Lunga Vita al Re Rosso

Bellator non è la serie B. O almeno, non lo è quando offre determinati tipi di match. Rory MacDonald contro Douglas Lima è uno di questi.

Douglas Lima è un Fenomeno, di nome e di fatto. Dotato di uno striking chirurgico ed esplosivo, Lima è sicuramente uno dei pesi welter più pericolosi in circolazione. È stata una notte dura, difficile per Rory MacDonald, neo campione dei pesi welter Bellator. Lima sa bene di aver sbagliato gameplan, di essersi intestardito nel voler lottare con uno dei migliori grappler in circolazione nelle 170 libbre.

Rory ha voluto subito stabilire le gerarchie, pressando in maniera asfissiante Lima che, nel corso delle prime due riprese, si è limitato a girare e rientrare con ottimi leg kick sulla tibia del canadese. Il brasiliano ha anche stoppato gli iniziali tentativi di takedown, colpendo con montanti e ganci secchi e veloci il Re Rosso, causandogli danni al volto. Anche il naso di MacDonald a fine match sembra non essere più integro: dal secondo match contro Lawler serve sempre meno per metterlo in condizioni critiche.

Nel corso del secondo round comunque, ancora nessun atterramento portato a termine dallo sfidante, che comunque continua a controllare il centro dell’ottagono e a pressare in maniera decisa. Lima prende le misure, gira, colpisce di rimessa.

È nel terzo round che l’inerzia sembra cambiare: i leg kick di Lima iniziano a fare effetto e, dopo ripetuti calci alla gamba, a un minuto dal termine del round, l’ultimo fa crollare MacDonald che si accascia. Il brasiliano è subito su di lui e doppia un altro leg kick.

Il gameplan sarebbe perfetto, se l’ex campione non si fosse intestardito a voler lottare con il canadese.

Rory infatti, inizialmente soffre gli scramble e i colpi di reni di Lima, che poi praticamente si arrende all’idea di dover lottare schiena a terra; in qualche frangente, il brasiliano riesce persino ad andare in full mount, isolando le gambe del canadese, ma senza colpire, limitandosi ad un blando lay ‘n pray. Da schiena a terra però, lega la guardia dietro la schiena di MacDonald e non prova più nemmeno a uscire. È attivo, blocca le braccia di Rory e colpisce di gomito, ma quanto può durare una situazione simile?

Poco.

Infatti, dopo un quarto round fortemente equilibrato, il quinto non lascia alcun dubbio ai giudici. Con un cambio di livello repentino MacDonald atterra Lima e gli fa passare tutto il round sul pavimento, colpendolo furiosamente in ground and pound.

È il migliore – ha detto Rory ai microfoni di Big John McCarthy – contro cui abbia mai combattuto. Sono arrivato qui nella miglior forma possibile e questo ragazzo mi ha dato una sfida nuova in ogni aspetto del combattimento. È stato un onore competere con lui. Mi sento senz’altro il migliore al mondo dopo averlo battuto. Credo di avere una persona che sta crescendo qui (indicando la tibia). Non posso camminare, ma in ogni caso sono riuscito a portare a termine il tutto.

Parole di rispetto, che disegnano l’andamento del match.

Il vero danno subito da Lima è stato durante il quinto round. Nonostante il pressing asfissiante di Rory, la sua capacità di tenere il centro della gabbia e la sua presenza fisica, dalla fase di striking Douglas Lima è stato molto più pericoloso. Appena MacDonald ha recepito il messaggio, ha fatto di tutto per accorciare le distanze ed entrare in clinch prima, e arrivare a terra poi. Il timing, la velocità, il footwork di Lima avrebbero potuto far sì che MacDonald fosse costretto a combattere in piedi, considerando anche la buona difesa dagli atterramenti, un po’ à la Wonderboy Thompson, per intenderci.

Il brasiliano invece ha voluto giocarsela sul piano del grappling, piano in cui, come abbiamo sempre visto al limite delle 170 libbre, MacDonald non ha rivali. E adesso ha una cintura alla vita in più a testimoniarlo.

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