Carlo Di Blasi: tutto quello che c’è da sapere su Oktagon Bellator

Carlo Di Blasi e le news su Oktagon Bellator

9 dicembre 2017.

Poco più di quattro mesi ci separano dal prossimo evento Bellator in Italia, chiaramente in partnership con Oktagon. Tanta attesa per il ritorno di Alessio Sakara nei pesi medi, dopo gli ultimi trascorsi non proprio esaltanti UFC e la rinascita nei massimi-leggeri. Tanta anche l’attesa per conoscere il resto della card ed i prossimi piani della nota sigla italiana, che è pronta ad annunciare grosse novità già dopo il prossimo evento. Queste e tante altre motivazioni ci hanno spinto a contattare Carlo Di Blasi, patron di Oktagon e manager di diversi top fighter italiani, i fratelli Petrosyan in primis. Disponibilissimo e pronto a rispondere anche ai quesiti più spinosi, Carlo ha illustrato nel dettaglio alcuni retroscena legati al suo rapporto con Scott Coker, all’approdo di Mousasi in Bellator e alla recente politica UFC.

Salve Carlo, innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito. Meno di cinque mesi ci separano dalla nuova edizione di Oktagon Bellator, con la promotion statunitense che sbarcherà in Italia per la quarta volta in un biennio. Innanzitutto, vorremmo chiederti: come è nata questa partnership?

Faccio una premessa: Oktagon non lavora più da solo dal 2008, visto il suo collegarsi ad un circuito internazionale. Cito proprio il 2008 perché fu l’anno di collaborazione con “It’s Showtime”, nonostante ci collegammo in fase embrionale con “K-1” già nel 2001. Ciò portava a creare uno show quale Oktagon capace di legarsi al mercato internazionale. Con l’amico Scott Coker ci conosciamo dagli anni 90: ebbi modo di lavorare con lui prima che iniziasse con le MMA. Lui ha ripreso a lavorare nel settore dopo la scadenza del patto di non belligeranza concorrenziale con UFC. Venendomi a trovare a Milano ha semplicemente detto: “Carlo, dove eravamo rimasti?”. Per contratto non aveva modo di parlare di sport da combattimento, quindi capite bene come la situazione fosse paradossale. Scaduto il vincolo, nasce ufficialmente Bellator in giro per l’Italia.

È di poche ore fa l’ufficialità del match tra Alessio Sakara e Rafael Carvalho (il brasiliano ha detto ad Ariel Helwani di aver firmato ieri, NdR), a conferma di quanto annunciato da te e da Alessio un paio di mesi fa. Molti erano un po’ titubanti al riguardo visto il mancato annuncio da parte della promotion (tra cui io, lo ammetto), tuttavia le nubi sono state dissipate qualche ora dopo l’ufficialità della firma di Gegard Mousasi col Bellator. L’idea di Sakara vs Carvalho da dove nasce?

Nasce nel bordo gabbia di Bellator Torino: Carvalho manda KO Manohef. Vedo Sakara e Mike Kogan parlottare, con entrambi che alla fine mi dicono: “Carlo, what about Alessio for the title?”. La mia risposta, ovviamente, fu scontata: “Sarebbe fantastico, ma ne hai parlato con l’altro?”. Quel giorno l’idea è nata. Da lì sono seguiti contatti ed incontri con Scott, con il quale abbiamo poi concordato l’incontro che sarebbe poi divenuto ufficiale.

Locandina fornita gentilmente da MMA Fight Night Live

Hai già qualche idea sugli italiani che verranno piazzati nel resto della card? Alcuni hanno criticato gli abbinamenti recenti, definendoli dei missmatch. Ciò nonostante, a Bellator 176 Nica e Mircea hanno dato un ottimo segnale. Hai già qualche idea sulla card?

La card è già pronta nel dettaglio, non la annunciamo per accordi presi, vista la prossima conferenza stampa che si terrà a settembre. Abbiamo avvisato i coach, ma non gli atleti. Questi ultimi talvolta fanno infatti trapelare qualcosa (ride, Ndr). Tutto è stato organizzato, i giochi son fatti e verrà tutto svelato nella conferenza stampa di Firenze.

I grandissimi numeri generati da Oktagon Bellator testimoniano il successo di questo binomio: avete già in mente location, date e numero di eventi che troveranno luogo nel 2018?

Son state stabilite già due date in Italia per il 2018, ed altre due in Europa. Io non a caso sto girando l’Europa per stabilire le prossime tappe, destinate conseguentemente ad aumentare anche in virtù dei recenti atleti contrattualizzati da Bellator.

La firma di Gegard Mousasi per Bellator ha un po’ sorpreso tutti: la seconda promotion negli USA ha però spiazzato tutti, piazzando un ottimo colpo dopo Rory MacDonald. Lo zampino dell’ex patron Strikeforce Scott Coker, come notato dalle dichiarazioni di diversi fighter, ha lasciato il segno: che persona è Coker? Avevi già avuto modo di conoscerlo? E soprattutto, dove pensi che Bellator possa realisticamente arrivare in termini di espansione?

