MMA Talks’ Stories – Sopravvivere a Teseo: Minotauro Nogueira

Da ragazzino, all’età di dieci anni, la vita di Rodrigo [Minotauro] Nogueira cambiò drasticamente quando venne investito da un autocarro.

In coma per diversi giorni, il piccolo brasiliano che affrontava per la prima volta un’esperienza non condivisa col gemello Rogério [Minotouro] Nogueira ne uscì fortificato. A dimostrazione dell’evento e del superamento, sono testimoni una grande cicatrice sulla sua schiena e la mentalità del fighter che non cede mai il passo. La cicatrice e la differenza di stazza lo distinguono dal suo gemello Rogério, altro combattente degno di nota e rispetto, ma lontano dagli standard di Rodrigo.

Judoka sin da bambino, in età adolescenziale Rodrigo si appassionò e iniziò a studiare la boxe.

Successivamente conobbe Ricardo De La Riva, uno degli studenti più abili del leggendario Carlson Gracie, fratello di Hélio, che ridefinì il Brazilian Jiu-Jitsu. Nell’aprile 1999 ottenne la sua cintura nera ed iniziò a combattere professionalmente visto che al tempo solo le cinture nere potevano combattere da pro. Due mesi dopo, Nogueira esordì nelle MMA battendo il veterano UFC David Dodd a WEF 6.

Riconosciuto sin da subito come uno dei prospetti più promettenti dell’intero panorama delle MMA, fu sconfitto per decisione non unanime, in maniera controversa da Dan Henderson, nel torneo Rings del 1999, ma si rifece l’anno successivo, vincendolo e battendo cinque contendenti, guadagnandosi i 250.000 dollari di premio.

La chiamata del PRIDE FC non si fece attendere.

Qui, Nogueira mise a segno le sue vittorie più importanti, offrendo all’esigente pubblico giapponese i suoi migliori anni di carriera, il suo prime sportivo. Batté Mark Coleman, considerato allora il miglior wrestler prestato alle MMA, nonché padrino del ground and pound, mostrando a tutti la propria capacità al terreno, per poi imbattersi in Heath Herring ed offrire uno spettacolo in stand and bang, facendo così valere anche la sua boxe.

La vittoria gli valse il titolo PRIDE, difeso per quasi due anni.
Minotauro sottomise Enson Inoue, Semmy Schilt, Dan Henderson, tutti combattenti ai vertici dello sport. Ma in Giappone, fu un altro, inaspettato match che lo consacrò.
Bob Sapp era un combattente inesperto, sporco nell’esecuzione tecnica, ruvido. Ma era accompagnato da quasi 170 kg di muscoli, una presenza che alla sola vista incuteva timore.
Al giorno d’oggi è semplice etichettare Sapp come uno dei tanti freak, forse il più famoso, a calcare i ring e le gabbie di MMA, ma vederlo allora, un enigma carico di muscoli, di sicuro non dava lo stesso effetto. E Bob aveva ancora il carattere del macho che voleva esplodere nello sport, quale miglior occasione per battere il miglior fighter in circolazione al momento?

Questa versione di Sapp era la migliore mai vista e, come ricorda anche Jonathan Snowden, era realmente pericolosa.

Talmente pericolosa, da riuscire a rastrellare, trascinare, sbalzare Nogueira da un lato all’altro del ring, per concludere il tutto con una powerbomb.
Ma Nogueira era già stato investito da un autocarro in precedenza. E proprio come sopravvisse da bambino, riuscì a sopravvivere da adulto.

Il cardio di Sapp non era dei migliori. Nogueira attese l’apertura giusta e mise a segno una armbar da manuale del BJJ.
Fu un momento davvero incredibile, la concretizzazione della battaglia fra Davide e Golia.

Nogueira, da buon Minotauro, si sarebbe imbattuto nel suo Teseo poco dopo, un Teseo che rispondeva al nome di Fedor Emelianenko. I due combatterono tre volte e il risultato fu in favore del russo: due vittorie ai punti ed un No Contest.
Fedor riuscì a contenere ogni tentativo di sottomissione di Nogueira, tenendo la posizione di vantaggio e colpendo eventualmente in ground and pound.

Poco dopo, PRIDE fu acquisito da UFC e molti fighter passarono nel roster della più importante promotion al mondo.

In UFC, Nogueira ebbe modo di confrontarsi ancora con Herrig, un match molto più equilibrato del primo, con Herrig che colpì duramente Nogueira, palesando ciò che tutti credevano di aver già visto: il drastico calo di riflessi nel Minotauro brasiliano. Nogueira vinse quel match ai punti, ma il miglior Rodrigo era già passato.

UFC avrebbe dichiarato che Nogueira era ancora il migliore fino all’esaurimento – ricorda Snowden. Il problema, infatti, non era composto dallo zoccolo duro delle MMA di allora, spettatori consci delle qualità di Nogueira, quanto dalla fanbase americana che cercava sempre di più la spettacolarizzazione. Quindi UFC offrì tutto ciò che poteva offrire: Frank Mir. Mir era reduce da una vittoria su Brock Lesnar, in un match che era la cosa più vicina a Nogueira vs Sapp qualche anno prima, ma con una caratura tecnica decisamente superiore.

Organizzato il The Ultimate Fighter, Nogueira era il guru amorevole che tutti volevano conoscere, Mir il ragazzo d’oro un po’ spocchioso. Sfortunatamente per il brasiliano, quello scontro non andò bene per lui. Rodrigo infatti aveva cercato di curare un’infezione di stafilococco che, a quanto pare, gli aveva dato parecchi problemi prima del match. Letargico e assonnato, venne fermato per TKO da Mir, un fighter, al contrario di lui, non propriamente famoso per le abilità in piedi.

Ma lo scontro successivo contro Randy “The Natural” Couture fu un’altra storia.

Probabilmente questo match rappresenta l’ultimo vero lascito del gigante brasiliano. Nogueira ricordò – a tratti – la sua versione più giovane, forse leggermente più lenta. I due combatterono in maniera incredibile a UFC 102, a Portland, davanti alla gente di Couture, nella sua città natale. Nogueira vinse ai punti.

“Ho ancora un’immagine mentale del combattimento, inizia due settimane prima. Sapevo che entrando nell’ottagono la gente mi avrebbe fischiato. Il cuore mi batteva veloce. Ma il mio respiro mi ha concesso di rallentarlo. Sono andato lì ed ho imbastito un bello spettacolo per loro. Il pubblico apprezzò. Ero venuto da un’altra nazione per offrir loro un bello spettacolo”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *