Lorenzo Borgomeo, head-coach di Gloria, risponde a MMA Talks

Quando ho contattato Lorenzo Borgomeo, head-coach del Gloria Fighting Center e coach fra gli altri di Alessio Di Chirico, Carlo Pedersoli jr. e Micol Di Segni, mi è stata posta una sola condizione secondo la quale Lorenzo avrebbe accettato l’intervista: scrivere esattamente ciò che lui mi avrebbe riferito. È una cosa che ho sempre fatto, ma ci tengo a rassicurarlo che sarà così che avverrà la nostra chiacchierata: in totale trasparenza. Risposte precise, che poco lasciano all’interpretazione.

Giovanni Bongiorno: Parto con una domanda di rito, una di quelle che aiutano a conoscere meglio il proprio interlocutore: come sei entrato nel mondo delle MMA? Come ti sei appassionato?

Lorenzo Borgomeo: Ho praticato tutta la mia vita Muay Thai, che rimane il mio primo amore. Dopo un infortunio al viso piuttosto grave,mi sono avvicinato al jiu-jitsu con Federico Tisi e lì ho conosciuto Alessio Sakara. È nata una grande amicizia e mi sono trasferito con lui a Miami per allenarmi a tempo pieno nelle MMA, prima all’ATT American Top Team, ndr) e poi da solo nei Blackzilians.

GB: Da quanto tempo fai il coach e come sei arrivato a maturare questa decisione?

LB: Diciamo che l’ho sempre fatto,a periodi alterni. Nel 2010 ero head coach della sede dell’ ATT di Denver, ma poi sono tornato a combattere. Diciamo che per come lo faccio io, o combatti o fai il coach, non hai energie per entrambe le cose.

GB: Sei l’head-coach del Gloria Fight Center. Quando nasce ufficialmente il progetto e come?

LB: Ufficialmente nasce a Settembre. Siamo il gruppo portante di quella che era una realtà importante nel passato, che si è semplicemente trasferito da un altra parte.

GB: Alleni due dei più conosciuti prospetti in circolazione, Micol Di Segni e Carlo Pedersoli jr., oltre a un talento affermatissimo come Alessio Di Chirico. Come li hai conosciuti e come li hai guidati ai risultati cui sono arrivati?

LB: Mi hanno chiesto personalmente di allenarli e non mi sono potuto tirare indietro. Non penso che il mio lavoro sia speciale, né di essere particolarmente bravo. Sono semplicemente circondato dai migliori collaboratori in Italia e sono fortunato perché i miei atleti fanno esattamente quello che gli dico, da tutti i punti di vista.

GB: Progetto Hung-Mun. Qual è stata la causa del divorzio? In che rapporti sei rimasto con coach e fighter?

LB: Posso solo dire che le dinamiche della setta non mi interessano particolarmente.

GB: Alessio Di Chirico ha subito un grave infortunio. Tu sei stato lì a sostenerlo e i primi ringraziamenti sono stati per te. Quant’è stato difficile quel periodo per te e per lui?

LB: La manciata di mentecatti che hanno gridato all’infortunio inventato non si sono resi conto che il Dottor Paolo Colletti che lo ha diagnosticato è anche lo stesso che li ha salvati e curati gratis per anni. L’ infortunio è stato risolto grazie a Danilo Stanzione, un fisioterapista e osteopata incredibile. Il lavoro che ha fatto è stato miracoloso. Alessio è stato indicato come immeritevole di essere in UFC, di essersi inventato l’infortunio, di essere un fighter di basso livello. Sono incredibilmente fiero di quello che ha fatto. Ha vinto nel modo più convincente possibile, quando tutto era in gioco, quando nessuno credeva in lui. Certo i casi umani parleranno sempre, ma è giusto cosi. Sono, per definizione, casi umani. Posso dirgli che moriranno nella loro totale irrilevanza, come sempre.

GB: Oluwale Bamgbose era sulla carta senz’altro la prova più difficile per Alessio fra tutte quelle affrontate in UFC, ma lui ha mostrato pieno potenziale dominando il suo avversario. Cos’è cambiato dagli altri match? Ha semplicemente acquisito sicurezza o precedentemente stava passando un brutto periodo dal punto di vista psicologico?

LB: Alessio di Chirico è il miglior atleta di MMA in italia attualmente e sarà in top ten alla fine del 2018. Aveva fatto degli errori nel Camp precedente in America e stava soffrendo la separazione dal vecchio team. Ora è tornato quello che veramente è.

GB: Passiamo al Magnum FC. Hai affrontato un volo intercontinentale per fare da angolo ai tuoi studenti. Un sacrificio obbligatorio, mi dirai tu. Ci sono state delle polemiche relative al matchmaking poiché molti dei fighter erano debuttanti come pro, avendo affrontato fino a quel momento solo match amatoriali. Il loro valore, a tuo parere, era comunque alto oppure effettivamente si poteva trovare di meglio per fighter ormai tarati quali Carlo e Micol?

LB: Carlo Pedersoli doveva affrontare un avversario durissimo ad Ottobre, il match è saltato. Doveva fare per il titolo Superior FC, ma l’ avversario non ha accettato. Doveva combattere con un altro avversario a Magnum, ma è saltato anche questo. Una volta in Romania, Magnum ha fatto quello che ha potuto, trovando un avversario last minute. Ovviamente Carlo era superiore e ha fatto quello che fa un campione, lo ha finito entro il round.

Carlo Pedersoli jr. chiude una arm-triangle choke.
Photo credits to: RXF

A Micol sono saltati 3 match da Settembre e preferisco che combatta, guadagni e faccia esperienza piuttosto che stia ferma 6 mesi. Detto questo, ognuno è giusto che abbia la sua opinione, non la contesto assolutamente. Oggettivamente per me sono opinioni totalmente irrilevanti, ma non mi oppongo, né le contesto. Come coach, preferisco che combattano, piuttosto che stare fermi o ancor peggio che si trovino ad esser in Romania ma non accettino perché poi chissà che diranno in Italia. Pazienza, dormiremo la notte, questo è sicuro.

Micol Di Segni attende il via.
Photo credits to: RXF

GB: Quali sono i prossimi step per i tuoi tre protegé?

LB: Di Chirico rinnoverà per altri 4 match e stiamo scegliendo il prossimo evento, probabilmente Marzo. Micol probabilmente LFA a Febbraio, Carlo stiamo valutando 2 proposte per febbraio.

GB: Quali sono i tuoi progetti futuri?

LB: Vincere tutti i match e sviluppare un corso istruttori a numero chiuso che partirà da Gennaio.

GB: Chi è per te Riccardo Carfagna e che rapporto hai con lui?

LB: Un grande amico e una persona coraggiosa che ha permesso a tutti noi di avere una nuova casa dove costruire il nostro sogno. Un appassionato allo sport come pochi ce ne sono, un amico leale e generoso.

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