Analisi della Card Preliminare di UFC Fight Night 109: Gustafsson vs Teixeira

Anche al Fight Night di Stoccolma i preliminari sono stati all’altezza delle aspettative.

Damir Hadzovic batte Marcin Held per KO al 3° round  – Pesi Leggeri

E’ fin da subito un match ad alto ritmo, Hadzovic mette un front kick molto preciso e sembra avere un certo vantaggio dallo stand up, così il polacco decide di puntare come consuetudine sul suo ground game. Trova l’atterramento sia nella prima che nella seconda ripresa e da lì domina con transizioni di splendida fattura, colpi e tentativi di sottomissione. Non senza difficoltà però Hadzovic resiste e a inizio terza ripresa, con un tempismo che ha dell’inverosimile, incrocia Held su un cambio di livello o meglio su un tentativo di Imanari roll, con una ginocchiata terrificante e lo manda KO. Terza sconfitta su altrettanti incontri per Marcin Held che era arrivato con grandi prospettive, ma complice anche un po’ di sfortuna ha deluso amaramente le attese.

Darren Till batte Jessin Ayari per UD (30-27, 30-27, 29-27) – Pesi Welter

Till domina, soprattutto con il diretto mancino che arriva con una violenza e con una puntualità davvero impressionanti, la prima ripresa, mentre nella seconda sono due colpi d’incontro a spiccare sugli altri e a far perdere l’equilibrio ad Ayari che nella seconda occasione finisce anche schiena a terra e viene anche ripetutamente colpito dalla posizione dominante da gomitate pesanti.

Cala un po’ il ritmo nella terza ripresa, ma è sempre l’inglese a far valere la sua superiorità tecnica dallo stand up mettendo anche una ginocchiata che segna al volto Ayari.
I numeri, che dicono 31 a 28 i colpi significativi per Till, non raccontano della netta discrepanza espressa dai due fighter perché i colpi di Till sono stati molto più potenti, precisi (Till è andato a bersaglio con il 44% dei colpi contro il 25% di Ayari) e puliti.
Footwork avanguardistico, colpi singoli ad altissima precisione, fluidità nei movimenti, grande tempismo nel counterstiking, solido nelle fasi di grappling, insomma un prospetto sul quale fare sempre più attenzione. Potrebbe esplodere.

Bojan Velickovic batte Nico Musoke per KO al 3° round – Pesi Welter

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E’ stato un match molto combattuto quello che fra Nico Musoke e “The serbian steel” Bojan Velickovic; inizialmente è stato Musoke a provare ad imporre il suo ground game trovando il takedown, ma anche l’ottima resistenza del serbo che grazie alle sue buone doti da grappler è riuscito a limitare al minimo i danni concedendo quasi due minuti di controllo ma da seduto con la schiena a parete, offrendo una difesa sempre attiva e subendo qualche colpo solo mentre si è riportato in posizione eretta.
Dallo stand up Velickovic mette un paio di diretti puliti, Musoke prova a rispondere con i calci ma con minor fortuna.

Nella seconda ripresa è inizialmente Velickovic a tenere il centro dell’ottagono e a prendere l’iniziativa con Musoke che agisce spalle alla gabbia, mentre dopo due minuti si torna a scambiare al centro dell’ottagono. Molti colpi vanno a vuoto, in particolare quelli di Musoke che nella secoda ripresa andrà a bersaglio soltanto con il 24% dei colpi contro il 40% del suo sfidante. Il serbo va a bersaglio diverse volte con i calci alle gambe compresa una sorta di spazzata al contrario davvero molto insolita, ma dimostra inoltre un buon uso del jab ed è infino pregievole il movimento che lo parta a trovare l’atterramento a 1:22 dalla fine della ripresa. Musoke si rialza alla svelta però e tenta una reazione: intercetta un high kick e per un attimo controlla Velickovic seduto spalle alla gabbia poi a parete, ma senza risultati significativi.

La terza ripresa potrebbe essere decisiva per l’esito dell’incontro e infatti sembra iniziare su ritmi più alti con Velickovic che pare aver trovato le giuste misure. Musoke prova così ancora l’atterramento, ma lo sprawl del serbo è perfetto stavolta.
Mancano 30 secondi allo scadere: un gancio destro d’incontro di Velickovic da inizio ad una sorta di danza da parte di Musoke che barcolla stordito per l’ottagono.
Velickovic ovviamente ne approfitta e lo finisce in ground and pound.

Joaquim Silva batte Reza Madadi per SD (29-28, 28-29, 29-2) – Pesi Leggeri

Madadi riesce ad imporsi nel primo round attraverso il ground game trovando l’atterramento e controllando, mentre all’inizio del secondo un high kick gli fa perdere l’equilibrio, ma non la solita determinazione.
Infatti Madadi risponde prima con un uno due, poi con un jab violento.

Nel secondo round il match si accende, Silva mette prima un calcio alla testa che per un attimo Madadi sembra sentire per poi invitare come di consueto il suo avversario a colpire e poi sorprenderlo con un spinning back fist qualche istante dopo.

E’ però Silva a dominare gli scambi, mette colpi pesanti, combinazioni infinite che arrivano anche al corpo e nel terzo la sua aggressività inizia a fare la differenza fino al takedown di Madadi. Silva però si alza subito legittimando il suo soprannome “Netto BJJ”ed è poi lui a prendere per qualche istante la schiena e a proseguire con il ground and pound.
Alla fine due dei tre giudici concedono a Silva una vittoria a mio avviso meritatissima.

Trevor Smith batte Chris Camozzi per UD (30-27, 30-26, 30-26) – Pesi Medi

Un match totalmente a senso unico quello fra Trevor Smith e Chris Camozzi con il primo che da un’autentica lezione di ground game al suo avversario imponendo addirittura 13:30 di controllo. Camozzi ha avuto l’unico merito di non farsi finalizzare, ma non ha mai trovato minimamente le contromisure ne ai takedown (puntualissimi e celeri in ogni ripresa) ne tanto meno a terra dove si è fatto schiacciare dal ground and pound soffocante di Smith con 92 colpi totali e 39 significativi. Prestazione scialba per Camozzi che alla terza sconfitta consecutiva rischia di essere tagliato, Smith invece convince decisamente, si dimostra un ottimo wrestler e a 36 anni sembra allontanare sempre più la fine di un ottima carriera.

Pedro Munhoz batte Damian Stasiak per UD (30-27, 29-28, 29-28) – Pesi Gallo

I due hanno un background di altissimo livello nel grappling e questo fa si, come spesso accade in analoghe situazioni, che i due annullino cicendevolmente i rispettivi ground game finendo per impostare un match totalmente improntato sullo striking dove è Pedro Munhoz ad avere la meglio soprattutto grazie alla maggiore precisione dei suoi colpi.

Munhoz infatti andrà a bersaglio con il 43% dei colpi contro il 29% del suo avversario e con lo stesso identico numero di colpi portati. Munhoz ha messo qualche leg kick e anche qualche buon colpo dal clinch, ma è stato il suo pugilato tutto sommato a fare la differenza. Discreto con il jab, bene a tratti anche con il counterstriking è riuscito ad avere la meglio, seppur di misura, in tutti e tre i round sullo striking più creativo, ma meno solido difensivamente e più impreciso di Stasiak che comunque non ha sfigurato.

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