Justin Gaethje è indistruttibile

Gonzo (?)

D’accordo, probabilmente sono l’unico al mondo ad insistere su questo assurdo soprannome. L’ultimo uomo in piedi dopo il giro di bevute. Un’assonanza con l’ultimo uomo in piedi dopo un giro di cazzotti. Ne avevo già parlato, ho una predilezione per Justin Gaethje che precede di parecchi match la demolizione mentale e fisica di Michael Johnson.

Andiamo con ordine.

Johnson aveva detto più volte che UFC non è WSOF, ma questo è ovvio. WSOF è una federazione minore con pochi assi che UFC ha contrattualizzato da poco, fra questi Haethje e l’ex campione di due categorie, David Branch.

The Menace ha senz’altro messo in difficoltà Gaethje, è vero, ma non è arrivato a spezzarlo. Non è stato l’unico a fargli tremare le gambe e non è stato l’uomo che più lo ha messo in difficoltà in carriera. Johnson era numero 5 in UFC, questo significa che il campione (ex) WSOF sta benissimo in Top 5 UFC? Senz’altro. Detto così sembra semplicistico e riduttivo. Vi sono un’enormità di fattori che determinano un match.

L’incastro di stili, il match-up fra i due, era perfetto. Velocità contro forza. La differenza l’ha fatta la mentalità.

Gaethje è indistruttibile.

Justin Gaethje è indistruttibile. Almeno nella mentalità. Ha rischiato di finire steso in orizzontale due volte, ma è rimasto sempre dentro al match. Si è rifiutato con tutte le forze di toccare terra. Ha fatto la “chicken dance” letteralmente “danza della gallina”, movimento tipico di chi viene colpito e inizia ad avere le gambe molli. L’upset è stato spettacolare. Johnson non è mancato di varietà, anzi, ha mescolato bene i colpi fra volto e corpo, ma ha sofferto i violenti low kick del biondo ventottenne che gli hanno limitato fortemente un gioco di gambe sul quale pone i presupposti per il suo veloce pugilato.

Avrete pensato più volte che Gaethje sarebbe andato giù. Per un attimo l’idea ha sfiorato anche me, ma l’ho visto uscire da situazioni peggiori. La durezza di Gaethje ha fatto sì che Johnson investisse tutte le proprie energie nella demolizione del suo avversario durante la prima ripresa, piano attuato ma non riuscito.

Sicuramente più lento, ma con una dote da incassatore non indifferente; con un gioco di gambe meno mobile, ma dotato di una carica psicofisica e di una capacità di tagliare gli angoli in maniera giusta; Meno dinamico, ma più forte. Gaethje ha fatto leva sui suoi punti forti e ha dato vitta alla solita technical brawl che lo vede sempre e comunque uscire vincitore.

Chi ha detto che l’era dei brawler è finita?

Se guardiamo all’era dei vecchi brawler, come ad esempio Wanderlei Silva, è chiaro che quell’epoca sia finita. Ma come esiste l’evoluzione nello sport, così esiste nello stile. Gaethje è la chiara evoluzione del vecchio brawler. Punta tutto su durezza e forza, non ha paura di finire steso a terra, ma bisogna prendere la sua anima perché ci arrivi.

La difesa di Gaethje, che rischiava spesso ginocchiate d’incontro dovute all’abbassamento della testa in fase di striking, non è stata impenetrabile, ma gli ha consentito di prendere perfettamente il tempo per tornare a segno non appena subito il colpo.

Statistiche

Dal punto di vista dei colpi, sarebbe generoso dire che Gaethje ha dominato: Johnson l’ha fatto sudare non poco per ottenere la vittoria. The Highlight ha messo a segno 104 colpi su 174, il 60% di quelli tentati, contro i 91 su 200 di Johnson, fermo al 45%.

La cosa curiosa è che in chiusura del primo round, Johnson stava dominando ed è arrivato vicino a chiudere, ma il Gaethje entrato nel secondo è stato un altro uomo. Preciso, forte, ha tenuto un grande pressing che ha costretto Johnson a rimanere a terra un paio di volte a causa dei colpi al corpo subiti in clinch, ma Justin, coriaceo e non stupido, si è allontanato da lui, facendolo rialzare e continuando il match in piedi finché non lo ha costretto a parete e ha finito il lavoro con qualche colpi di braccia e una ginocchiata che ha chiuso il match con Johnson seduto.

E diciamocelo, quante volte si è visto Johnson così in difficoltà a seguito di un match improntato sullo striking?

Il prossimo avversario di Justin non si conosce ancora ovviamente, ma Gaethje ha fatto sapere di essere pronto ad affrontare chiunque, senza limitazioni del caso. Il match di ieri ha reso noto a tutti che c’è un nuovo sceriffo in città.

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