Marvin Vettori: “Combatterei con Bisping anche domani”

Intervista a Marvin Vettori

Ho parlato con Marvin Vettori recentemente tramite FOX Sports, così da avere una cassa di risonanza molto più ampia rispetto ai numeri del blog, cui comunque tengo in maniera particolare. Pertanto ho deciso di trasporre l’intervista anche qui.

Contatto Marvin, gli chiedo come vanno le cose, gli pongo qualche domanda specifica. Lui non si fa pregare, e mi incalza come un toro incalza un torero, dando agli ascoltatori ciò che vogliono sentire.

Mi rendo conto che Marvin è una persona molto forte e che se ne sbatte altamente di coloro che lo additeranno come arrogante e che piazzeranno lo striscione con la scritta “Umiltà” in bella vista, prima di arrendersi alle logiche degli anni 2000. Per comprendere al meglio questa mia ultima affermazione, andiamo a conoscere domande e risposte.

Giovanni: Ciao Marvin, come procedono gli allenamenti?

Marvin Vettori: Gli allenamenti procedono molto bene, mi sto allenando due volte al giorno per sei volte a settimana. Ho iniziato ad allenarmi con Romulo Barral (Maestro di BJJ che conta parecchi ori ai Mondiali di Jiu-Jitsu e un record di 2 vittorie e nessuna sconfitta nelle MMA, ndr) per la lotta a terra e con Mark Muñoz per il wrestling. Cordeiro come sempre cura il mio striking. Mi sento molto bene e sono contento di come sta andando. Anche se non ho match in programma a breve, mi sto comunque allenando e punto a migliorarmi sempre di più, in modo che dal 2018 possa tentare l’assalto alla top 15 o meglio ancora alla top 10.

G: Ci sono novità su un eventuale prossimo avversario? Magari un altro brasiliano?

MV: Novità ce ne sono, sì, ma non posso dirvi nulla se non che non sarà propriamente a breve e l’annuncio farà davvero rumore! Posso dirvi che non è brasiliano e sarà un avversario che finalizzerò.

G: A proposito di brasiliani, il tuo compagno Lyoto Machida tornerà in gabbia contro Derek Brunson. Come la vedi?

MV: Sarà in Brasile e per adesso con Lyoto ci stiamo allenando tanto insieme. Lyoto non si è mai fermato durante il fermo obbligato. È sempre in forma ed è fulmineo e pericoloso e sono sicuro che riuscirà a gestire benissimo la distanza, a resistere agli assalti di Brunson senza farsi portare giù e magari anche a finalizzarlo.

G: Ti abbiamo visto allenare con Manolo Zecchini, giovane atleta nostrano. Che puoi dirci di lui?

MV: Manolo è qui da ormai due mesi. Starà qui altri 15 giorni, poi tornerà in Italia e combatterà. È un ragazzo davvero promettente e ha la testa giusta, non si tira mai indietro. Ha delle lacune ovviamente, ma le migliorerà col tempo. Ci sono testa, volontà e approccio giusto. E quando parlo di testa, mentalità, intendo proprio da fighter, non solo in allenamento. Non si tira indietro in nessuna circostanza. Prevedo un futuro roseo per lui.

G: Ti abbiamo visto con Cody Garbrandt e Urijah Faber, vi siete allenati insieme. Com’è andata?

MV: Cody e Urijah sono stati qui un paio di giorni per uno shooting fotografico. Ci siamo allenati insieme, non direttamente ma nello stesso turno. Non nascondo che Cody mi va molto a genio e ci siamo scambiati i complimenti. Ci siamo conosciuti al mio primo match, eravamo nella stessa card e a pelle ci siamo subito stati simpatici. Urijah era la prima volta che lo vedevo, ero sicuro fosse una gran bella persona e me ne ha dato la conferma. Ho anche indirizzato Renato Subotic al Team Alpha Male perché ritengo che nella sua categoria, quella sia una delle palestre migliori.

G: Il tuo protocollo procede, fra quanto potremo rivederti in gabbia?

MV: Sì, tutto procede bene, tornerò a fine anno, ma non posso svelare altro.

G: Intorno a quanti chilogrammi ti aggiri al momento?

MV: Al momento sono sui 97 kg.

G: Hai firmato un nuovo contratto di quattro match con UFC. Il tuo match rimanente nell’ultimo contratto si sommerà a questi? Le condizioni sono state più vantaggiose?

MV: Ho firmato un nuovo contratto sì, ma l’ultimo non si aggiunge, si riparte dal nuovo. È molto più vantaggioso, la borsa è quasi raddoppiata e sono molto contento.

G: Sei ormai in pianta stabile in California. Come procede la vita lì? Consigli una migrazione ai praticanti italiani di MMA?

MV: Sì, ormai sono qui in pianta stabile. Posso consigliarlo assolutamente, anche se non è facile stabilirsi qui. In primis per il visto, perché per adesso rilasciano agli atleti quello turistico. Consiglio i camp, ma sono molto costosi, infatti ho speso qui tutto ciò che avevo, sono stato anche fortunato perché a Venator ho portato a casa dei soldi che mi hanno fatto comodo, riuscendo così a pagarmi il camp. Quindi, o ci si autofinanzia i camp o finché non si avvicina a borse vantaggiose, conviene cercare qualcosa in Europa per poi arrivare qui. Qualora se ne avesse comunque l’opportunità, sì, il mio consiglio è di spostarsi qui.

G: L’obiettivo ormai lo conosciamo tutti: cintura entro il 2019. Ma per arrivarci, bisogna passare da avversari importanti, come il tuo compagno Kelvin Gastelum che ha tentato l’assalto alla posizione di Chris Weidman. Chi ti piacerebbe affrontare nei piani alti del ranking?

MV: Hai detto bene, l’obiettivo è quello e ci credo fermamente. Credo riuscirò a vincerla. Sfrutterò questo periodo per migliorarmi ancora, visto che non mi fermo praticamente mai. Credo per il 2018 sarò pronto per sfidare chiunque. Ci sono tanti nomi che mi piacerebbero e farebbero al caso mio. Mi piacerebbero, per dirne alcuni, Krzystof Jotko, Chris Weidman, Sam Alvey, Paulo Borrachinha, Vitor Belfort, Rashad Evans, Jack Hermansson. Tutti questi sono nomi che farebbero al caso mio e vi assicuro che non vedo l’ora di poterli affrontare. Non scherzo, mi preparo per affrontare atleti importanti, Yoel Romero, Luke Rockhold, per non parlare di Michael Bisping, che affronterei domani stesso. Sparo a zero perché sono davvero convinto di potercela fare.

Ed è da qui che mi ricollego alle affermazioni iniziali. Marvin se ne infischia di chi lo giudica negativamente, prestando orecchio solo verso chi lo esalta o lo critica costruttivamente, continuando a spaccarsi la schiena in palestra. Ne ha per ognuno nel ranking dei medi, non ha paura di nessuno, è famelico, è arrivato dove desiderava, ha realizzato la prima parte del Sogno. Già, la prima parte. Perché per essere del tutto realizzato, la lista di nomi che ha fatto sopra dev’essere depennata, un po’ come la lista di Beatrix Kiddo in Kill Bill, ma con una motivazione diversa: quella di essere ritenuto da tutti il Migliore. E nel suo modo d’essere, questo è il primo passo, è la sonata della carica che precede la guerra che ha dichiarato all’intera divisione.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *