONE. Ma UFC è ancora irraggiungibile.

MMA Source of the Year: MMA Fighting

È la mia personalissima fonte di informazioni. Consulto anche Bloody Elbow, MMA Junkie, i relativi podcast. Ma per me MMA Fighting rimane insostituibile.

MMA Journalist of the Year: Karim Zidan

Per le domande pungenti, per lo spirito d’inchiesta, per la brillantezza.
Per l’impegno civile, per l’anticonvenzionalità. Per l’originalità.

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