Assalti frontali

Il main event andato in scena ad UFC Moncton fra Anthony Smith e Volkan Oezdemir è già un instant classic che difficilmente verrà dimenticato.

Lo statunitense Anthony Smith ha sfoderato quella che probabilmente è la miglior prestazione della sua carriera contro l’avversario più duro mai affrontato, mettendo in mostra tutta l’evoluzione accumulata in una carriera di alti e bassi.
Vi sono molti riferimenti del genere, ce ne sono pochi che poi riescono a diventare l’esempio del Cinderella Man, uno su tutti Robbie Lawler.

Il percorso che porta Smith alla gloria nella categoria dei massimi-leggeri inizia tre match fa, quando Cuor di Leone ha abbattuto a UFC 225. L’esordio in una categoria mai sperimentata prima deve avergli fatto notare quanto tempo abbia perso in quella di peso inferiore perché Anthony Smith si è ripetuto poi per due volte, in un’escalation di performance formidabili.

Dopo aver fatto un sol boccone di Mauricio Rua, che avrebbe dovuto affrontare proprio Volkan Oezdemir, UFC ha voluto cavalcare l’onda di Anthony Lionheart e ha voluto concedergli il match per il salto di livello. Da numero 10 di categoria infatti Smith si è trovato ad affrontare il numero 2, Volkan Oezdemir. Un kickboxer atipico, molto potente e veloce, capace di concludere i suoi match in una manciata di secondi, per dubbi citofonare a Misha Cirkunov e Jimi Manuwa.

Il match che i due hanno offerto è stato sanguinoso e molto divertente ed ha visto i due protagonisti avere i propri momenti durante l’incontro.

Smith, grazie al suo footwork intelligente e circolare ha evitato gli assalti frontali del kickboxer svizzero, limitando i danni e facendosi trovare sempre pronto in fase di countertriking. Smith ha trovato successo con parecchi colpi in linea dritta, rispondendo immediatamente ai pericolosi leg kick di No Time e ai diretti e ganci tramite i quali Oezdemir tentava l’assalto risolutore. La durezza psicofisica di Smith si è palesata nel corso del secondo round, quando lo svizzero lo ha portato a terra ed ha cominciato a martellarlo con buoni colpi in ground and pound, molti dei quali però riservati alla nuca.

Ma se c’è una certezza nei match i Smith, quella è la sua intuizione del momento in cui tentare il comeback.

Incredibilmente, Anthony ha dato dimostrazione di un incredibile miglioramento nella fase offensiva a terra: dopo aver connesso un takedown nel corso del terzo round, ha lavorato per prendere la schiena di Oezdemir, ha messo i ganci, poi un triangolo al corpo ed ha iniziato a lavorare prima per la neck crank e poi per la rear-naked choke.

Quest’ultima è arrivata con poco più di 30 secondi rimanenti sul cronometro. Una vittoria sofferta e conquistata con un gameplan intelligente e grazie alla solita intuizione di cui è padrone Smith, una sorta di quinto senso e mezzo (schiaccio l’occhio ai fan di Dylan Dog) sul quale Smith ha costruito molti dei suoi successi.

Il lavoro di demolizione attuato senza premere sull’acceleratore, ma anzi, ragionato e calcolato al millesimo, ha fatto sì che Smith subisse poco o nulla, se non nel secondo round quando lo svizzero ha preso la sua schiena.

Il controllo delle distanze, l’utilizzo di angolazioni atipiche, i movimenti di testa e spalle, l’insistenza nel trovare successo con ganci corti e gomitate (per ciò richiamato anche dal suo angolo a non rischiare troppo) hanno premiato Smith, predatore, ma non assaltatore insensato e famelico, piuttosto freddo e calcolatore. Anche la gestione del clinch, dal quale Smith ha cercato sempre di divincolarsi mettendo l’ultima parola sul colpo in uscita si è rivelata di successo.

Il dubbio che permane su entrambi i fighter autori di una grande prestazione concerne il cardio.

Oezdemir era numero 2 dei ranking, ci si aspetta almeno l’ingresso in top 5 per Smith: possono questi fighter tener testa a mostri sacri quali Jones, Cormier e Gustafsson? Hanno una condizione atletica tale (tralasciando per un attimo il talento e il carattere coriaceo) da poter loro permettere di tener botta ai primi tre di categoria? Difficile, ma non impossibile. L’età è dalla loro, Smith si trova catapultato fra i grandi, per Oezdemir adesso c’è bisogno di una vittoria per ritrovare una fiducia che sembra iniziare a scemare dalla sconfitta patita per mano di Cormier.

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