MMA Awards 2017 by Giovanni Bongiorno

Gli Awards di MMA Talks

Come ogni anno, è consuetudine per noi dare le nostre impressioni circa gli atleti, i match, gli eventi più meritevoli ai nostri occhi. Come al solito, mi permetto di prendere in prestito le stesse categorie dell’anno scorso, per la maggior parte derivanti dalla rivista Fighters Only. Questi sono i miei personalissimi MMA Awards 2017.

  • Fighter of the Year: Robert Whittaker

Mani tanto potenti quanto veloci, il giovane australiano si è guadagnato il diritto, ai miei occhi, di essere considerato il miglior fighter dell’anno. Bobby Knuckles aveva concluso il 2016 con lo spettacolare KO su Derek Brunson. Ecco, il 2017 per lui è andato anche meglio: prestazioni magistrali contro Jacare Souza – a cui ha inflitto il primo KO dal lontano 2008, anno in cui venne sorpreso da un upkick di Gegard Mousasi in un match valevole per il titolo DREAM – e Yoel Romero, in un match vinto in rimonta e con un ginocchio malandato. Con GSP che ha reso vacante il suo titolo, Whittaker diventa il campione indiscusso e attende UFC 221 per affrontare Luke Rockhold.

July 8, 2017; Las Vegas, NV, USA; Robert Whittaker (blue gloves) celebrates after fighting Yoel Romero (red gloves) during UFC 213 at T-Mobile Arena. Mandatory Credit: Kyle Terada-USA TODAY Sports
  • Female Fighter of the Year: Rose Namajunas

Dura quest’anno, con contendenti del calibro di Cris Cyborg e Rose Namajunas. Con la differenza che la prima è e rimane a parer condiviso la più forte combattente in circolazione, a maggior ragione dopo la sua vittoria su Holly Holm; la seconda invece è protagonista di uno degli upset più clamorosi nella storia delle MMA, la vittoria a UFC 217 contro Joanna Jedrzejczyk, ex campionessa tutt’altro che immotivata, vista la prospettiva di raggiungere il record di difese titolate in una divisione femminile, detenuto ancora da Ronda Rousey. Perciò la bella Rose si aggiudica ai miei occhi il premio di miglior fighter femminile. Il 2018 ci dirà se è qui per rimanere o per fare la comparsa, ma la sua evoluzione mi fa propendere più per la prima opzione.

KANSAS CITY, MO – APRIL 15: Rose Namajunas warms up backstage during the UFC Fight Night event at Sprint Center on April 15, 2017 in Kansas City, Missouri. (Photo by Mike Roach/Zuffa LLC/Zuffa LLC via Getty Images)
  • Fighter emergente: Francis Ngannou

Anche questa è stata una scelta difficile: Darren Till, Kamaru Usman, Emil Meek. Tutti fighter che potrebbero legittimare la scelta. Ma chi più di Francis Ngannou ha impressionato fra il 2016 e l’anno appena concluso? Semplice: nessuno.

  • Fight of the Year: Alex Oliveira vs Yancy Medeiros

Ci ho pensato a lungo. Eddie Alvarez e Justin Gaethje, come livello, sono certamente più in alto di Oliveira e Medeiros. Ma i cambi d’inerzia nel match fra i due pesi welter mi hanno fatto propendere per assegnar loro la mia personalissima palma d’oro. Un match selvaggio, un back and forth rocambolesco, che ha visto alla fine l’hawaiano prevalere. Un adrenalinico giro sulle montagne russe dell’emozione per aficionados e neofiti. Un manifesto per lo sport.

  • Evento dell’anno: UFC 217

C’è bisogno di spiegarlo? Tre passaggi di mano titolati, una incredibile card preliminare. Una pietra miliare dello sport che rimarrà per sempre nei memorabilia, oltre che impressa negli occhi di tutti coloro che hanno assistito allo spettacolo.

in their UFC bantamweight championship bout during the UFC 217 event at Madison Square Garden on November 4, 2017 in New York City.
  • Knockout of the Year: Francis Ngannou su Alistair Overeem

Ci sono molti modi per giudicare un KO. Spettacolarità, violenza, immediatezza, shock. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che può avere un knockout. Quello di Francis Ngannou su Alistair Overeem le ha tutte insieme.

L’incredibile KO di Francis Ngannou ai danni di Alistair Overeem
  • Submission of the Year: Brian Ortega su Cub Swanson ex aequo con Demetrious Johnson su Ray Borg

Triangle City. Brian Ortega did it again. Ormai è un must. Il giovane americano non cessa di sorprendere e a UFC Fight Night 123 mette a segno una guillotine choke da cineteca ai danni di uno dei fighter più pericolosi di categoria. Una categoria che ora ha un contendente in più.

Per quanto riguarda Demetrious Johnson, vincitore di un match cercato, voluto e ottenuto, per superare numericamente le difese titolate di Anderson Silva. Una armbar fantascientifica ai danni di Ray Borg mette il punto esclamativo sulla carriera di Mighty Mouse, consacrandolo come uno dei migliori di ogni tempo.

  • Upset of the Year: Rose Namajunas su Joanna Jedrzejczyk

Ancora una volta Rose. Ancora una volta per la prestazione di UFC 217. Chi ci avrebbe scommesso un centesimo?

  • Comeback of the Year: TJ Dillashaw su Cody Garbrandt

La frase più comune post UFC 217 ricordo fu legata a TJ Dillashaw: “Eh, se quel primo round fosse durato dieci secondi in più…”. I round durano 5 minuti. Un minuto di pausa. Poi si riparte. Tutto il resto è comeback. Dillashaw mette a segno la vittoria più importante della sua carriera, insieme alla prima ottenuta contro Renan Barao e lo fa con un comeback spettacolare, un gancio al mento dell’ex campione Cody Garbrandt, preceduto poco prima da uno spettacolare headkick. Garbrandt assapora la prima sconfitta in carriera arrivata con un KO devastante, sia fisicamente che psicologicamente. Ho scelto questo match data l’importanza, ma il 2017 è stato ricco di comeback spettacolari, una menzione particolare merita Darren Elkins, vero mattatore nella serata di UFC 209, nella quale sconfisse Mirsad Bektic dopo aver subito per due interi round.

  • Team of the Year: American Top Team

Per il secondo anno di fila, mi sento in dovere di fare le congratulazioni all’American Top Team: mantenuti ancora i titoli di Woodley e Nunes. Nota negativa per Joanna, ma netta scalata sul fronte Masvidal, Douglas Lima (campione dei pesi welter Bellator MMA), Dustin Poirier, Santiago Ponzinibbio e il sempre meno simpatico Colby Covington.

  • Italian Fighter of the Year: Mara Romero Borella

Non me ne vogliano Marvin Vettori e Alessio Di Chirico, il primo autore di una prestazione in crescendo, il secondo protagonista di una vittoria fantastica, ma quest’anno – non per galanteria, ma per correttezza – l’italiano, anzi, l’italiana più meritevole ai miei occhi è Mara Romero Borella. Autrice di un debutto col botto – o di un “debotto col butto” come direbbe l’amico Alex Dandi – in UFC contro la temibile Kalindra Faria, ma protagonista dell’ultimo minuto e vincitrice del main event di Invicta FC 24 contro Milana Dudieva, Mara merita in tutto e per tutto il premio di Fighter italiana dell’anno.

  • Bonus, Octagon Girl of the Year: Brooklyn Wren

La scelta più difficile. Questa categoria mi è molto cara. L’anno scorso è stata Vanessa Hanson a spuntarla contro l’agguerrita concorrenza. Quest’anno, nonostante sia sempre stregato dalla bellezza di Chrissy Blair, è la new entry Brooklyn Wren, splendida Venere nera, a  strappare lo scettro.

  • MMA Personality of the Year: Max Holloway

“It is what it is” è il motto del campione dei pesi piuma. Non è da tutti affrontare due volte in pochi mesi Jose Aldo e mandarlo al tappeto nella terza ripresa, dopo una mezza slugfest e una dimostrazione di superiorità. Max Holloway ce l’ha fatta ed è stato riconosciuto giustamente da molti come Fighter of the Year. Per me il migliore di quest’anno rimane Whittaker, ma l’hawaiano ha dimostrato di avere gli attributi. Quadrati e doppi.

  • Best Promotion: UFC

Chi altri? Gli eventi migliori sono arrivati da lì. Da segnalare un incremento in vista per Bellator dall’arrivo di Scott Coker, che ha iniziato subito il suo lavoro nel migliore dei modi, contrattualizzando due dei migliori fighter in circolazione, Rory MacDonald e Gegard Mousasi. Ma siamo ancora lontani dai fasti della migliore organizzazione di MMA al mondo.

  • MMA Media Source of the Year: MMA Fighting

I migliori, ancora una volta. Senza se, né ma. I primi ad arrivare, gli ultimi ad andar via. Quelli che ne sanno di più. Coloro a cui si dovrebbe guardare per esprimere informazioni di qualità e fare il salto.

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  • Giornalista dell’anno: John Morgan

Se l’anno scorso la mia preferenza è andata ad Ariel Helwani, protagonista di The MMA Hour, podcast di riferimento insieme a quello di Joe Rogan per ottenere informazioni e, generalmente, saperne di più, quest’anno la mia preferenza, dopo aver visto praticamente tutte le press conference, va a John Morgan, protagonista di domande ragionate, intelligenti, curiose.

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