UFC 215 non soffre la mancanza di Demetrious Johnson

UFC 215 rischiava quasi di passare in sordina e quindi d’essere perso da tanti appassionati che avrebbero commesso un grave errore. Nonostante il main event sia saltato e Demetrious Johnson non abbia avuto la possibilità di stabilire un record storico, la card è stata godibile e molto interessante.

Paradossalmente forse il match meno intrigante è stato il main event fra Amanda Nunes e Valentina Shevchenko. Henry Cejudo vs Wilson Reis invece, ottimo match nella categoria dei pesi mosca, è stato promosso nella card principale e, col senno di poi, si può senz’altro definire una mossa azzeccatissima.

Due dei match presenti in main card sono stati incontri a senso unico ed hanno visto il sopracitato Henry Cejudo e l’ex campione dei pesi leggeri Rafael dos Anjos protagonisti di prestazioni altisonanti.

Jeremy Stephens vs Gilbert Melendez

In apertura di main card, un lucidissimo Jeremy Stephens (26-14) ha preparato un gameplan intelligente per dare il bentornato a uno stanco Gilbert Melendez (22-7) in UFC. El Niño è ormai a quota quattro sconfitte di fila e la decisione di scendere per questo match nella categoria dei pesi piuma non l’ha di certo aiutato. Ormai trentacinquenne, Melendez è l’ombra del guerriero di un tempo;

C’è da dire che Stephens ha fatto un ottimo lavoro, realizzando un gameplan molto intelligente: dopo aver fiaccato con ripetuti e potenti low kick i movimenti di Melendez, ottimo boxeur che si affida a un buon allungo, a un’ottima precisione di braccia e a un variegato gioco di gambe, Stephens ha preferito indietreggiare e non esporsi alla guardia southpaw adottata dal sempre pericoloso Gilbert. Melendez ha provato a pressare il suo avversario, andando incontro però agli ottimi colpi di braccia di Stephens. Una tibia gonfia e malconcia già dal termine del primo round ha limitato i movimenti del Niño e ne ha decretato la netta sconfitta. Ottima vittoria per un Jeremy Stephens che sembra aver trovato il suo posto nella categoria delle 145 libbre.

Ilir Latifi vs Tyson Pedro

Nella categoria dei massimi-leggeri si sono affrontati il solido Ilir Latifi (13-5, 1 NC), compagno d’allenamento di Alexander Gustafsson, e la giovane rivelazione Tyson Pedro (6-1). Dopo un inizio non facile per Latifi, che ha avuto bisogno di qualche minuto per prendere le misure al giovane australiano, lo svedese è riuscito a imporre il suo wrestling elitario in ambito MMA. Pedro ha provato qualche blitz all’indirizzo di Latifi, ma senza successo.

I movimenti elusivi di Pedro sono serviti a poco. L’australiano ha cercato più volte un headkick con movimento di busto, come a voler ingannare Latifi, ma lo svedese è riuscito a parare praticamente ogni colpo. Pedro è riuscito a rialzarsi a seguito dei numerosi takedown di Latifi, ma la stanchezza si è fatta evidente. Un esperto Latifi ha saputo attendere e mettere a segno i colpi giusti, riuscendo a portare a casa un’importante vittoria per decisione unanime.

Henry Cejudo vs Wilson Reis

Terzo match nella categoria dei pesi mosca. Con la perdita del main event, il match fra Henry “The Messenger” Cejudo (11-2) e Wilson Reis (22-8) è stato piazzato in main card. Un Cejudo diverso, con una stance quasi da karateka, fulmineo e variegato nei colpi, non ha fatto rimpiangere l’assenza di Demetrious Johnson, in barba a chi dice che i pesi mosca sono protagonisti di match noiosi. Wilson Reis nulla ha potuto contro la straripante prestazione di un Cejudo rinato, presentatosi sotto un’altra forma.

Molti i colpi a segno durante il primo round da parte dell’americano, sia al volto che alla figura. Da segnalare un fantastico calcio saltato che ha raggiunto il brasiliano all’altezza della tempia. Un Reis incapace di risposta si è trascinato con grande determinazione fino al termine del round. In apertura del secondo, Cejudo ha agito ottimamente da counterstriker, piazzando un diretto secco al mento di Reis e finendolo in ground and pound. Una delle migliori prestazioni in carriera per la medaglia d’oro olimpica Henry Cejudo, che porta a casa la vittoria per KO al secondo round.

Rafael dos Anjos vs Neil Magny

Il co-main event della serata si svolge nella categoria dei pesi welter. La seconda prova di Rafael dos Anjos (27-9) a 170 libbre è ancora più schiacciante della prima. A farne le spese, il forte Neil Magny (19-6), incapace di risposta e vittima quasi sacrificale del brasiliano che mette a segno quella che probabilmente è la vittoria più schiacciante della sua carriera. Appena il match inizia, Magny si fa avanti, RdA attende l’iniziativa del suo avversario e connette un potente low kick che toglie l’appoggio all’americano e gli fa guadagnare una half guard. Vantaggio fisico annullato.

Da lì per il brasiliano è tutta in discesa: RdA fa ciò che vuole di Magny da terra, prende prima la side position, poi una mezza back mount, arriva alla side position e passa in full mount. Prima del termine del primo round ha già messo a segno un triangolo di braccia che costringe un impotente Magny alla resa. Adesso la top 5 attende il brasiliano.

Amanda Nunes vs Valentina Shevchenko (Bantamweight title fight)

Il main event della serata, al contrario di quanto ci si aspettasse, risulta essere molto blando, al limite della noia. A darsi battaglia, nella categoria femminile dei pesi gallo e col titolo in palio, le due femmes fatale più forti nella categoria: la campionessa Amanda Nunes (15-4) e la sfidante Valentina Shevchenko (14-3). Un inizio molto lento scandito dal pressing della Nunes e da rari low kick da ambo le parti, termina con appena 16 colpi significativi a 11 in favore della campionessa, che mette a segno anche un takedown.

Anche il secondo round è in totale controllo della brasiliana, che continua a mantenere il vantaggio sul numero di colpi portati. Dalla terza ripresa in poi, è la sfidante a superare per numero di colpi a segno la campionessa. I colpi non sono mai estremamente dannosi, da nessuna della due parti. Nessuna delle due contendenti esercita un vero e proprio dominio sull’altra, ma la Nunes è perennemente in pressing.

A parte qualche carica da parte della sfidante, brillantemente tenuta sotto controllo dalla campionessa, eccezion fatta per un gancio sinistro che va a segno, ma non sortisce effetti particolari, parecchi low kick da entrambi i lati e tentativi di superman punch da parte della sfidante, mai a segno. l’ago della bilancia probabilmente si sposta durante l’ultimo round, quando la Shevchenko tenta la proiezione sulla Nunes, che però riesce a ribaltare e prende la schiena della sfidante. Poco dopo, la brasiliana connette un altro takedown, la Shevchenko si mantiene attiva da terra, ma non riesce a ribaltare la posizione. Al termine delle cinque riprese, dopo un match davvero poco entusiasmante, Amanda Nunes rimane campionessa grazie a una split decision. Forti lamentele dall’angolo della sfidante, che sentiva già suo il match.

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