TUF 25 – Episodio VI

L’infinita lotta fra il bene e il male

Dove chiaramente ogni essere dotato di senno identifica T.J. Dillashaw con le forze del bene e Cody Garbrandt con le forze del male. Il mondo però è bello perché vario.

La sterile polemica che fa schizzare dalla sedia Garbrandt ogni qualsivoglia volta la si tiri in ballo, riguarda l’ormai consueto argomento “Dillashaw vs Team Alpha Male”. O almeno così sembra. Il buon T.J. infatti non ha mai parlato male del team, si è limitato a descrivere i motivi del divorzio. Ciò non ha impedito al suo antagonista di additarlo volta per volta come “traditore”, “serpente”, “vittima” e qualunque altro aggettivo non propriamente gentile riesca ad elaborare la sua mente limitata all’insulto e al “seek & destroy”.

È difficile alla luce dei fatti farsi stare simpatico Garbrandt e così anche i suoi seguaci. Il suo aiutante Justin Buchholz riesce ad essere addirittura più sgradevole di lui. Se Garbrandt perde le staffe e comincia a vedere rosso iniziando a puntare dritto davanti a sé senza fermarsi neanche fosse il Fenomeno dell’Universo Marvel, Buchholz è parecchio più subdolo e non si fa pregare ad attaccar briga con Duane Ludwig.

Sebbene io non sia un amante di Ludwig, è impossibile non schierarsi dalla sua parte. Questo vale per gli esseri raziocinanti. Se siete composti da solo istinto, anche Garbrandt e Buchholz – che accusa Ludwig di aver “fatto carriera coi rappresentanti dell’Alpha Male” – potrebbero starvi simpatici.

Raziocinio contro Istinto

È il cervello contro lo stomaco, il raziocinio contro l’istinto. Non dico che Garbrandt e soci non possano generare empatia, penso solo che è difficile avere empatia per loro se si ragiona un attimo. Che colpa ha Ludwig se Dillashaw si è trovato meglio con lui, raggiungendo la vetta più alta? Che colpa ha lo stesso Dillashaw se il metodo “Bang” ha funzionato con lui più del metodo Alpha Male?

Queste domande non sembrano sfiorare la sensibilità dei rappresentanti del team di Urijah Faber e quello che loro definiscono “il loro miglior prodotto” ossia Cody Garbrandt, incarna perfettamente la mentalità del “con noi o contro di noi”. Simile a un modus liberal dittatoriale, il Team Alpha Male plagia tutti coloro che gli stanno intorno, puntando il nemico di turno (Cruz prima, Dillashaw e Ludwig adesso) e facendo fronte comune per abbatterlo. Una sorta di moderna purga punitiva, ma senza l’olio di ricino.

Nijem vs Lane

Dopo i soliti tafferugli, le solite schermaglie, le risse sfiorate, Garbrandt che si fa trattenere per non sfogare la solita rabbia repressa che, come dice il suo rivale Dillashaw, “è dettata dall’incapacità di saper dialogare e dalla mancanza di argomenti”, si arriva finalmente al match della settimana.

Ramsey Nijem del Team Dillashaw affronta Julian Lane del Team Garbrandt. Se sia il karma o solo il caso non lo si può stabilire, fatto sta che a due match dalla fine dei turni eliminatori, il record del Team Dillashaw è un perfetto 6-0.

Il match dura appena un round. Nijem, più alto, controlla all’inizio Lane da lontano. Lane muove il busto, cerca di entrar dentro la guardia del suo avversario. È Nijem però, dopo un paio di scambi, ad accorciare le distanze. Mette Lane spalle a parete e cerca più volte il takedown. Inizialmente Lane ribalta quasi ogni tentativo piazzando delle strettissime ghigliottine, da cui Nijem riesce ad uscire in maniera molto coriacea. In un paio d’occasioni infatti le ghigliottine sembrano praticamente chiuse.

È la seconda parte del primo round che fa cambiare l’inerzia. Lane è stanco, è stato pressato e portato a terra più volte e ormai non ce la fa a reagire. Porta con la disperazione un ultimo tentativo di ghigliottina, anche questo vano. A un minuto dalla fine del round, Nijem piazza l’ennesimo takedown finendo nella guardia di Lane. Inizia il ground and pound, un passaggio prima in mezza guardia, poi in full mount dà un netto vantaggio a Nijem che scatena un ottimo ground and pound, che Lane non difende in maniera intelligente. Lane cerca ancora di dire “I’m here!”, “Sono qui!” all’arbitro, ma non c’è difesa attiva per cui il direttore di gara interrompe l’incontro – forse un tantino in anticipo – consegnando la vittoria per TKO nelle mani di Nijem.

Ospite di UFC on Fox, Ramsey ha fornito la sua versione sulla questione stop prematuro

Il match successivo

Il prossimo match sarà fra il vincitore del TUF 2 “Daddy” Joe Stevenson e Justin Edwards. Riuscirà il Team Dillashaw a fare l’en-plein?

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