La resa dei conti

Avere la possibilità di vincere un titolo UFC è un’occasione rara.

Avere la possibilità di vincere un titolo UFC dei pesi welter quando il campione in carica è Tyron Woodley è un’occasione unica.
Specie perché non sarà il campione di categoria a difendere la cintura e – nonostante il titolo sia ad interim – sul palmarès del vincitore del co-main event di UFC 225 il successo sarà chiaro.
Il match fra Rafael dos Ajos e Colby Covington sarà una vera e propria resa dei conti. RDA rappresenterà tutta quella parte del Brasile e dei brasiliani che si è sentita ribattezzare come “filthy animals”, animali schifosi, da parte di Covington a seguito del match vinto contro Demian Maia.
Il compito di RDA non sarà facile: dovrà incarnare lo spirito di un popolo additato come barbaro e umiliato in casa propria, fra le proprie mura, da uno straniero che è arrivato ad imporre la propria legge ed ha aggirato indisturbato le linee nemiche.

Per Rafael dos Anjos (28-9) significherebbe ottenere il secondo titolo UFC in altrettante categorie di peso, dopo essere stato campione dei pesi leggeri.
Il taglio del peso percepito come un rischio volta per volta, il brasiliano ha preferito salire nella categoria delle 170 libbre.
Nonostante l’iniziale scetticismo degli osservatori, ma anche degli addetti ai lavori (non del sottoscritto, dopo averlo visto nel match contro Tarec Saffiedine tenere botta benissimo e dominare l’ex campione Strikeforce), dos Anjos ha impressionato battendo in ordine Saffiedine, Neil Magny – annichilito con una prestazione eccezionale – e, ciliegina sulla torta, l’ex campione di categoria “Lo Spietato” Robbie Lawler.

Tra vittorie di fila contro tre esponenti di spicco nella divisione hanno garantito all’atleta brasiliano, fighter totale evoluto in ogni aspetto del combattimento, una shot al titolo ad interim.

Davanti a lui, un uomo che non ha bisogno di presentazioni. Almeno per i brasiliani, che ha definito “feccia” e “disgustosi animali”. Non i migliori complimenti possibili. Colby “Chaos” Covington (13-1) è un grappler d’élite capace di addormentare i match, ma anche di accelerare bruscamente il ritmo martellando i suoi avversari in ground and pound e anche dallo stand-up, testimone il match contro Demian Maia. La mancanza di qualità assoluta nella fase di striking in piedi però, la lentezza e una certa goffagine nei movimenti mostrate contro Maia, potrebbero costar care a Covington, che andrà ad affrontare un fighter il cui acume nello stand-up è ben lontano da quello del suo connazionale Maia.

Le caratteristiche dei due le conosciamo, RDA è un vero animale da gabbia, ritmo forsennato, striking evoluto da quando si trasferì anni or sono alla Evolve MMA di Singapore, a seguito della sua sconfitta contro Khabib Nurmagomedov. Boxe rapida e variegata, cambia velocemente di livello, ha messo a segno la combo più lunga della storia UFC contro Robbie Lawler, una combinazione che contava una trentina di colpi. E possiede il colpo da KO.

Lawler ha resistito, ma non tutti hanno il mento dello Spietato.

Particolarmente dotato nei calci circolari, nel mancino in particolare, e nei ganci, chiude benissimo la distanza e costringe i propri avversari a parete, preparando il terreno per portarli a terra.

Il ritmo di RDA è probabilmente il punto forte del brasiliano in fase di striking: la distruzione di un campione del calibro di Anthony Pettis che fino a quel momento era sembrato imbattibile, fu la prima di una serie di prove che lo collocarono fra i migliori fighter in circolazione.

Il timing dei suoi takedown poi, il controllo a terra, la ricerca della sottomissione, il ground and pound, lo rendono un avversario temibile per chiunque.

Il lavoro a parete poi è semplicemente eccezionale. Non si vede spesso tentare i single-leg takedown, ma se riesce a legare le mani e tenta il double-leg, ci sono pochissime possibilità di rimanere in piedi, specie se ha l’avversario a parete. Da terra, la posizione della testa è sempre corretta, lega la spalla, lasciando pochissimo spazio all’avversario e utilizzando il proprio peso al meglio, tanto da riuscire a sovrastare anche avversari molto più grandi di lui, fisicamente parlando. Non c’è bisogno poi di menzionare il suo BJJ, cintura nera 3° grado sotto Aldo Januàrio.

La condizione fisica di Colby Covington, la preservazione del suo corpo data anche dalla breve carriera e dai molti match dominati, la serie di cinque vittorie di fila a seguito dell’unica sconfitta in carriera patita contro Warlley Alves. Ma anche il percorso conclusosi con il dominio di Demian Maia e il suo trash talking, tanto villano e maleducato quanto attraente per diversi motivi, hanno contribuito a far presentare il Re del Caos, con un record di 8 vittorie e 1 sconfitta in UFC, alla chance titolata.

