La redenzione

Lawler vs Cerrone, il match della rivalsa. Ma solo per uno.

Uno dei match di maggiore interesse inserito nella card di UFC 214 è quello al limite delle 170 libbre fra “Ruthless” Robbie Lawler e Donald “Cowboy” Cerrone. Se ne parla da parecchio tempo, ma i problemi prima dell’uno e poi dell’altro non hanno reso possibile lo svolgimento del match. Almeno finora.

Due fra i più entusiasmanti uomini nel roster UFC incroceranno i loro cammini finalmente. Entrambi i fighter sono reduci da sconfitte molto pesanti. Lawler contro Tyron Woodley, capace di travolgerlo in pochi secondi, strappandogli la cintura e probabilmente infliggendogli un danno psicologico non da poco: Robbie non calca l’ottagono dal lontano luglio 2016. Quasi un anno. Anzi, sarà un anno esatto nel momento in cui rientrerà.

Cerrone, dopo la sconfitta per mano di Dos Anjos, era tornato sulla cresta dell’onda nei pesi welter, realizzando quattro vittorie consecutive con avversari parecchio duri, prima di incappare in quella che, dopo dos Anjos, è sembrata essere la vera e propria bestia nera del Cowboy: Jorge Madsvidal, a gennaio di quest’anno.

Robbie Lawler

Lo Spietato è caratterizzato da una capacità da incassatore non indifferente, citofonare MacDonald o Condit per informazioni, co-protagonisti di due match a dir poco leggendari. Il suo diretto mancino poi è una vera e propria martellata, la capacità di mettere KO i suoi avversari non è mai stata discussa. Non a caso, fino ai 22 anni Lawler era considerato il giovane più promettente della categoria in circolazione. La storia poi la conosciamo tutti: non abilissimo a difendere takedown e sottomissioni, è andato incontro nella categoria dei medi a sconfitte dure da digerire, arrivate quasi sempre per sottomissione, eccezion fatta per il match di Strikeforce contro Nick Diaz, unico uomo prima di Woodley capace di infliggere un KO netto all’ex campione.

Poi la svolta: il passaggio nei welter, le vittorie, i netti miglioramenti nella difesa dei takedown e nelle sottomissioni. E la conquista del titolo contro Johny Hendricks, in un altro match da cineteca. Le difese contro MacDonald e Condit e poi la caduta contro Woodley. È tempo di redenzione per lo Spietato.

Donald Cerrone

Davanti a lui, un uomo che non ha bisogno di presentazioni. Colui che detiene il maggior numero d’incontri in 12 mesi, sei. Ha collezionato bonus performance in quattro categorie diverse: Fight of the Night, Performance, KO e Submission. Dopo otto vittorie di fila nei pesi leggeri, Cerrone arrivò a sfidare per la seconda volta l’ex campione Rafael dos Anjos, in un match che fu umiliante per il Cowboy, che finì steso dopo appena un minuto a UFC on Fox 17. La decisione fu drastica: cambio di categoria.

Nei welter Cerrone partì subito alla grande: vittorie per finalizzazione su Alex Oliveira, Patrick Coté, Rick Story e Matt Brown. Non di certo gli ultimi arrivati. Dotato di una grande kickboxing, dà il meglio di sé se il ritmo non è troppo alto, sceglie bene i colpi. È un fighter piuttosto completo, anche se ha dimostrato di soffrire parecchio i colpi al corpo. Sottomissioni fulminee e high kick precisi e potenti sono i suoi marchi di fabbrica.

 Il contesto titolato

Un altro fighter, nel frattempo, si stava facendo strada nella categoria, dopo aver specificato che, a seguito di alcune decisioni discutibili dei giudici, non avrebbe mai più lasciato il match nelle loro mani: Jorge Masvidal, Gamebred. A UFC on Fox 23, Masvidal dominò Cerrone, ridimensionandolo e ricollocandolo al di fuori del contesto titolato, dopo averlo messo KO nella seconda rirpesa.

Adesso anche per Cerrone è ora di redenzione. Il vincente di questo match rientrerà sicuramente nel giro riguardante il titolo dei pesi welter, saldamente detenuto da Tyron Woodley.

La risoluzione

In un match con ritmo alto, Robbie Lawler sarebbe certamente favorito. Cerrone ha già mostrato limiti contro avversari che alzano il ritmo e mescolano i colpi fra volto e figura, vedere i match contro RdA o Jorge Masvidal. A basso ritmo però, le combinazioni di braccia e gambe di Cerrone e la sua abilità nel BJJ da terra, potrebbero fare la differenza. L’aggressività e gli assalti frontali di Lawler sono di difficile previsione, nonché difficilmente difendibili da chi non ha ottime capacità da incassatore o di counterstriking. Dal lato di Cerrone invece, d’obbligo menzionare quegli high kick che tanto danno fastidio a Ruthless e che Matt Brown conosce molto bene.

La capacità di girare attorno all’avversario di Lawler che lo ha salvato dal tracollo nel match contro Manhoef, dovrà far fronte a un attaccante molto più verticale quale è Cerrone. Inoltre la mancata predisposizione ad avere un ottimo movimento di testa del Cowboy, potrebbe favorire il pugilato aggressivo e furioso dello Spietato. Probabilmente leggermente favorito Lawler data la capacità da incassatore, l’esperienza nei welter, l’aggressività. Ma mai sottovalutare un Cowboy non segnato da combattimenti continui, potrebbe essere fatale. Un match che tutti vogliamo vedere e dal difficile pronostico.

