Il futuro nei loro pugni: Africa

Anche l’Africa sta iniziando a donare alle MMA qualche talento. Pochi a dire il vero, ma clamorosi e con mani pesantissime.

Mark Diakiese (11-0) 

23 anni, peso leggero,Repubblica democratica del Congo, record UFC 3-0

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Congolese di origine, dotato di una fisicità pazzesca, estroso, mette colpi pesantissimi in piedi con combinazioni sempre creative e calci spettacolari. Ha annientato Lukasz Sajewski con una prova davvero eclatante all’esordio dimostrando anche di saper uscire da situazioni complicate a terra, mentre contro Frakie Perez  domina complessivamente con il suo wrestling mettendo a segno ben 6 atterramenti, ma soffre il ground and pound del suo avversario nel secondo round mostrando forse ancora qualche pecca schiena a terra.

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Il suo terzo incontro in UFC lo disputa contro Teemu Packalen ed è quello che lo consacra definitivamente come uno dei migliori talenti emergenti in tutto il panorama internazionale. Dopo qualche calcio spettacolare in avvio mette un pugno d’incontro fantastico che mette KO il suo avversario in modo nettissimo e lo proietta all’attenzione del grande pubblico.

Nel suo ultimo match però, contro il ruvido Drakkar Klose, il 7 Gennaio 2017, ha offerto la sua più brutta prestazione da quando è in UFC, è stato limitato dal lavoro a parete e il grappling soffocante del suo avversario ed è apparso fumoso e poco concreto.

Ha talento da vendere, ma deve crescere nella tenuta mentale e nel affrontare i wrestler forti fisicamente come il suo ultimo avversario, però è giovanissimo e possiede i mezzi per fare il salto di qualità.

Kamaru Usman (10-1) Risultati immagini

Anni 29, “The Nigerian Nightmare”, peso welter, Record UFC 5-0

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A mio parere il prospetto più interessante al limite dell 170″: Wrestler incontenibile, dotato di una forza fisica mostuosa e di un ritmo quasi sempre insostenibile per i suoi avversari, ma anche in uno striking in netta e costante evoluzione.

Protagonista assoluto dell’edizione del TUF che vedeva contrapposti i migliori prospetti della American Top Team contro quelli della Blackzilians di cui lui fa parte.
Dopo aver distrutto nella finale Hayder Hassan grazie al suo fenomenale ground game, fatto soprattutto di uno straripante ground and pound, mentre la sottomissione per Rear-Naked Choke messa a segno quella notte sarà per lui anche l’unica in carriera.

Nei successivi match ed in particolare contro gli ultimi due sfidanti ossia Warlley Alves e Sean Strickland ha dimostrato miglioramenti davvero eccezionali a livello pugilistico con movimenti fluidi, altissimo volume di colpi, ritmo, footwork, potenza.
Più è cresciuto il livello dei suoi avversari, più lo hanno fatto le sue prestazioni.
E’ la mina vagante dei pesi Welter, se lo conosci lo eviti verrebbe da dire e sono sicuro che questo pensiero sia passato nella mente di diversi fighter di quella categoria.
Dico futuro campione di categoria, chissà se il tempo smentira questa mia avventata considerazione.

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Francis Ngannou (10-1) Risultati immagini

Peso massimo, The Predator, Anni 30, Record UFC 5-0

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Nella categoria che con pochi dubbi potremmo definire la più povera di talenti, Francis Ngannou emana un bagliore accecante. Cinque match e cinque finalizzazioni prima del limite, striker con una potenza da KO sbalorditiva, il suo fisico impressionante ed estremanete definito rappresenta un’eccezione nei pesi massimi come la sua velocità.

La semplicità con la quale si è sbarazzato di tutti gli avversari che si è trovato di fronte lo rendono temibilissimo. Ha dominato Luis Henrique all’esordio riuscendo a limitare il suo grappling, per poi mandarlo KO nella seconda ripresa, ha costretto allo stop medico Curtis Blaydes, fermato al termine della seconda ripresa per la totale chiusura dell’occhio destro dopo essere stato dominato in lungo e in largo dallo stand up grazie al  pugilato, per poi proseguire la sua marcia trionfale mandando KO al primo scambio Bojan Mihajlovic, sottomettendo con un armbar Anthony Hamilton che aveva cercato di di imporre a parete il suo gioco ed infine polverizzando quel che resta di Andrei Arlovski dopo un minuto e mezzo dall’inizio.

Gli ultimi tre incontri sono durati complessivamente meno di un round e questo palesa tutta la capacità di finalizzazione di Ngannou e la sua potenza da KO. E’ relativamente giovane con i suoi trentanni nei pesi massimi se pensiamo che nei primi 15 del ranking soltanto Alexander Volkov e Stefan Struve sono più giovani di lui, ha una fisicità pazzesca, un buonissimo pugilato applicato alle MMA che verte soprattutto su una potenza inaudita.

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Bisogna ancora valutare attentamente il suo ground game, in particolare quello difensivo, e ancora deve migliorare qualcosa a livello di sprawl, però nello striking resta pericolosissimo per tutti. Era da tempo che non si vedeva un grande prospetto all’orizzonte nella categoria più seguita, ma anche più povera di talenti.
Francis Ngannou è il peso massimo che ha più futuro nei suoi pugni, ma dovrà andare a prenderselo e non gli sarà facile.

Abdul Razak Alhassan (7-0) Risultati immagini

peso welter, anni 31, record UFC 1-0

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Sfrontato, aggressivo, non sempre composto, ma con mani veloci e pesantissime per le 170″. Ha esordito con il botto contro Charlie Ward e ora è a caccia di conferme.
Sette vittorie tutte ottenute per KO alla prima ripresa fanno di lui un prospetto molto interessante e molto spettacolare. Nel suo secondo incontro è stato però ridimensionato dal wrestling di Omari Akhmedov. E’ molto fisico e potente, ma deve affinarsi tecnicamente se vorrà fare grandi cose.

Gianluca Faelutti

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