La consistenza dei sogni

L’azzurro vince, convince e dà ancora una volta legittimità alle proprie sfrenate ambizioni

Quando Marvin Vettori aveva dichiarato di voler impostare sullo striking il match contro Vitor Miranda, pensai che stesse giocando d’astuzia, che non volesse scoprire le proprie carte, ma che alla fine avrebbe imposto il suo wrestling come prima di lui aveva fatto con successo Chris Camozzi, togliendosi dall’impiccio di affrontare nella sua comfort zone uno stiker tanto pericoloso.

Invece Vettori non stava affatto camuffando le sue intenzioni, sapeva che avrebbe potuto far valere la sua supremazia anche in piedi, soprattutto grazie al suo ritmo, alla sua forza fisica, alla sua esplosività, ma anche in virtù di un pugilato evoluto in modo sorprendente.
Qui subentra a mio parere l’importanza delle scelte, ossia quella di aver deciso di allenarsi permanentemente alla Kings mma che offre da una parte sparring partner di altissimo livello come Fabricio Werdum, Jake Ellemberger o Kelvin Gastelum per citarne soltanto alcuni, e dall’altra una guida tecnica come quella di Rafael Cordero, eccezionale nell’affinare lo striking di fighter con una predilezione di base per il grappling (il caso di Werdum è emblematico).

In pochi mesi infatti il pugilato di Vettori è apparso miglioratissimo, le sue mani più precise, i suoi movimenti di testa e di corpo mai si erano visti così efficaci e il suo ritmo e la sua frequenza di colpi sono ora un problema per chiunque.

Anche mentalmente però Vettori è sembrato cresciuto, è rimasto molto aggressivo finché le energie glielo hanno permesso, ma sempre mantenendo un discreto equilibrio, un certo senso della misura e senza mai diventarlo eccessivamente.
Ha usato il suo ground game, proprio come aveva annunciato prima del match, per necessità e infatti non è una caso che abbia trovato l’atterramento proprio in seguito ad una serie di leg kick a segno del suo avversario.

E’ stato meno irruento e più cerebrale del solito.

Dopo due round dominati e dopo aver speso tanto per farlo è visibilmente calato nel terzo e ha subito, senza però correre grossi rischi, il ritorno di Miranda che dopo aver fin lì subito la maggior velocità e il più alto volume di colpi del nostro atleta, ha capito che l’inerzia poteva cambiare a suo favore, ha preso l’iniziativa, è andato a bersaglio con qualche buon colpo, ma Vettori è stato bravissimo ad addormentare il match, a innocuizzare la sua foga e a spegnere le sue speranze.
Un fattore importantissimo per Vettori, che ha palesato ancora una volta un calo piuttosto vistoso nella terza ripresa, è stato nella capacità di gestirlo con astuzia e direi addirittura con esperienza.

Ho trovato piuttosto emblematica la fase finale dell’incontro dove Marvin trova l’atterramento, passa anche la guardia e nonostante dall’angolo lo incitassero a provare a finalizzare il suo avversario, decide di controllare, di rifiatare, di azzerare inutili rischi.
Un segno di grande lucidità per un ragazzo della sue età.
Ma come abbiamo visto le evoluzioni non sono state soltanto mentali, c’è stato molto di più:

Vettori sta innalzando a vista d’occhio il suo livello tecnico.

Se nei precedenti match aveva fatto vedere con quale solidità poteva gestire la posizione dominante contro fenomeni del BJJ, oggi ci ha dimostrato di poter scambiare e imporre la sua supremazia pugilistica a striker del livello di Vitor Miranda.

Proprio questa settimana, analizzando la caduta di José Aldo, mi sono soffermato sull’importanza della capacità di evolversi e credo che Vettori in questo match abbia dimostrato soprattutto questo, una voglia e una capacità di migliorare in ogni sfera del combattimento, di affinarsi tecnicamente, di crescere mentalmente e di trasformarsi costantemente.

Di fare insomma tutto ciò che è necessario per dare consistenza all’immensità dei suoi sogni.

 

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