Max Holloway ha realizzato che Jose Aldo ‘non voleva combattere’ nel momento in cui lo ha sbeffeggiato ad UFC 212

Max Holloway stava leggendo il linguaggio del corpo di Jose Aldo sin dalle fasi iniziali del loro incontro ad UFC 212.

Blessed ha notato la maniera in cui Aldo reagiva alle cose che lui faceva, e anche rapidamente. Aldo aveva vinto i primi due round, apparendo piuttosto preciso e mettendo anche Holloway in difficoltà nel primo round.

“Quando mettevo fuori la mano e facevo quelle cose, ogni volta, lui mi fermava sul nascere,” ha detto Holloway ad Ariel Helwani lunedì durante The MMA Hour. “Avrebbe risposto ai colpi, avrebbe fatto qualcosa di reattivo. Ogni volta nei round iniziali quando io gli fintavo, lui saltava indietro. Ho visto questi ampi movimenti da parte sua e contrattaccava in maniera super veloce a certe cose che stavo facendo.”

Poi ad un tratto Holloway ha notato come Aldo non lo facesse più tanto. Quindi ha deciso di saggiare la cosa — ha cominciato a sbeffeggiare Aldo, agitandosi ed invitandolo a colpire. Aldo non l’ha fatto e Holloway in quel momento ha capito che il vento stava cambiando e l’inerzia dell’incontro girando in suo favore.

“Ho detto a me stesso, non è acceso. È il momento di stuzzicarlo. Provochiamolo. Vediamo se mi riesce a decifrare. L’ho schernito — Ho alzato le mani per un paio di secondi. E lui non ha fatto niente. Mi sono detto, lo faccio ancora. E lui non ha fatto niente. E allora mi sono detto, questo ragazzo non vuole combattere.”

Holloway è risultato poi vincitore per TKO nel round successivo. L’avvio paziente, a suo dire, faceva parte di una strategia pianificata. Aldo, secondo Holloway, è solito calare nei round finali e il nativo delle Hawaii voleva amministrare le energie all’inizio.

“Questi ragazzi giocano a dama, io sono qui per giocare a scacchi. Quando lo capiscono, è troppo tardi.”

Holloway si è detto divertito per come le persone sui social media lo avessero accreditato di una partenza lenta, esaltandosi invece per l’avvio di Aldo. Era tutto calcolato per Max ed il suo team, volevano portare Aldo in acque profonde.

“Sapevo già che la nostra strategia avrebbe funzionato. C’è parecchio materiale video. Aldo, è uno dei più grandi di sempre, ma è giunto il momento per una nuova era. È tempo per la nuova ondata di ragazzi, noi ragazzi giovani stiamo arrivando e lo stiamo dimostrando. Stiamo mostrando al mondo che siamo qui per rimanere, ci stiamo mettendo una vita. Le MMA sono sempre in evoluzione. O ti evolvi con lo sport o rimani indietro. Io cerco di guidare il gruppo degli inseguitori. Cerco di sprintare.”

Holloway ha detto all’arbitro John McCarthy di non preoccuparsi per il taglio all’occhio, tra il secondo ed il terzo round, perché era appena iniziato il combattimento. “Blessed” riferisce di aver avuto analoghe parole anche per il suo allenatore Rylan Lizares, quando si trovava all’angolo.

“Io l’ho guardato, e ho detto, ‘Nessun problema, inizia da adesso! Ora devo andare.’ Sono partito. Tutto quanto ha funzionato.”

Ha funzionato senza dubbio, ma Holloway è stato molto chiaro anche su un altro aspetto. La provocazione durante il match non era di certo una mancanza di rispetto. Così come le cose dette su Aldo prima di UFC 212. Faceva tutto parte, rispettivamente, della strategia e del marketing. E dopo l’incontro, Holloway è anche intervenuto sui social media per lodare l’ex campione appena deposto, vista la ferocia con cui esperti e/o presunti tali si erano accaniti su Aldo appena dopo la sconfitta.

“Ne sentivo il bisogno, perché la gente continua ad infangare ed abbandonare questo ragazzo. Devi comprendere quello che questo ragazzo ha fatto per tutti i piccoletti. È un pioniere per i ragazzi piccoli. Quando pensi alle classi delle 135 e 145 libbre, i ragazzi che le hanno costruite, pensi ad Urijah Faber, pensi a Dominick (Cruz) e pensi a Jose Aldo. Jose Aldo è stato il più grande.”

Ma ora è Holloway ad indossare la corona del più grande, per lo meno ai giorni odierni della divisione pesi piuma, anche se gli è occorsa qualche provocazione per vedere l’opportunità e coglierla.

“Io vado la fuori finché tu non vuoi mollare. Lui ha aperto la porta, io gli ho solo tenuto la mano, accompagnandolo e ringraziandolo per il combattimento. È il momento dell’era Blessed.”

One comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *