UFC Fight Night San Paolo: nuove leve in azione

Main card interessantissima quella di San Paolo, con 6 match ad alto tasso di spettacolarità che si sono susseguiti fino ad arrivare ad un main event indigesto per il pubblico di casa.

Si è partiti con la vittoria di John Lineker su Marlon Vera, con “Hands of Stone” che ha sconfitto l’avversario per decisione unanime in una contesa valida per la categoria pesi gallo. Lineker che torna dunque alla vittoria dopo la disfatta contro T.J. Dillashaw, stoppando un Vera reduce da un bel filotto di vittorie.

In seguito spazio ai pesi medi, con Thiago Santos che stende Jack Hermansson per KO 4:59 del primo round. Parte subito aggressivo “Marreta”, che mette pressione allo svedese con ottimi calci e offensive furiose. Dal canto proprio invece “Joker” non riesce mai ad entrare nel match, rischiando più volte un KO che arriva al calare della prima ripresa, con Santos che stende l’avversario con una combinazione sporca ma furiosa, finendolo in gnp.

Copyright: UFC Espanol Twitter

Francisco Trinaldo vs Jim Miller era invece stato presentato come un match dalle grandi aspettative, a posteriori decisamente non inattese. Alla fine dei tre round è il padrone di casa a trionfare, imponendosi per decisione unanime in una contesa valida per la divisione pesi leggeri. L’incontro successivo è stato quello che ha reso Pedro Munhoz una certezza della divisione pesi gallo, con la quarta vittoria di fila del brasiliano. A farne le spese Rob Font, sottomesso a 4:03 del primo round con una ghigliottina.

Co-main event di serata che ha regalato la prima delusione al pubblico brasiliano, con Demian Maia che esce sconfitto dalla sfida con Colby Covington al termine dei tre round. Lo statunitense, vera e propria rivelazione della categoria pesi welter, si candida a serio sfidante alla cintura detenuta da Tyron Woodley grazie ad una performance solidissima. Annullato il BJJ dell’ex peso medio, che non riuscirà a portare a terra l’avversario nonostante i 12 tentativi di takedown andati a vuoto. Maia che comunque mostrerà una buona crescita nello striking prima di essere surclassato da Covington anche in piedi.

Il ritorno di Lyoto Machida invece è stato assai deludente: il brasiliano, di ritorno dopo oltre due anni e con una squalifica da 18 mesi scontata, inscena il suo solito gameplan mostrando ottimi riflessi e buon footwork fino a quando Derek Brunson, a 2:30 del primo round, non parte con la combinazione di braccia che manda giù l’ex campione dei massimi-leggeri.

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