Bellator 211, cosa ci lascia l’evento di Genova

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Bellator 211 si è rivelata una serata di alto livello per le MMA italiane, con momenti spettacolari e sorprese inaspettate.

Bellator Genova ha regalato conferme e sorprese. La sorpresa è senza dubbio la sconfitta di Alessio Sakara contro Kent Kauppinen, fighter poco conosciuto ma che si è rivelato molto più tosto e preparato del previsto. La conferma invece è la prestazione di Alen Amedovski alla seconda devastante vittoria in Bellator.

Bentornato Giorgio!

Giorgio Pietrini è tornato. E l’ha fatto nel modo più spettacolare e brutale possibile. Ha regalato solamente 20 secondi all’avversario prima di colpirlo con un pazzesco overhead destro che non ha lasciato scampo a Milakovic.

È vero, il bosniaco non è l’avversario più duro affrontato fino ad ora da Pietrini, ma rappresentava un giusto match di rientro. Nessuno però si sarebbe immaginato un KO del genere che ha dimostrato la totale assenza di ruggine e il diritto d’appartenenza del livornese ad un contesto del genere.

Pietrini merita un match di alto livello, questo è fuor di dubbio.

Chi fermerà Amedovski?

Alen Amedovski è ripartito da dove aveva iniziato prima della serie di infortuni che l’hanno tenuto fermo per molto tempo.

Il macedone ha messo in mostra ancora una volta, in un contesto importante, le sue abilità pugilistiche finalizzando l’avversario dopo appena 12 secondi. Ibrahim Manè, al primo incontro in Bellator, è stato rispedito a casa senza troppi complimenti e senza capire cosa gli sia successo.

Non credo che in Italia, in tutte le categorie di peso ma con le relative proporzioni, esista un fighter con le mani pesanti come quelle di Amedovski.

Il macedone è pronto per un’opportunità importante che non si limiti ai confini italiani. Un fighter di questo livello merita di stare in Bellator e di partecipare ad un evento di prima fascia, ad esempio negli Stati Uniti. Con lui lo spettacolo è assicurato.

A DAZN il voto più basso

Se queste fossero delle pagelle, DAZN prenderebbe il voto più basso. Non è accettabile vedere la seconda promotion al mondo in questo modo.

È vero, gli errori possono capitare, ma ci sono situazioni dove non devono accadere. Questa era una di quelle situazioni, perché ha tolto visibilità a molti atleti che non hanno goduto della messa in onda.

Le MMA sono uno sport differente

Hesdy Gerges si è subito accorto della differenza tra MMA e tutti gli altri sport da combattimento. Il 34enne olandese ha dimostrato tutte le sue difficoltà a terra contro Domingos Barros scelto come vittima del famoso kickboxer.

Però non basta avere oltre 70 incontri nella kickboxing per essere automaticamente proiettato con successo nelle MMA, abbiamo avuto numerosi esempi in merito. Gerges ha subito a terra senza opporre alcuna resistenza con Barros che, senza difficoltà, ha passato la guardia dell’avversario.

Se questo incontro serviva a Bellator per lanciare l’olandese, possiamo dire che l’operazione è miseramente fallita.

Le MMA rimangono uno sport non migliore o peggiore di altri, solamente differente, che considera più aree.

Alessio Sakara è caduto, perché dovrebbe fermarsi e perché non dovrebbe

Alessio Sakara ha perso contro Kent Kauppinen, fighter considerato da molti addetti ai lavori non dello stesso livello del Legionario.

Sakara ha già dichiarato che non smetterà. Il nostro portacolori avrebbe pensato ad un ritiro solamente se avesse perso in malo modo, schiacciato per tre round dalla forza dell’avversario. Invece, perdere così con un colpo a freddo, descritto come “colpo della domenica” da molti osservatori, l’ha convinto a continuare.
Analisi condivisibile.

Ma perché dovrebbe ritirarsi?
In molti pensano che l’età del nostro portacolori non giochi a favore del Legionario. Altri credono che i molti colpi subiti nel corso della carriera e le due ultime sconfitte, difficili da digerire, possano aver segnato il mento del nostro connazionale. In questo senso la sua salute ne gioverebbe.

Perché non dovrebbe ritirarsi?
Se molti osservatori credono che Sakara debba ritirarsi, altrettanti credono che il “Legionario” debba continuare a combattere. Ritirarsi prima di aver dato tutto può lasciare un grande rammarico, una sensazione di vuoto. Se Sakara pensa che il suo ritiro è ancora lontano è giusto che si metta in gioco provando a togliersi le ultime soddisfazioni in una carriera incredibile e difficilmente replicabile per un fighter italiano. Sakara è sempre il fighter più atteso nell’ottagono. I suoi incontri finiscono sempre prima del limite, sono garanzia di spettacolo e attirano tantissima gente a palazzo. Il romano è l’unico che da solo riesce sempre a riempire un palazzetto e questa sua popolarità ricade anche sugli altri fighter che possono mettersi in mostra nei match precedenti al suo.

Sakara è l’unico combattente italiano di arti marziali miste ad essere riuscito ad andare oltre a questo circoscritto mondo.

Se si pensa di diffondere le MMA parlando solo di MMA, il risultato è fallito. L’uomo Sakara l’ha capito. Le sue partecipazioni televisive, i film in cui ha recitato non solo arricchiscono il suo bagaglio di esperienze ma contribuiscono alla crescita delle mixed martial arts, consentendo loro di entrare nelle case di tutti.

Anche se Sakara non pubblicizza direttamente le MMA, la sua sola presenza nei canali televisivi è fondamentale perché molta gente entra in contatto con uno sport che difficilmente avrebbe mai conosciuto.

Insomma, il nostro movimento nel nostro contesto non può ancora fare a meno del Legionario.

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