Covington è tanto fastidioso e irriverente nel pre-match quanto spigoloso e difficile da gestire durante l’incontro.

Il controllo a terra e la capacità di dominare i suoi avversari nel ground game dopo aver messo a segno il takedown hanno fatto la sua fortuna. È superfluo affermare che Colby sia uno dei migliori wrestler dell’intera divisione. Inoltre, per i motivi sopracitati – capitanati dal suo trash talking – ha acquisito una fanbase e una hater list lunghe e curiose di vederlo combattere, chi per vederlo vincere, chi, ovviamente, per vederlo perdere. Qualunque sia la motivazione, una cosa è certa: tutti vogliono vedere Colby Covington combattere.

Ex compagno di stanza al college con Jon Jones – col quale ha avuto qualche scaramuccia in passato – Covington è un wrestler NCAA Division I.

Uno col quale non ci si può permettere di scherzare. Né di perdere pazienza o lucidità, significherebbe gettare al vento qualunque possibilità.

Tutto sommato, Covington è un fighter abbastanza semplice da decifrare.

Dallo striking in stand-up poco più che sufficiente, riesce a tenere un buon ritmo, ma cerca sempre il takedown. È da terra che fa vedere le cose migliori: controllo totale grazie all’imposizione fisica, buone transizioni, ma soprattutto controllo. Controllo, controllo e ground and pound. Poi ground and pound e ancora controllo.

Prevedere l’esito del match è davvero difficile; prevedere gli intenti di entrambi gli atleti invece è molto più facile: RdA tenterà sicuramente di tenere il match in piedi, ma con tutta probabilità accetterà anche lo scambio a terra. Che debba ricorrere al suo wrestling o al suo BJJ, il brasiliano è capacissimo di dire la sua in ogni aspetto del combattimento, ma gli conviene rimanere lontano dalle grinfie di Covington che, come colla, una volta attaccatosi, non si stacca fino alla fine. RdA è tendenzialmente un fighter che taglia le distanze e carica il suo avversario gestendo bene le misure e imponendo un ritmo forsennato.

Covington invece con tutta probabilità vorrà prendere la top position da terra.

Ha promesso di mettere KO il brasiliano e l’unica sua chance sarebbe in ground and pound. Più verosimilmente, peserà i colpi, li centellinerà per la durata delle cinque riprese e cercherà di mettere più colpi e di tenere un dominio più netto sul suo avversario. Che tenti la sottomissione lo ritengo improbabile. Il BJJ game di RdA è troppo superiore e, seppur in top position Covington dovrà tenere altissime tensione e attenzione per non cadere nella trappola del brasiliano, che potrebbe appunto come già detto accettare la fase lottatoria proprio per imporsi col suo jiu-jitsu.

Le misure di Covington sono senz’altro più importanti: 180 cm per 183 di allungo, contro i 173 cm d’altezza per 178 d’allungo del brasiliano. È difficile però che Colby opti per tenere la distanza: il suo ritmo, i suoi movimenti, la sua stessa violenza nei colpi sono tutte caratteristiche dalle qualità inferiori rispetto a quelle di RdA.

Il brasiliano ha messo a segno 5 vittorie per KO e 9 per sottomissione, ma è un vero e proprio martello pneumatico: instancabile e perpetuo, dos Anjos non molla un centimetro e se si presenta in buona condizione atletica al match, può essere una spina nel fianco per chiunque nella categoria.

Numeri diversi per Covington: 2 sole vittorie per KO, 5 per sottomissione. Come detto, Covington è un point man, un atleta che vuole arrivare alla decisione dei giudici senza lasciare dubbi su chi abbia vinto il match e le sue qualità nel wrestling glielo consentono.

I vertici UFC in termini sia di ascolti che di qualità hanno allestito senz’altro un grande match.

Covington si allena alla American Top Team, un team che non ha certo bisogno di presentazioni e che ha portato grandissimi risultati negli ultimi anni grazie a Conan Silveira, Matt Brown e il coach di boxe Mark Henry.
RDA invece fa parte del team di Singapore, che negli ultimi anni si è potuto avvalere di personale del calibro di Yoddecha Sityodtong, Chatri Sityodtong e Roger Gracie. Non di certo inferiori ai coach di cui sopra.

La battaglia fra Covington e dos Anjos regalerà al pubblico senz’altro un grande match, la dose di spettacolo però dipenderà proprio dal mindset e dal gameplan dei due protagonisti. Il vincitore potrà sicuramente sfidare Tyron Woodley per avere la possibilità di riunificare il titolo e diventare campione nella categoria che, ad oggi, è probabilmente quella più ricca di talenti in UFC.

 

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