Il futuro nei loro pugni: Brasile

Da sempre Brasile e U.S.A si sono contesi la supremazia ai vertici. Oggi però sono sei i campioni statunitensi mentre non ne è rimasto alcuno fra i brasiliani. Eppure il futuro verde-oro non appare così buio.

Paulo Henrique Costa  (9-0)

Anni 25,peso medio, “Borrachina”, Record UFC 2-0

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Due prove sbalorditive in UFC hanno elevato prepotentemente il venticinquenne esordiente “Borrachhina” all’interno del panorama internazionale.
Otto finalizzazioni alla prima ripresa, la penultima all’esordio UFC, contro il sudafricano Garreth McLellan, costretto a soccombere dopo poco più di un minuto alla furia del brasiliano che lo ha aggredito istantaneamente con dei ganci potentissimi e un middle kick che non gli hanno lasciato scampo.

La seconda, contro un fighter più quotato rispetto a “Soldier Boy” come Oluwale Bamgbose è stata se vogliamo ancora più impressionante, non soltanto per la violenza dei colpi ancora una volta straripanti, ma ancor più per la frequenza (saranno 88 i colpi tentati nella prima ripresa) e la capacità di combattere ad altissimi ritmi per così tanto tempo senza far calare la forze e la compostezza delle combinazioni.
Ama colpire anche al corpo (18 volte nel match contro Bambose) e lo fa spesso con i ganci, è aggressivo fino alla sfrontatezza, incassa bene, ha un buon stile pugilistico, fino ad ora ha mostrato anche un buon grappling difensivo e quando è andato in Ground and pound ha spento in un attimo la luce a “The Holy War Angel”.
Fisicità, ritmo e grande determinazione fanno di lui un prospetto estremamente interessante.

Luan Chagas (15-2)

Anni 23, peso piuma,”Tarzan”. Record UFC 1-1-1

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Tecnico, veloce e duttile Chagas ha pareggiato all’esordio contro Sergio Moraes (che ha vinto i restanti 4 match in UFC), ha poi perso contro il molto più esperto Eric Silva per sottomissione (una Rear Naked Choke quando ormai era praticamente knockout), ma si è ripreso con una prova superba ai danni di Jimmy Wallhaed dominato dallo stand up grazie a ottimi leg kick e buonissime combinazione pugilistiche culminate con un anomalo montante e un gancio che lo hanno mandato knockdown per poi finalizzarlo con una prontissima Rear-Naked Choke. Giovane valido tecnicamente e con grandi margini di miglioramento.

Antonio Carlos Jr.

Anni 27, peso medio, “Cara de Sapato”, Record UFC 5-2

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Fenomeno del BJJ, il fighter dell’American Top Team, vincitore del TUF Brasile nei pesi massimi è un fighter in grande crescita.
Dopo aver sconfitto Vitor Miranda nella finale del TUF, ha perso ai punti per decisione unanime contro Patrick Cummins, poi una vittoria per Rear-Naked Choke alla terza ripresa contro Eddie Gordon, un no-contest per un accidentale ditata negli occhi contro Kevin Casey, una sconfitta per TKO contro Daniel Kelly al terzo round in un match dove complessivamente non aveva demeritato, poi tre vittorie consecutive importanti ai danni di Leonardo Guimaraes (per Rear-Naked Choke), di Marvin Vettori in un match molto equilibrato dove il brasiliano è riuscito a controllare bene a parete arginando la forza fisica del nostro connazionale e infine a spese di Eric Spicely (altro fenomeno del BJJ) costretto a soccombere alla superiorità fisica (e forse anche tecnica) di Antonio Carlos Jr. finendo per essere sottomesso dall’ennesima Rear-Naked Choke.

E’ un fighter dotato di grande intelligenza all’interno dell’ottagono, abile nell’applicare il giusto gameplan e gestire le fasi più complicate del match con grande lucidità, è stellare a livello di ground game con un BJJ secondo probabilmente soltanto a quello di Jacare Souza nella categoria dei medi, ma possiede anche una grande forza fisica e colpi pesanti dallo striking. Se migliora qualcosa in piedi diventa molto pericoloso per tutti.

Deiveson Figueiredo 12-0

Anni ?, peso mosca, “Deus da Guerra”, record UFC 1-0

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Veloce, completo, abile nelle sottomissioni e con mani molto pesanti, soprattutto in relazione alla categoria. Nel match d’esordio contro Marco Beltran ha deciso con due gomitate dallo striking, ma la prima ripresa dominata in virtù del suo grappling e ben 5 vittorie per sottomissioni in carriera testimoniano anche una certa duttilità. Un esordio molto promettente e un record da imbattuto fanno di lui un talento da seguire.

Pedro Munhoz (14-2)

Anni 30, peso Gallo, “The Young Punisher”, Record UFC 4-2

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E’ il fighter che ha fermato con una Rear-Naked Choke il talentuosissimo Justin Scoggins e già questo lo rende interessante, ma non si è limitato a quest’impresa. Dopo una sconfitta contro Raphael Assuncao per decisione unanime all’esordio, una vittoria ai danni di Matt Hobar  dal ground and pound dopo averlo stordito con uno splendido high kick, ha perso per split decision contro Jimmie Rivera in un match combattutissimo ed ha poi messo in fila tre vittorie importanti contro Russell Doane per ghigliottina al primo round, appunto Justin Scoggins sempre per ghigliottina e infine Damian Stasiak in un match tutto impronato sullo stand up. Munhoz è validissimo a livello di ground game, sia grazie ad un buon wrestling, ma soprattutto ad un altissimo livello di BJJ (non ha caso vanta ben 8 sottomissioni in carriera); ma è anche miglioratissimo nello striking sempre più pulito e preciso. E’ giunto il momento di vederlo contro un top 10.

