Perché il torneo welter Bellator è una delle migliori scelte del 2018

Ammettiamolo: quando Bellator ha dato l’annuncio del match fra Gegard Mousasi, campione dei pesi medi e Rory MacDonald, campione dei pesi welter, tutti quanti abbiamo pensato che questo sarebbe stato un potenziale main event anche in UFC. La più grande promotion di MMA al mondo ha fatto il madornale errore (o la ponderata scelta, se preferite) di privarsi di due dei più grandi draw a livello atletico dell’intero panorama mondiale delle MMA.

Adesso, con Tyron Woodley campione dei welter UFC, dominante e pronto ad affrontare la grande scommessa Colby Covington (che per ora, a quanto pare almeno dai numeri social e dalle vendite PPV, scommessa non del tutto vinta), la stasi, il senso di straniamento e le mancate possibilità per gli altri arrembanti pesi welter fra cui Darren Till e Kamaru Usman, fanno pervenire alla fanbase un senso di carenza ai vertici di categoria.

È un po’ come se ci fossero atleti ancor più meritevoli, adatti, rispetto al campione ad interim pronti per affrontare il Prescelto. E allora ecco che Bellator colpisce in counterstriking con due ganci secchi, proprio quando il momento è propizio. È un’altra delle meraviglie di quello Scott Coker sotto contratto con Zuffa nell’immediato post-Strikeforce. Coker passò a Zuffa e inizialmente continuò a lavorare con loro, come rivelato allora da MMA Junkie, per poi passare dietro le quinte pur senza alcuna clausola di non competizione e tornare in scena da presidente Bellator anni dopo.

I partecipanti

Il torneo, come rivelato dalla promotion al LA Times, dovrebbe avere inizio il 29 settembre a San Jose, California, in una imprecisata card che dovrebbe avere come main event proprio il superfight fra Mousasi e MacDonald, oltre al tanto chiacchierato Wanderlei Silva vs Quinton Jackson IV (chi vince è fighter anziano dell’anno, ammesso che Fedor non ripulisca il torneo pesi massimi, ma con Ryan Bader in giro mi sembra improbabile). Ciò significa che il canadese sicuramente non combatterà nella notte d’apertura. Già, perché l’inclusione di MacDonald è praticamente certa.

Otto uomini in gabbia, i più forti e chiacchierati atleti che rappresentano Bellator MMA nelle 170 libbre.

Il programma dell’opening non è ancora stato deciso, Scott Coker ha precisato che “nessun fighter è ancora stato invitato”. Il Times però faceva già i possibili nomi di Paul “Semtex” Daley (40-16-2), striker straordinariamente potente che può ancora dire la sua in perenne conflitto con un altro dei nominati: Michael “Venom” Page (13-0). Imbattuto, pericoloso, dallo stile creativo, Page è uno dei crac che Bellator sta curando meglio: scelta maniacale degli avversari, nessun vero test ancora se non un Evangelista Santos alla fine della sua carriera, abbattuto con una flying knee da cineteca.

Michael “Venom” Page abatte Evangelista “Cyborg” Santos a Bellator 158
Paul “semtex” Daley, 35 anni

E ancora, l’ex campione Douglas “The Phenom” Lima (29-7), che ha offerto una guerra sulle cinque riprese e una tibia malconcia a Rory MacDonald. Il Re Rosso ha dovuto dare tutto per superare il brasiliano. Striker fenomenale dai middle kick davvero insidiosi, Lima ha un buon ground game schiena a terra, ma non eccelle dalla top position e non ha degli scramble adatti ad ottenerla.

Douglas “The Phenom” Lima, 30 anni

Andrey “Spartan” Koreshkov (20-2) sarebbe un altro nome in considerazione. Lo Spartano, ospite a Roma in data 14 luglio per affrontare il montenegrino Vaso Bakocevic in quello che sembra essere un match non al livello del russo, è stato affondato in carriera solo due volte, per TKO da Ben Askren (sì, lo so, con lui saremmo stati al completo) e per KO dal sopracitato Douglas Lima, col quale vanta anche una precedente vittoria per decisione unanime. Koreshkov è un vero e proprio trattore, fa del grappling la sua arma principale, è notevole col lavoro a parete, asfissiante nel ground game ed è dotato di buona abilità nello striking, anche se non eccelle negli scambi. Compensa con la grande potenza.

Andrey “Spartan” Koreshkov, 27 anni

Rory “Red King” MacDonald (20-4) prenderebbe parte al torneo, sempre secondo il Times, solo nel 2019.

Rory MacDonald impone il proprio ground and pound a Douglas Lima

Perché seguire il torneo Bellator dei pesi welter?

Ci sono molti motivi secondo i quali dovremmo tutti seguire il torneo Bellator dei pesi welter. Ne cito alcuni:

  • La presenza di Michael Page

Andiamo, tutti noi fan e osservatori delle MMA vogliamo sapere se il ragazzo è pronto a giocare coi grandi. Inutile girarci intorno. Uno col suo star power, forse davvero unico nella categoria e non solo in Bellator, adesso deve far vedere che vale ciò che dice di valere. Iniziare risolvendo la faida con un attempato ma sempre pericoloso Daley sarebbe un inizio. Un ottimo inizio.

  • La condizione di Paul Daley

Semtex ha raggiunto la veneranda età di 35 anni. Nei suoi giorni migliori ha saputo fare bella figura anche in UFC, dalla quale è stato allontanato per comportamento anti-sportivo: Daley colpì Josh Koscheck a UFC 113 al termine del match e la promotion non volle più avere a che fare con lui. Ha un record di 2-1 in UFC e di 6-3 in Bellator. Negli ultimi sei incontri ha alternato vittorie a sconfitte, ma è stato finalizzato solo da MacDonald per sottomissione e ha un KO per ogni vittoria. L’ultima delle quali contro Lorenz Larkin.

  • Il dominio di Rory MacDonald

Qualora MacDonald dovesse vincere il torneo, non ci sarebbero più dubbi: l’unica sarebbe tornare in UFC e prendersi il tanto agognato titolo che al momento è nelle mani di un fighter che ha già sconfitto e ridimensionato. MacDonald è potenzialmente il miglior welter in circolazione, nelle occasioni ghiotte però che si sono presentate, il canadese si è dimostrato in affanno e non è mai riuscito a dimostrare con fermezza la propria superiorità. Un’altra ghiotta occasione si avvicina.

  • L’evoluzione di Andrey Koreshkov

Dopo ogni sconfitta, Koreshkov pare aggiungere qualcosa di nuovo al proprio repertorio. Con l’unico vero passo falso in carriera che risponde al nome di Douglas Lima, il russo ha l’occasione di dimostrare il superamento degli ostacoli finora occorsi sul proprio cammino.

  • La redenzione di Douglas Lima

La sconfitta contro Rory MacDonald non è stata schiacciante, anzi, ha lasciato degli interrogativi. Lima ha dimostrato di poter ballare con uno dei migliori al mondo, mettendo in difficoltà il Re Rosso e mettendo in mostra la propria pericolosità. È tempo di tornare sul tetto del mondo.

Con la caotica situazione nella categoria dei welter UFC, Bellator ha scelto il momento giusto per avanzare un’idea sicuramente non innovativa, ma eccitante e nostalgicamente positiva.

Ora è tempo di illazioni. Chi saranno i restanti possibili 3 fighter a presenziare al torneo? Il noioso ma sempre pericoloso Jon Fitch? L’ennesimo ex UFC Lorenz Larkin? Un ritorno insperato di Ben Askren? Funky Ben è imbattuto e va senz’altro ritenuto fra i più grandi welter ad essere entrato in gabbia, nonostante l’assenza illustre di match in UFC nel suo palmarès. L’ex campione Bellator e ONE FC potrebbe aggiungere non solo pepe, ma notevole interesse in più al già elettrizzante torneo. Le MMA tornano grandi, non solo in UFC.

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