La guerra di Tony Ferguson

Altra prestazione gladatoria di Tony Ferguson che si aggiudica il titolo dei pesi leggeri.

Ancora una volta Tony Ferguson ribalta a suo favore le sorti dell’incontro dopo un primo round molto complesso dove Kevin Lee era riuscito a trovare addirittura la full mount, ma andiamo con ordine e ripercorrimao questa battaglia dall’inizio.

Nel primo round entrambi partono con il piede sull’acceleratore, c’è subito uno scambio selvaggio dove è Ferguson ad accusare il colpo perdendo prima l’equilibrio, per poi arretrare precipitosamente lamentandosi forse di una ditata nell’occhio non rilevata dall’arbitro, ma appena Lee accorcia la distanza un po’ troppo confidente, El Cucuy lo punisce a sua volta con un gancio d’incontro sul quale Lee va quasi knockdown.

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A metà ripresa Lee trova il body lock e atterra Ferguson che tenta uno sweep ma finisce sotto, cerca prima un triangolo di gambe, poi un omoplata ma invano, si libera benissimo Lee che passa in mezza guardia e colpisce con delle ginocchiate al corpo.
Diversi passaggi di guardia, si trova anche in north-south Lee, poi passa in montada e da lì libera una grandine di colpi impressionate che Ferguson è abile a limitare riuscendo a sopravvivere fino al termine della ripresa.

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Un pugno dato da Lee dopo il suono della sirena al termine della prima ripresa surriscalda ulteriormente gli animi già bollenti dei due.

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Il primo round non ha deluso le attese, è stato Lee ad avere la meglio, per ora il suo wrestling si è dimostrato superiore al BJJ di Ferguson, sono stati 27 i colpi significativi a segno per lui contro i 13 del Cucuy che però si sa, è un diesel ed è sulla distanza che solitamente s’impone.

Il secondo round si svolge in piedi, Ferguson lavora benissimo con il jab, ma anche con i calci al corpo e le gomitate quando si accorcia la distanza, è più tecnico e meno scolastico di Lee in piedi e va a bersaglio con maggiore frequenza risultando più imprevedibile.

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Ha acquisito maggiore sicurezza Ferguson e si fa più sfrontato; Lee tenta un’altra volta il body lock per portarlo a terra, ma invano, El Cucuy difende bene e impone a Lee un match improntato sullo striking dove però quest’ultimo non sfigura, si rende pericoloso con qualche high kick e rende il secondo round tutto sommato abbastanza equilibrato come testimoniano i dati che vedono Ferguson in leggero vantaggio con 27 colpi significativi a segno contro i 22 del suo sfidante.

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Inizia la terza ripresa, i due si dicono qualcosa in tono minaccioso e si avverte sarà un round caldissimo. Lee capisce probabilmente che in piedi farà fatica a tenere il ritmo del suo avversario ancora per molto, così torna a puntare tutto sul suo eccezionale ground game e infatti mette a segno una slam poderosa, ma Ferguson si alza poco dopo subendo pochissimi danni.

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Lee però non demorde ed insiste sempre con il suo wrestling, altro takedown con il double leg, stavolta però riesce a rendersi molto più attivo Ferguson, prima con la guardia attiva attraverso le gomitate alla testa, poi con un armbar che solo un guizzo di Lee riesce a sventare, ma è solo il preludio.

Lee sembra stanco, non riesce a mettere abbastanza pressione su Ferguson e lascia qualche spiraglio al suo BJJ, quest’ultimo sfrutta una sua fase statica per mettere il triangolo di gambe alla testa.

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Lee non vuole saperne di cedere, c’è troppo in palio e infatti preferisce svenire. Ferguson si sdraia con le braccia aperte, Lee si dispera inconsolabile, El Cucuy lo abbraccia.

E’ stato un grandissimo match, Lee ha spaventato Ferguson nel primo round, ma la sua tenuta atletica non si è mostrata sufficiente con l’avanzare delle riprese e quando il calo è stato evidente, come spesso accade, il ritmo e la pressione di Ferguson hanno fatto la differenza, gli atterramenti di Lee sembravano sempre più obbligati, la sua pressione a terra è diventata gradualmente inferiore e così sono emerse le qualità di Ferguson sulla distanza.

Lee dal canto suo non ne è uscito male, ha fatto vedere di essere devastante a terra e di saper scambiare anche con qualità in piedi, forse il cardio è stato il suo principale problema ed è possibile che in questo senso, il taglio del peso esasperato al quale si è sottoposto potrebbe aver inciso.

Ferguson diventa, dopo dieci vittorie consecutive, campione ad interim dei pesi leggeri dimostrando ancora una volta una tenuta mentale incredibile alla quale si aggiungono ritmo, creatività, BJJ e capacità di non perdere fiducia anche nei momenti più difficili, basteranno tutte queste qualità per avere la meglio su Conor McGregor?

Di certo Feguson arriverà a quel match nelle migliori condizioni possibili e in uno stato di fiducia inarrivabile, se riuscirà ma ancora una volta a superare la tempesta iniziale potrà diventare un incubo con l’andare delle riprese.
Ferguson è la dimostrazione più limpida di quanto la durezza mentale possa fare la differenza a questo livello e questa potrebbe essere una delle virtù più importanti per compiere la grande impresa.

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