Venator Fight Night, Leonardo Zecchi:”In Italia pubblico in crescita, ma c’è ancora molta strada da fare”

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L’intervista a Leonardo Zecchi

Leonardo Zecchi (14-8-1) come lo stesso Ivan Musardo, suo avversario a Venator Fight Night Rimini, rappresenta il passato e il presente delle MMA in Italia. A Bellaria difenderà per la seconda volta il titolo pesi leggeri. Più che del match, l’intervista che ci ha concesso converge sul mondo delle MMA ed il loro sviluppo in Italia.

Ciao Leonardo, grazie per il tempo che ci dedichi. Il tuo match contro Musardo è uno dei più attesi della serata. Senti questa pressione, sei contento del matchmaking?

Ciao, grazie a voi. La pressione è quella che sento di solito prima di ogni match. È un ottimo matchmaking.

Sei uno dei fighter più longevi delle MMA italiane, come si è sviluppato questo sport nel corso degli anni e che differenze noti rispetto ai tuoi inizi?

Beh, rispetto agli inizi c’è stata una notevole evoluzione, le cose vengono svolte in maniera molto più professionale, a partire dagli eventi che possono contare su matchmaking più equilibrati, arbitri più competenti, presenza di cut-man e medici qualificati ecc.., arrivando agli atleti che si allenano con protocolli più specifici in team sempre più all’avanguardia. Tutte queste evoluzioni hanno portato ad un innalzamento della qualità generale rispetto al passato.

Nel corso degli anni hai combattuto in diverse luoghi in giro per l’Europa, come e quanto si è sviluppato il pubblico delle MMA in Italia? Noti un miglioramento della qualità della partecipazione, oltre che un mero aspetto numerico, oppure c’è ancora molta strada da fare?

Credo che il pubblico in Italia si sia lentamente appassionato ad UFC e solo di seguito alle MMA in generale. Un miglioramento c’è senz’altro stato, sopratutto negli ultimi anni, ma c’è ancora tanta strada da fare. Faccio un esempio per rendere l’idea: la card di Venator FC 3. Mostruosa dal punto di vista dei nomi, ottimi numeri di streaming sparsi in giro per il mondo, eco a livello internazionale con menzioni di rilievo nelle principali testate del settore americane e così via dicendo…il punto dolente? Spettatori presenti all’evento: poco più di 2000 se non sbaglio. Capisci perché dico che ancora c’è tanta strada da fare per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico? Se la stessa card fosse stata fatta in Inghilterra, oppure in Polonia, la gente avrebbe fatto a pugni per poter entrare nel palazzetto.

Come è andata la preparazione al tuo match?

La preparazione è andata bene, ed è ultimata.

Sei un fighter che predilige i match in piedi. Conoscendo le abilità del tuo avversario proverai a mantenere il match sul piano dello striking, oppure non avrai problemi a combattere anche a terra?

Ci si addestra per essere pronti in ogni distanza, poi è chiaro che ogni atleta ha i suoi punti di forza e cerca di mantenerli.

Il tuo ultimo match è di un anno fa, contro Alessandro Botti, mentre il tuo avversario ha combattuto tre volte nel 2016,  l’aver avuto più continuità potrà essere un fattore per la vittoria finale oppure credi che non aver combattuto assiduamente nell’ultimo anno non rappresenti un problema?

Credo che il risultato finale non dipenderà dall’aver combattuto più o meno nell’ultimo anno.

I tuoi ultimi 4 incontri li hai disputati in Venator, in cosa questa promotion dovrebbe migliorare e quali punti di forza ha rispetto alle altre per le quali hai combattuto in passato?

Prima di Venator in italia non esistevano promotion così prestigiose. Questo è un dato di fatto e non un opinione. E col tempo si sta “perfezionando” sempre di più. Quando ho combattuto in promotion all’estero spesso non ho trovato trattamenti migliori o più qualità rispetto a Venator quindi, per quanto mi riguarda, sono più che contento di farne parte.

C’è un Fighter che è stato fonte di ispirazione nel tuo percorso da combattente?

Me lo chiedono quasi ad ogni intervista, ed io rispondo come sempre Chuck Liddell!

Se potessi “rubare” una qualità ad un fighter qualunque, cosa prenderesti?

Apparentemente sembra una domanda semplice, eppure ho pensato molto ad una risposta, ma non l’ho trovata.

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