Giovanni Bongiorno

L’analisi tecnica di Gianluca Faelutti

Analizzando quelle che sono le caratteristiche tecniche proprie di questi due fighter è ampiamente pronosticabile che quello che andremo a vedere sarà un match improntato quasi esclusivamente sullo striking, sia perché entrambi preferiscono decisamente combattere dallo stand up, sia perché sebbene Cerrone sia validissimo anche a livello di ground game e sappia talvolta imporlo con efficacia come hanno dimostrato in passato i match contro KJ Noons, Myles Jury e Alex Oliveira, difficilmente riuscirà a farlo in questo match in quanto la qualità dello sprawl e più in generale della takedown defence di Lawler rappresenteranno in questo senso un ostacolo probabilmente invalicabile per lui.

Se però è abbastanza semplice prevedere dove si svolgerà l’incontro, ben più complesso è cercare di capire chi, in piedi, riuscirà ad avere la meglio.

Premetto che entrambi hanno a mio avviso le qualità necessarie a mettere in grande difficoltà il proprio avversario. Mi azzarderei anzi a dire le caratteristiche ideali dove i limiti dell’uno potrebbero esaltare vicendevolmente le qualità dell’altro.

Le carte di Cerrone

Da una parte Cerrone è dotato di calci davvero straordinari ed in particolare i leg kick, così straripanti nel match contro Eddie Alvarez, potrebbero essere un fattore anche in virtù della postura così pugilistica di Lawler.

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Osserviamo infatti la gamba più avanzata di Lawler e quanto questa possa essere esposta ai calci alle gambe avversari. Qui lo vediamo impegnato contro Melvin Manhoef, un calciante davvero straordinario che in modo può ricordare, per l’esplosività dei suoi calci, quella di Cerrone e possiamo notare le difficoltà a trovare le giuste contromisure.

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Lawler ha subito molti calci alle gambe anche da Carlos Condit, altro calciante di livello assoluto, ma un po’ perché i suoi low kick non sono stati così potenti, un po’ perché Lawler, rispetto al match contro Manhoef di ormai 7 anni fa, ha trovato contromisure migliori.

Ma non saranno soltanto i calci alle gambe a preoccupare Lawler, Cerrone sa essere devastante con gli high kick e Lawler ha dimostrato di soffrire anche questi, in particolare quando ha sfidato Rory MacDonald.

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La mascella granitica dello Spietato (che è comunque da rivalutare in seguito all’ultimo nettissimo KO subito dall’attuale campione Tyron Woodley) può essere messa a dura prova qualora fosse impattata dagli high kick del texano con quest’ultimo ha deciso addirittura 5 incontri da quando è in UFC mediante calci alla testa (Melvin Guillard, Adriano Martins, Jim Miller, John Makdessi e Matt Brown in quella che è stata la sua ultima vittoria).

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Saranno dunque soprattutto i calci, a mio parere, la chiave tecnica per una vittoria di Cerrone, che però potrà provare a far valere anche il suo double collar tie o Thai clinch e cercare di colpire con le sue ginocchiate pesanti o comunque provare a scambiare con i pugni sfruttando il vantaggio dell’allungo.

La mano di Lawler

Quali saranno invece le carte di Lawler?

L’aggressività innanzitutto. Cerrone soffre molto chi non gli concede spazi e per Lawler questo sarà importante; dovrà tenere alto il volume di colpi, accorciare la distanza e visto che il Cowboy non eccelle nel counterstriking, potrà anche permettersi di essere irruento, non dovrà temere eccessivamente il fatto di diventare troppo aggressivo.

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Lawler è esattamente quel prototipo di fighter che sa essere perfettamente a suo agio nella sfrontatezza, i suoi forcing sono una tempesta spesso implacabile e la sua furia, considerando anche il fatto che non sempre Cerrone ha dimostrato di sapersi difendere con ordine, potrebbe essere decisiva.

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Un limite endemico di Donald Cerrone infatti è proprio quello della guardia che non sempre è perfetta e talvolta gli impedisce di essere sufficientemente elusivo in particolare contro ottimi pugili, il caso di Jorge Masvidal potrebbe essere stato piuttosto emblematico a riguardo e Lawler potrebbe provare, anche in virtù di alcune somiglianze tecniche, ad emularne la prestazione.

 

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Infine Cerrone può patire più di altri i colpi portati nella zona addominale come gli era successo contro Pettis (che qui vediamo nella GIF), ma anche nell’ultima sconfitta titolata contro Rafael Dos Anjos e Lawler potrebbe provare a colpire quell’area con i ganci oppure con i montanti facendo valere la sua potenza.

Chi riuscirà a prevalere? Direi, dovendomi sbilanciare, Robbie Lawler in virtù della sua aggressività che tanto potrebbe sposarsi bene con i limiti difensivi del Cowboy, ma anche Cerrone, come abbiamo visto, avrà qualità importanti da mettere in gioco.

Match complesso dunque che promette davvero un grande spettacolo.

Gianluca Faelutti

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