La minaccia del Predatore

È un momento importante per Francis Ngannou.

Il trentunenne franco-camerunese è davanti alla più ghiotta occasione in carriera finora, quella che potrebbe portarlo alla corte di Stipe Miocic.

Miocic è sembrato finora imbattibile, è il massimo più spaventoso in circolazione, un aggregato di forza, velocità, violenza e durezza che riescono ad essere espresse in maniera crescente ad ogni nuova apparizione.

Ngannou è la ventata d’aria fresca dopo la stasi. Miocic da molto tempo si muove nella categoria dei massimi UFC e tutti avevano percepito che il colosso di discendenza croata prima o poi avrebbe seduto sul trono.

Adesso però, l’uomo che ha portato freschezza, quello che si è presentato mettendo a segno 5 vittorie consecutive in UFC, l’ultima delle quali contro un ex campione, vuole quella cintura.

E quale occasione migliore per dimostrare di meritarla, se non un match contro uno dei fighter più esperti in circolazione?

Campione DREAM e Strikeforce dei pesi massimi, oltre a vantare titoli nel K-1 che ne certificano l’abilità nello striking, Alistair Overeem è uno dei fighter più intelligenti dell’intero roster.  Dopo aver rischiato il licenziamento, adesso l’olandese sta vivendo un ottimo finale di carriera che lo ha fatto arrivare a un pugno, o meglio, a una guillotine choke di distanza dal titolo UFC.

Miocic, più fresco e determinato, è riuscito a riprendersi da quel colpo alla mandibola che avrebbe proiettato Overeem nella disputa che coinvolge i migliori pesi massimi nelle MMA. Sarebbe sicuramente divenuto l’atleta più titolato nei massimi e la sua inclusione nel dibattito su chi sia il migliore di sempre (se se ne può indicare uno) sarebbe stata dovuta.

L’assenza di grandissimi fighter nella categoria dei massimi ha portato Francis Ngannou a chiedere la title shot con soli 5 match, tutti dominati, in UFC.

È chiaro che il giovane Predatore ha una marcia in più, ma anche il suo coach, prima del match contro Arlovski, aveva sottolineato di quanto fosse presto parlare di contesto titolato con il suo protegé.

Battuto Arlovski, l’avversario di Ngannou avrebbe dovuto essere Junior dos Santos, segnalato però da USADA per la possibile assunzione di sostanze proibite. Ed ecco che si fa avanti Overeem, fresco di vittoria per decisione maggioritaria su Fabricio Werdum, che spera di ottenere ancora una volta una title shot, probabilmente l’ultima, contro il dominatore croato.

Ma di mezzo c’è Ngannou. Un Francis Ngannou che è sembrato inarrestabile, che ha spazzato via come fuscelli tutti gli avversari che ha incontrato. Francis Ngannou potrebbe essere davvero la Next Big Thing nella categoria dei massimi.

Dotato di una potenza spaventosa, di ottima velocità, di grande esplosività, di un eccellente movimento di busto, difende il 73% dei takedown, preferendo mantenere il combattimento sui binari dello striking, ma non disdegna tentativi di sottomissione, come quello su Anthony Hamilton, una kimura andata a segno.

Ngannou va a segno con 3.4 colpi al minuto, una media normale per un massimo, ma è nel colpo singolo che risiede la sua arma migliore.

Il colpo da KO è insito nel DNA del franco-camerunese, che ha terminato 5 delle sue 10 vittorie proprio con questo metodo. Con soli 11 match da professionista, The Predator saprà tener testa a un Overeem giunto al sessantesimo match di MMA in carriera? Troverà il modo, dimostrando d’essere il vero, unico, reale contendente al titolo in un’epoca in cui la categoria dei massimi ha perso il suo antico fascino?

Per scoprirlo, ci toccherà aspettare la notte di sabato 2 dicembre e il co-main event di UFC 218. Nel frattempo, godiamoci un video di highlight del Predatore.

 

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