Cronaca di una vittoria annunciata

In un match che ha rappresentato la più classica delle partite a scacchi fra striker, Darren “The Gorilla” Till (17-0-1) è riuscito ad imporsi su Stephen “Wonderboy” Thompson (14-3-1).
Il rischio che si ha quando combattono due counterstriker estremamente talentuosi quali sono Till e Thompson è proprio quello di incappare nell’esasperazione stilistica e nell’eccessivo rispetto nelle qualità dell’avversario ed annoiarsi a morte – almeno per i più – guardando un match in attesa di un’apertura.

Ora, personalmente i match di questo tipo mi piacciono. Svelano l’esperienza, la pazienza, la maturità raggiunta dai fighter protagonisti. Sono altre qualità, ma sono pur sempre qualità necessarie per rimanere all’interno dell’ottagono.

Per dominare all’interno dell’ottagono.

Darren Till oggi, nonostante forse un verdetto un tantino generoso, ha dimostrato di poter stare davanti all’élite dell’élite della divisione dei welter. Risolti i suoi problemi con la bilancia, Till è senz’altro uno dei big draw all’interno dell’ottagono UFC.

Potenza, fisicità, esplosività da peso medio in un atleta giovanissimo a cui fanno da contraltare un’esperienza e una maturità difficilmente riscontrabili in fighter così giovani, il giovane prospetto di Liverpool adesso punta davvero al titolo, sconfitto il primo contendente.

You will never walk alone.

Dopo la cocente sconfitta subita ieri contro il Real Madrid, il popolo di Liverpool aveva forte bisogno di un successo sportivo, regalatogli dal giovane Gorilla dalle pregresse esperienze in Brasile. Till è un fighter atipico per la sua stazza: veloce, ma molto esplosivo. Nonostante un taglio non ottimale, ciò che si è visto è che il cardio rimane intatto (nonostante il ritmo blando) e la fisicità immutata. Dopo aver sforato di 3 libbre e mezza il peso, con giustificazione di “emergenza familiare” annessa, Till, a mente fredda, punterà sicuramente il perdente del match fra Rafael dos Anjos e Colby Covington per il titolo ad interim. Con una ulteriore vittoria potrebbe davvero sfidare il futuro campione dei pesi welter.

“Accetterò chiunque!” ha urlato Till davanti alla folla sognante che gli ha regalato un bagno di epica e gioia smisurata, questa notte.

Un match, come si diceva, dai colpi contati e misurati.
Sono appena 5 per Wonderboy e 4 per Till al primo round, 9 per Till e 6 per Wonderboy al secondo, 9-8 ancora per l’inglese nel terzo, 8-7 per l’americano nel quarto e 11 a 4 per l’inglese nel quinto. Totale, 40 colpi totali a 31 per Till. 38 a 30, se contiamo i significativi. Dei dati che non possono mentire, ritmo del match minato dalla qualità (se possibile) dei due contendenti, un match fatto di attese, finte e controfinte, colpi rari.
Un incontro che non può appassionare i neofiti, ma che fa ragionare gli hardcore: quando la qualità nel counterstriking dei due sfidanti è élitaria, il match si gioca su meno colpi, con la speranza che questi siano risolutori.
Lo stile di Thompson inoltre, costringe i suoi avversari ad adattarsi: lo si è visto contro Woodley, contro Masvidal, contro Till.

Non è mai Thompson ad adattarsi, sono i suoi avversari ad adattarsi a lui.

Il match di stanotte non toglie nulla a Wonderboy, se non lo spot da primo contendente, fa emergere piuttosto un nuovo sfidante nello scenario titolato. Uno scenario ormai stracolmo di talenti indiscutibili quali Till, Usman, RdA, Covington, Thompson. Uno scenario che vuole premiare l’efferatezza e l’efficacia, ma soprattutto la sostanza. E in questo, il campione in carica Tyron Woodley è sicuramente l’uomo che merita di più la cintura che porta alla vita.

 

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