UFC FN 119, pre-card: il ritorno in gabbia del Dragone e di Demian Maia

UFC FN 119, una main card ricca di match

La notte del 28 ottobre al Ginasio di Ibirapuera di San Paolo, Brasile, si terrà UFC Fight Night 119. Ben sei, i match in main card. L’evento segnerà il ritorno di due fra gli atleti più amati in Brasile e fra i più rispettati in assoluto: Lyoto Machida (22-7) e Demian Maia (25-7).

Ad aprire la main card, un match nella categoria dei pesi gallo.

Il forte John Lineker (29-8) prenderà in consegna Marlon Vera (10-3-1). Lineker si era lamentato in precedenza di non essere riuscito a trovare nessun top fighter che accettasse di combattere contro di lui in Brasile e così ha accettato il match contro Vera. Il soprannome di Lineker dice tutto, “Hands of Stone”, ossia Mani di Pietra. Molto forte fisicamente e dalle mani davvero pesanti, Lineker ha affrontato l’ex campione di categoria T.J. Dillashaw, dopo aver inanellato 6 vittorie consecutive, ma nonostante l’indubbia durezza psicofisica, si è dovuto arrendere davanti alle qualità superiori dell’ex campione UFC.

Adesso cercherà di rimettersi in corsia guadagnando una vittoria davanti al suo pubblico. Vera invece è al settimo match in UFC ed ha un buon record di 4 vittorie e 2 sconfitte all’interno della federazione. Il suo valore è stato ampiamente dimostrato, le uniche due sconfitte vengono da decisioni dei giudici, vanta una cintura nera nel BJJ ed è capace sia di finalizzare per sottomissione i suoi avversari, che per KO. Fra i due è sicuramente favorito il beniamino di casa, ma Vera non cederà di certo il passo facilmente.

UFC, Lineker colpisce Dillashaw
John Lineker affonda un circolare su T.J. Dillashaw. Sarà l’americano a portare a casa il match.

Si prosegue con un match nella categoria dei pesi medi.

Il brasiliano Thiago “Marreta” Santos (15-5) tenta la scalata partendo dal “Joker” Jack Hermansson (16-3), vecchia conoscenza del pubblico italiano che lo ha visto protagonista a Venator FC. Santos è a quota due vittorie consecutive. Il suo striking è fuori discussione: è dotato di colpi pesantissimi e fa degli headkick il suo marchio di fabbrica, emblematico il KO su Steve Bosse.

Non particolarmente preparato nel ground game, cerca solitamente di tenere il match in piedi e disdegna le fasi di wrestling. Vanta comunque una cintura viola nel BJJ. Anche Hermansson è reduce da due vittorie consecutive. Lo svedese, al contrario del suo avversario, è un fighter molto duttile. Probabilmente non sarà dotato dell’esplosività che contraddistingue lo striking di Santos, ma è molto più completo, è forte nelle fasi lottatorie e vanta in carriera 10 vittorie per KO o TKO e 3 per sottomissione.

UFC, Hermansson
Jack Hermansson durante il weigh-in a Venator FC 3

Terzo match della main card nella categoria delle 155 libbre, pesi leggeri.

Torna in scena Francisco Trinaldo (21-5), dopo la sconfitta patita per mano dell’ex contendente Kevin Lee. Trinaldo ha 39 anni, ma è dotato di una condizione psicofisica invidiabile. Cintura nera nella kickboxing e marrone nel BJJ, è un atleta molto completo, dotato di un’ottima gestione delle distanze e del match in generale. Davanti a lui, un altro veterano: Jim Miller (28-10). Miller è reduce da due sconfitte consecutive e sicuramente non ha scelto un avversario di comodo. Vero asso nel BJJ, insignito della cintura nera da Jamie Cruz e NCAA wrestler Division I, conta ben 13 vittorie per sottomissione in carriera. Trinaldo accetterà la lotta a terra o tenterà di tenere in piedi il match?

UFC, Trinaldo affronta Pearson
Francisco Trinaldo, 39 anni. Qui nel suo match contro Ross Pearson.

Ancora un match nella categoria dei pesi gallo.

Protagonisti, l’ex campione RFA Pedro Munhoz (14-2) e l’ex campione pesi piuma CES MMA Rob Font (14-2). Munhoz è a quota tre vittorie consecutive, è un ottimo submission grappler e vanta una cintura nera nel BJJ. Ha vinto otto volte in carriera grazie a sottomissioni, ma non ha assolutamente timore di scambiare in piedi. Ha perso contro il contendente Jimmie Rivera, per decisione non unanime, un match molto combattuto. Rob Font invece è un fighter ottimo per tutte le stagioni: vanta 6 vittorie in carriera per KO o TKO e 4 per sottomissione. Nelle ultime 14 apparizioni ha perso soltanto contro John Lineker e conta una vittoria sul partecipante al TUF 24, Matt Schnell.

UFC, Munhoz vs Rivera
Pedro Munhoz assesta un ottimo gancio su Jimmie Rivera

Il co-main event della serata è uno di quei match davvero interessanti.

Nella categoria dei pesi welter si affronteranno l’ex contendente al titolo UFC Demian Maia e il forte Colby Covington. Maia non ha di certo bisogno di presentazioni: parliamo probabilmente del più forte jutsuka prestato alle MMA della nostra generazione. Cintura nera quarto grado nel BJJ sotto Fabio Gurgel, Maia ha sottomesso ben 12 avversari in carriera. Buono anche il suo striking, sebbene non elitario. Ha buoni tempi nell’applicazione del pugilato nelle MMA e un jab secco e preciso che utilizza per lo più per prendere le misure e assestare il takedown.

Del suo avversario, Colby Covington, ciò che possiamo dire con certezza è che indipendentemente dall’esito del match, sentiremo parlare di lui in futuro. Power wrestler intelligente e davvero forte, se riesce a portare a terra il proprio avversario è difficile che quest’ultimo riesca a rimettersi in piedi. Sei vittorie per sottomissione all’attivo in carriera, Covington aveva chiesto più volte di affrontare Rafael dos Anjos, ma non è stato accontentato. Gli è stato offerto invece l’ex contendente numero uno, che si sposa benissimo col suo stile. Adesso Covington avrà pane per i suoi denti, dovendo guardarsi bene dall’esagerare in fase di grappling, visto e considerato che combatte contro uno dei grappler più esperti e intelligenti in circolazione. Una vittoria però, potrebbe significare vedersi nel contesto titolato.

UFC, Colby Covington affonda il takedown
Colby Covington impone il proprio wrestling al più esperto Dong Hyun Kim

Ed ecco il piatto forte: il main event.

Categoria dei pesi medi. Dopo un periodo di assenza forzata, il Dragone Lyoto Machida è pronto a fare il suo ritorno. Karateka d’eccezione, può essere considerato l’antenato in gabbia di atleti come Stephen Thompson. Machida è stato il primo a portare all’interno dell’ottagono il karate come arte marziale efficace. Emblematico il KO inferto a Randy Couture a UFC 129 con un perfetto calcio della gru.

UFC, il famoso crane kick di Machida
UFC 129, Lyoto Machida stende Randy Couture con un colpo da cineteca: il famoso calcio della gru.

Dopo 18 mesi di sospensione, Machida farà il suo ritorno. Nelle ultime apparizioni, il nippo-brasiliano non era sembrato nel massimo della forma. Dopo averlo visto competere sia per il titolo dei massimi-leggeri (vinto), che per quello dei medi, l’unico dubbio è che troppo tempo fuori dalla gabbia possa aver minato il Dragone nello spirito e nel fisico. Davanti a lui, inoltre, non di certo un avversario facile: sarà Derek Brunson, reduce da una vittoria per TKO al primo round contro un attempato Dan Kelly a UFC FN 110.

Protagonista di rush improvvisi, Brunson è capace di dar vita sia a match ragionati, che ad assalti sfrenati ai danni dei suoi avversari. Ha già dato prova di durezza sia contro Anderson Silva che contro l’attuale campione ad interim Robert Whittaker, è un wrestler di seconda divisione NCAA e predilige la fase di grappling, ma ha l’istinto del technical brawler e mani molto pesanti, ne sanno qualcosa Uriah Hall, Roan Carneiro e Sam Alvey. Una notte non facile per il Dragone dunque che se vuole tornare al meglio deve superare la prova Brunson.

NB: Articolo originariamente pubblicato su FOX Sports Italia.

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