Joaquim Silva (10-1)

Anni 28, peso leggero, “Netto BJJ” Record UFC 3-0

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Ottimo pugilato, mani pesanti e una buonissima difesa a livello di grappling. Tre incontri vinti su altrettanti disputati da quando è in UFC lo rendono un fighter al quale dedicare molta attenzione. Dopo una vittorie per split all’esordio contro Nazareno Malegarie, ha inflitto un KO nettissimo a Andrew Holbrook per poi confrontarsi con il rognosissimo Reza Madadi sconfiggendolo grazie ad un ottima difesa dei takedown e una certa solidità schiena a terra (come testimoina il non fantasiosissimo soprannome “Netto BJJ” quando il “cane pazzo” lo ha costretto e ad uno striking solido, preciso e a tratti anche creativo.
Un fighter duttile dunque, tecnico, ancora imbattuto e con colpi da KO.

Warlley Alves (10-2)

Anni 26, peso welter, Record UFC 4-2

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Premetto che Warlley Alves è un fighter che mi piace tantissimo e trovo sia uno dei talenti più sottovalutati del roster UFC.
Una delle sue maggior virtù è quella di essere eclettico in piedi come a terra; è esplosivo fisicamente, ha un buon pugilato, usa bene i calci e li sa intercettare alla perfezione, è creativo e a livello di ground game è sia bravissimo ad imporlo, che a difendersi dagli atterramenti (difende il 75% dei takedown) oppure a gestire la top position avversaria una volta a schiena a terra grazie ad un BJJ di alto livello.

Agisce bene da counterstriker, ha anche colpi potenti, una buona gestione delle distanze e una guardia abbastanza solida. Ha vinto le finali del TUF brasiliano sottomettendo per ghigliottina Marcio Alexandre Jr. , poi ha sconfitto Alan Jouban grazie soprattutto al suo grappling in un match parecchio complicato.
Nel match seguente contro Nordine Taleb ha tenuto benissimo nello striking, ha difeso più volte il takedown ed è riuscito a metterne a segno un paio (al secondo sono conseguiti più di due minuti di controllo a terra) e una volta in piedi ha regito benissimo al tentativo di takedown a parete di Taleb trovando la ghigliottina vincente.
Stessa sorte è capitata nel match seguente a Colby Covington sorpreso a sua volta da una splendida ghigliottina. Insomma con lui i wrestler devono stare molto attenti a dove mettono la testa. Poi ha perso contro un coriaceo Bryan Barberena a UFC 189 mentre nel suo ultimo match è riuscito ad arginare meglio di tutti lo strapotere fisico di Kamaru Usman grazie ad una perfetta difesa agli atterramenti (ha concesso il takedown a Usman solo alla metà della terza ripresa) concedendo comunque una sconfitta piuttosto netta.
Giovane e con grandi potenzialità Alves ha già mostrato qualità importanti, se fosse in grado di evolverle potrebbe dare fare un decisivo salto di qualità.

Thomas Almeida (21-1)

Anni 25, peso Gallo, “Thominhas”, Record UFC 5-1

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Muay Thai di altissimo livello, creativo, fantasioso, sfrontato, aggressivo, altamente spettacolare e con colpi da KO terrificanti.
In virtù del suo background nella chute boxe è devastante quando colpisce con le ginocchiate dal clinch, ama liberare combinazioni furiose, ganci a due mani, montanti, gomiate dallo stand up.
Diciassette TKO/KO su 21 vittorie descrivono alla perfezione il suo stile.
Ha stradominato all’esordio Tim Gorman, ha costretto l’arbitro a fermare l’incontro per TKO al secondo match contro Yves Jabouin mitragiato di ganci alla testa e al corpo al primo round, ha poi sconfitto il leggendario Brad Pickett in un match molto complicato dove aveva mostrato qualche limite di guardia ma buone doti da incassatore prima di chiudere l’incontro con una fenomenale flying knee. Poi finalizza al primo round Anthony Birchak con una delle sue terribili combinazioni di pugni e queste tre ultime prestazioni gli valgono la Performace of the night mentre il primo match d’esordio fu addirittura Fight of the Night. Sembrava inarrestabile la corsa di Almeida, ma nello scontro fra astri nascenti contro Cody Garbrandt è stato lui a farne le spese e in modo piuttosto rovinoso.
Finalizzato al primo round da in ganci a due mani in avanzamenti di “No Love” a palesare qualche lacuna difensiva di troppo già intravista nel match contro Pickett. Ridimensionato? Solo un po’. Perché Garbrandt poi è andato a prendersi la cintura contro Dominick Cruz e la sua prestazione è stata guardata a posteriori con altri occhi e Almeida ha subito reagito contro Albert Morales dominadolo e finalizzandolo con la ormai consueta scarica di colpi al secondo round.
Lameida deve diventare più elusivo e forse anche più accorto, ma resta un fighter molto talentuoso e il suo stile imprevedibile, se sarà in grado di evolversi potrebbe portarlo lontano, magari chissà a riprendersi la rivincita su Garbrandt.

 Di Gianluca Faelutti

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