L’eredità della corona dei massimi-leggeri

Jon Jones è stato uno dei fighter più forti e completi mai visti.
L’ombra che il doping ha gettato su di lui, però, difficilmente verrà dimenticata.

Dopo un anno e mezzo d’assenza dall’ottagono, Jon Jones (22-1, 1 NC) è pronto a rientrare nella gabbia che più gli si addice (le battute sulla gattabuia si sprecano) contro l’uomo che probabilmente lo ha messo in difficoltà più di tutti: Alexander Gustafsson (18-4). Gustafsson ha chiesto a gran voce il match contro Jones in occasione del rientro di quest’ultimo e UFC lo ha accontentato.

Le domande sono molte:

  • Se anche Jones dovesse vincere, come sarà ricordato?
  • Gustafsson tornerà all’antico splendore?
  • Come si presenterà Jones?
  • Se dovesse vincere Gustafsson, come si evolverà la situazione?
  • Cosa ne sarà di Cormier?

La ruggine che Jones si porta dietro quando è assente per molto tempo dall’ottagono è stata palesata nel match contro Ovince St. Preux un paio d’anni fa, correva l’anno 2016, era aprile e l’evento era UFC 197. Jones avrebbe poi messo in scena la più grande prestazione della propria carriera contro Cormier prima di cadere nel baratro a seguito dell’ennesimo test anti-doping fallito. Il rischio comunque rimane alto: riuscirà Jones a presentarsi in una condizione psicofisica tale da poter imbastire una guerra contro uno dei fighter più pericolosi in circolazione?

Jones è sceso a compromessi per rientrare nell’ottagono e adesso, oltre a portare con sé la fama del dopato, porta anche tristemente quella della spia, nonostante l’ex campione abbia più volte ripetuto di non aver spifferato niente.

Il match di UFC 165, datato settembre 2013 viene ricordato come uno dei più combattuti e sanguinosi della storia UFC.

Lo svedese fu il primo uomo a far assaggiare un takedown nell’ottagono a Jones e lo mise in seria difficoltà, vincendo le prime due riprese e tenendone in bilico un’altra, fino alla completa esplosione di Jones che mostrò tutto il suo carattere nei championship round, palesando una superiorità che gli concesse di portare a casa match e titolo.

Ciononostante, sono in molti quelli che vorrebbero vedere un rematch fra i due. Stilisticamente diversi, dalle caratteristiche fisiche simili, nel 2013 Jones e Gustafsson rappresentavano il meglio che la categoria potesse offrire. Cinque anni dopo, superata la gloriosa parentesi di Rumble Johnson e aggiunto il fenomeno DC, la storia sembra ripetersi.

Incomprensibilmente UFC ha deciso di privare Cormier del titolo dei massimi-leggeri perché il campione è impegnato a difendere quello dei massimi contro Derrick Lewis – fresco vincitore dell’ultimo minuto a UFC 229 – a UFC 230.

UFC 232 dunque ha un main event coi fiocchi, uno di quelli che gli appassionati veri di MMA non possono ritenere inferiore a quello di UFC 229, dati anche i trascorsi dei due protagonisti. Con un’eventuale vittoria, Jones rimarrebbe lì dov’è sempre stato: fra i migliori. I migliori con l’asterisco, però. Non si può uscire totalmente indenni da ripetute accuse di doping e “Bones” è la più grande rappresentazione di talento avvelenato che si sia mai vista all’interno della gabbia ottagonale.

Due fighter completi, con punti di forza simili, ma modi di combattere differenti. Due fra i migliori combattenti che abbiano mai calcato il pavimento dell’ottagono.

Dopo la sconfitta contro Johnson, Gustafsson non ne ha mai fatto mistero, lo svedese ha meditato il ritiro. Il suo ritorno è stato quasi casuale, ma di quelli che rimangono bene in mente agli osservatori. Una sconfitta per decisione non unanime contro Daniel Cormier ha rimesso sulla strada giusta il Martellatore svedese, che ha ripreso tutta la fiducia possibile nei match successivi in perenne evoluzione contro Jan Blachowicz e Glover Teixeira, quest’ultimo dominato e messo KO nel corso del quinto round a UFC FN 109. Quindi, Gustafsson è già agli antichi splendori, anzi, se possibile è addirittura migliorato.

Negli ultimi cinque anni, i due hanno combattuto lo stesso numero di match, 6, per ragioni diverse. L’evento di fine anno deciderà se per Jones è il momento di ritentare la conquista di ogni titolo fra le 205 e le 265 libbre o se è il caso di rivalutare le proprie ambizioni. Gustafsson dal canto suo, arrivato sempre ad un passo dalla gloria, vuole dimostrare al mondo di essere il migliore e ne ha la chance concreta adesso.

Sep 3, 2016; Hamburg, Germany; Alexander Gustafsson (red gloves) competes against Jan Blachowicz (blue gloves) during UFC Fight Night at Barclaycard Arena. Mandatory Credit: Per Haljestam-USA TODAY Sports

Mai prima d’oggi, con tutta probabilità, un match ha contato così tanto per lui.

E poi c’è il titolo in palio; quel titolo che lo svedese ha sempre sognato e sfiorato, ma non è mai riuscito ad acciuffare.

Congratulazioni Jon, diamo ai fan un altro match leggendario per la cintura!

Ha esordito così Gustafsson quando ha chiesto tramite un post su Instagram la chance di dare il bentornato a Jones, precisando, allora, che Cormier sarebbe stato impegnato con Lesnar, viste le voci date per certe. Cormier invece affronterà a UFC 230 Derrick Lewis, fresco vincitore di un match incredibile e protagonista di uno dei più impressionanti comeback di sempre nell’ottagono contro Alexander Volkov.
Con tutta probabilità Cormier non tornerà più a 205 libbre, i 40 anni iniziano a farsi sentire e il taglio potrebbe essere una pratica ormai parecchio deleteria.
Chiunque fra Jones e Gustafsson dovesse vincere, sembra comunque inevitabile l’eventuale superfight per la corona dei pesi massimi.

“Attento a ciò che desideri, potresti finire con l’ottenerlo”.

Una frase non a caso. Non va sottovalutata la situazione di Jones, sotto effetto di sostanze dopanti contro Cormier, ma senz’altro un fighter diverso dal primo match. Non solo a causa delle sostanze. Jones è un freak della gabbia, un talento più unico che raro che avrà senz’altro voglia di dimostrare di essere il dio della guerra anche senza sostanze stupefacenti nel proprio organismo.

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Guadagnato, non concesso.

Le ragioni di entrambi i fighter sono molto forti. Ed al di là delle implicazioni etiche in cui ci andremmo ad aggrovigliare se discutessimo la reintegrazione di Jones, anche coloro a cui “Bones” non è mai piaciuto, per motivi diversi avranno voglia di rivederlo all’interno dell’ottagono. Magari proprio contro un idolo delle folle quale è “The Mauler”, pronto a martellare.

La storia si ripete: UFC 232 sarà UFC 165, 5 anni dopo.

Con due fighter nel massimo della maturità psicofisica e così tanto in gioco, UFC ha ritrovato un main event dato per spacciato dopo le disavventure di Jones. Ma che, miracolosamente, si concretizza nel momento più inaspettato.

Il 29 dicembre in occasione di UFC 232 alla T-Mobile Arena di Las Vegas, Jon Jones tornerà in gabbia. E ad attenderlo, troverà il rivale che più gli ha dato filo da torcere, Alexander Gustafsson.

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