Essendo amico di Coker è difficile non farsi prendere dall’entusiasmo. Scott è un genio, ma umano: pensiamo a cosa era Bellator tre anni fa e a cosa è oggi. Parlo di atleti come di eco, visto come la promotion non si fosse concretamente mai mossa dal territorio statunitense prima dell’avvento di Coker. UFC aveva fatto benissimo a “frenarlo”, solo che forse avrebbero potuto rinnovare l’accordo di non concorrenzialità studiato tempo addietro. Avrebbero potuto farlo, pagando Scott, ma hanno commesso questo errore. UFC è leader del mercato, ma i suoi margini di crescita attualmente sono assai ristretti. I dati degli atleti che non fanno più presenza fissa nella promotion – e non solo quelli che hanno lasciato – parlano da soli: da Ronda Rousey a Conor McGregor che al momento è impegnato in altre cose.

Questo è un mondo che vive di eroi.

Bellator è partito dal basso, crescendo parecchio. Se due anni fa questa macchina andava a 100 chilometri orari ed oggi va a 300, cosa potrà mai accadere nei prossimi due anni? A New York hanno fatto un incasso pazzesco, con oltre 12.000 spettatori paganti. Non dimentichiamo infine che dietro Coker c’è una multinazionale importante come Viacom. Ora, non dico che potrebbero mettere soldi sul tavolo facendo banco per ogni atleta, essendo comunque un’azienda; però, d’altronde, se hanno preso Mousasi, hanno fatto all-in. Hanno preso il migliore sul mercato, inutile dire come non venda biglietti, basta leggere i pareri della gente. UFC non ha voluto pareggiare l’offerta al free agent, adesso vedremo come verrà valorizzato Gegard con il lavoro di Coker.

Qual è il tuo pronostico (sempre se vuoi concedercelo, chiaramente) per Sakara vs Carvalho? In caso di vittoria del Legionario, quanto ti solleticherebbe l’idea di un Sakara vs Mousasi, magari a Roma?

Premesso: Mousasi è appena entrato in Bellator, e quindi (come giustamente sottolineato anche da Carvalho) è doveroso fare un minimo di trafila prima di arrivare al titolo. Io non credo che Gegard possa combattere per il titolo in Bellator nel 2018, visti anche i ritmi dei fighter di MMA che, nella maggior parte dei casi, combattono intorno alle due volte all’anno. Intanto pensiamo a Carvalho, e poi si vedrà. Sicuramente il campione dei pesi Bellator nel 2018 si troverà di fronte ad una difesa titolata con un avversario che non sarà Mousasi, questo chiaramente salvo piani diversi di Scott Coker.

Rafael Carvalho, Campione dei pesi medi Bellator MMA

Alessio Sakara, dopo esser stato tagliato dal roster UFC, è ufficialmente passato ai massimi-leggeri a causa di alcuni problemi legati al rientrare nelle 185 libbre in pochi mesi. Hai avuto modo di sentirlo dopo l’annuncio da parte del Bellator? Lo vedi carico?

Con Alessio si è instaurato un rapporto fantastico, è una persona ricca di umanità. Nel mondo degli sport da combattimento è facile montarsi la testa, ma per esperienza personale posso dirvi come i top fighter siano nella maggior parte dei casi delle persone molto alla mano ed umane. Non parlo nel dettaglio dei fratelli Petrosyan, che in questo caso sono l’esempio primario di riservatezza e normalità anche per questioni caratteriali. Per Alessio, che è un personaggio un po’ iconico e showman, potresti aspettarti invece un atteggiamento più distaccato: in realtà invece posso garantirvi come sia tutto il contrario di tutto ciò. Sakara è – a prescindere da tutto – un campione nella vita, ed il percorso che abbiamo strutturato con lui è ben delineato. Le MMA italiane hanno ad oggi in lui un personaggio che fa benissimo alla scena nazionale a prescindere dalle questioni legate alle promotion.

Alessio Sakara costringe a parete Patrick Coté

Ti lasciamo con una domanda un po’ astratta: guardando avanti, c’è qualcosa che vorresti migliorare oppure aggiungere agli eventi in partnership col Bellator? Che crescita vedi tra qualche anno?

Vedo un cambiamento: la formula di Oktagon è sempre stata un incrocio tra un format consolidato e le grandi collaborazioni internazionali. Dopo il prossimo Oktagon o al massimo dopo quello successivo però, la formula verrà completamente rivisitata. Ho già delle idee, ma aspetto di vedere l’evento del 9 dicembre prima di annunciare le novità. La chiave del successo di Oktagon è il continuo rinnovamento: la capacità di introdurre elementi nuovi è sempre stata il nostro punto forte. Pensate alla trovata della gabbia che scende dal cielo: questa settimana una gabbia-ring partirà alla volta degli USA, segno questo di come la formula mista possa funzionare anche oltreoceano. Questo vuol dire sostanzialmente una cosa: noi italiani non avremo la potenza di fuoco degli investitori stranieri, ma di contro vantiamo una grossa inventiva che ci consente di garantire al pubblico nostrano un grosso spettacolo sempre assai vario.

Intervista a cura di Massimiliano Rincione

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