La scalata -Tony Ferguson vs Kevin Lee – UFC 216

 Analisi tecnica

Kevin Lee ha fatto alla svelta ad arrampicarsi fino alle vette del ranking dei pesi leggeri, si è infatti affermato in modo impetuoso, cinque vittorie consecutive davvero eclatanti gli hanno permesso di scavalcare nella corsa alla title shot un inaffidabile Khabib Nurmagomedov le cui condizioni fisiche restano un’incognita e, grazie anche all’anno sabbatico (chiamiamolo così) di Conor McGregor, si è conquistato una chance titolata totalmente inaspettata fino a non molto tempo fa.

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Ferguson lo conosciamo, è un fighter eclettico, completo, eccezionale nelle fasi di grappling (vanta otto sottomissioni in carriera con una certa predilezione per la Brabo Choke con la quale ha finalizzato sia Edson Barboza che Lando Vannata), ma coadiuvato da uno striking di alto livello, creativo, imprevedibile, sfrontato e che può vertere su un allungo importante.

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L’aggressività nelle combinazioni di Ferguson

Lee è invece un wrestler di altissimo livello, fortissimo fisicamente, muscolare, esplosivo. Ha dimostrato di saper imporre il suo grappling anche contro un BJJ d’élite come quello di Michael Chiesa, schiantato con più polemiche che difficoltà, predilige la Rear Naked choke come sottomissione e ha una grande predisposizione nel trovare la schiena dei suoi avversari e da lì finalizzarli.

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La slam di Lee ai danni di Chiesa e il controllo laterale

Anche in piedi però sa essere pericoloso, ha sconfitto uno striker abile come Francisco Trinaldo sorprendendolo con un high kick prima di sottometterlo. E’ potente, possiede un buon footwork, velocità di mani e sebbene sia meno tecnico del suo avversario ha acquisito una certa confidenza anche nelle fasi di stand up.

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L’high kick devastante di Lee su Trinaldo

A terra dunque si presenterebbe una situazione analoga nelle fasi di lotta a quella che si sarebbe prospettata per Ferguson contro Nurmagomedov, ossia da una parte un wrestler molto potente che ama trovare il takedown e lavorare dalla top position (per Lee si tratta spesso di tentare di migliorarla fino alla full mount, per poi trovare la schiena dell’avversario e la conseguente Rear Naked Choke) e dall’altra parte troviamo appunto un Ferguson che ama stare schiena a terra dove può far valere il suo BJJ sia attraverso le sottomissioni che in virtù di una guardia attiva davvero fastidiosissima da affrontare.

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La guardia attiva di Ferguson ai danni di Josh Thompson

In piedi entrambi attaccano molto meglio di quanto non si sappiano però difendere, se Tony Ferguson è estroso e tecnico nello stand up come ha dimostrato in modo definitivo nel match contro RDA e Lee ha palesato grandi miglioranti nell’ultimo periodo, entrambi concedono qualcosa di troppo quando è l’avversario ad aggredire.

 vannata GIFLe difficoltà di Ferguson contro lo stile poco ortodosso di Vannata

Emblematico è stato per Tony il match contro Lando Vannata, in grandissima difficoltà contro lo stile anomalo del suo avversario finché il ritmo lo ha sostenuto, ha sofferto la mobilità, la rapidità e la varietà delle sue combinazioni; mentre per Lee, che inizialmente azzardava una sorta di  Shoulder Roll applicata alle MMA e ora si è adagiato sapientemente su una guardia più ortodossa che gli sta dando maggiori frutti, è stato sorpeso da un diretto d’incontro di Leonardo Santos ed ha subito il maggiore spessore tecnico di Francisco Trinaldo fino al colpo risolutivo,

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Il colpo d’incontro di Leonardo Santos

Dove si svolgerà dunque il match? Penso che Ferguson avrà tutto l’interesse a far sì che si svolga in piedi dove tecnicamente è superiore e per farlo potrà contare su una takedown defence davvero straordinaria, pur sapendo che se anche dovesse trovarsi schiena a terra avrebbe carte importanti da giocare.

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Qui la splendida difesa di Ferguson su un tentativo di atterramento di RDA.

Lee però non è un fighter monodimensionale come lo sarebbe stato Nurmagomedov e sarà inoltre uno di quei rari casi in cui Ferguson si troverà di fronte un fighter con un allungo addirittura superiore al suo, 77″ a 76″, e dotato di colpi che possono essere definitivi.

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Sono entrambi fortemente determinati e in un grande momento di forma, Ferguson però ha trovato con la vittoria contro Rafael Dos Anjos la sua consacrazione definitiva, ha più esperienza e ha dimostrato di saper tenere costante la frequenza di colpi per tutte e cinque le riprese e parliamo di un volume di colpi davvero notevole se pensiamo che va a bersaglio con 5.21 colpi significativi al minuto contro i 3,6 colpi significativi di Lee.

Lee è un prospetto molto importante,  ha davvero palesato miglioramenti strabilianti con il passare dei match e ha dimostrato soprattutto di avere una mentalità da grande competitore.
Questa però non mancherà nemmeno a Tony Ferguson, sono entrambi molto affamati e saranno come consuetudine saranno probabilmente decisamente aggressivi.
Ci sono tutte le premesse per vedere un match altamente spettacolare dove Tony Ferguson avrà i favori dei pronostici, ma dove Kevin Lee tenterà un’altra volta di stupire.

Al limite delle 155″ non si poteva chiedere di meglio.

 

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