Anche un Incubo può sanguinare

Il match fra Kamaru Usman (12-1) e Emil Meek (9-3-1) è terminato come la maggior parte di noi si aspettava.

Forse però, non si è svolto alla stessa maniera. Nelle fasi di striking, ma non solo, il guerriero vichingo ha esatto attenzione. Un insolito guardingo Kamaru Usman ha preferito non scambiare contro il fighter norvegese, incanalando il match immediatamente sui binari del wrestling. Il takedown iniziale, di facilissima fattura per Usman, racconta più o meno l’andamento dell’intero match per il nigeriano. Ma la mossa successiva, quella di Meek, chiarisce anche la posizione del norvegese: sconfitto sì, ma mai piegato; “Valhalla” infatti, in risposta, chiude le braccia in posizione di guillotine choke, uno strangolamento poi mollato grazie all’ottimo posizionamento e alla distanza lasciata da Usman fra la propria testa e il braccio.

Un match dominato dall’Incubo Nigeriano, che ha rischiato anche in netto vantaggio. Il primo sangue infatti è proprio il suo, una gomitata da parte di un Meek sconfitto ma mai domo, ha aperto un taglio sull’arcata sopraccigliare del trentenne nigeriano. Usman ha dominato l’intera durata delle tre riprese, infliggendo, grazie alla prorompente fisicità, takedown dopo takedown, slam dopo slam.

Il fatto sorprendente è che Meek non ha mai mollato e che il fighter più stanco fra i due, sembrava proprio Usman.

In realtà al Nigerian Nightmare vanno fatti ancora una volta i complimenti per una gestione a dir poco perfetta di un match che poteva diventare davvero difficile, oltre che per la costanza e la pressione continua e non arginabile nel corso delle riprese. Meek ha connesso un paio di colpi in fase di striking, fra cui una spinning elbow perfettamente a segno sul volto di Usman.

“Marty” però non si è mai arreso, anzi, dopo aver lasciato spazio in apertura della seconda ripresa, forse per recuperare un po’ di cardio, forse per smaltire i colpi ricevuti, è tornato in pressing come al suo solito, infliggendo ancora e ancora takedown e palesando un incredibile controllo nel wrestling che non è mai venuto meno.

Non si è visto però il solito distruttore che ci ha abituati a spettacolari finalizzazioni prima del limite. Perché? Forse perché semplicemente il livello si è fatto più alto. Usman è fenomenale sotto praticamente qualsiasi punto di vista. La cosa più sorprendente del nigeriano resta comunque la spiccata abilità nel portare il match sui binari che preferisce, in questo caso quello del wrestling.

Al contrario però – come si è detto – da quanto ci ha abituati, Usman ha subito anche in posizione dominante contro Meek. Nonostante un ferreo e insuperabile controllo, un netto vantaggio in fase di grappling e la maggiore fisicità dimostrata, dal punto di vista dei colpi il nigeriano ha potuto poco contro il vichingo norvegese, che gli ha inflitto ottimi colpi di gomito anche da posizione di svantaggio.

Cosa si può dedurre da questo match?

  • Usman è davvero un fighter completo e spaventoso e non soffre praticamente alcuna abilità avversaria, almeno fino a questo livello: ha saputo sottrarsi ai tentativi di sottomissione dell’avversario, ha evitato il pericoloso striking di Meek e si è imposto in maniera netta in fase di grappling.
  • Meek è la reincarnazione di Ragnarr Loðbrók, primo vichingo a navigare verso ovest e saccheggiatore della terra d’Albione. Incredibile la capacità da incassatore, la resistenza e la resilienza con cui si è fatto avanti ripresa dopo ripresa, sconfitto ma mai domo. Ha subito tantissimo, solo per tornare sempre più guardingo e violento.
  • Meek deve lavorare sul suo wrestling. È vero, ha affrontato uno dei grappler più forti di categoria, un NCAA Division II di tutto rispetto, ma se vuole ambire a qualche chance titolata, le strade sono due: l’allenamento nel wrestling che gli darebbe un sicuro aumento di livello e quindi una completezza difficilmente replicabile oppure allenarsi nella difesa dei takedown per mantenere sempre il match sui binari dello striking. O magari entrambe le cose.
  • Usman è pronto al cambio di livello. Kamaru può puntare senz’altro alla top 5, ha dimostrato di essere uno dei combattenti più duri di categoria, è stato dominante pur non finalizzando Meek, si è imposto su un piano del combattimento che aveva dimostrato di abbracciare già nel corso del primo round. Il suo avversario non ha trovato modo d’opporsi.
  • Il prossimo match di Usman deve necessariamente essere contro un Top 5. Meek ha dimostrato di meritare almeno un match in Top 10.

Alla fine Usman – asserendo di aver combattuto solo al 30% – dichiara di voler affrontare Colby Covington e di essere il welter più terribile in circolazione. Fra la folla, un Tyron Woodley che forse si sarebbe aspettato una sfida, sorride.

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