TUF 25 – Episodio III

Un avvio tranquillo

Sembra strano, ma il terzo episodio della venticinquesima edizione del TUF è partito in maniera molto pacata. Abbiamo conosciuto Jesse Taylor (30-15), autentico veterano, ex campione Cage Warriors e partecipante alla settima edizione del TUF, mantenendo l’imbattibilità.

Come ha fatto allora Taylor ad abbandonare il reality? È stato cacciato.

È difficile per un ragazzo tosto e di belle speranze mantenere i piedi per terra. Dopo aver collezionato due vittorie al TUF 7, Taylor si lasciò andare a festeggiamenti piuttosto esagerati, da lui stesso definiti come “i deliri di una scimmia”. Oltre ad urinare a terra, distruggere metà della casa e risultare palesemente molesto, la sera in cui si classificò per l’incontro finale, Taylor affittò una limousine, distrusse uno dei finestrini con dei calci e appena raggiunto dalle autorità dichiarò di essere un combattente UFC e che loro non avrebbero potuto fargli nulla.

A Dana White non rimase altra scelta che mandar via Taylor. Jesse però è un duro e si costruì una buona carriera, fino all’arrivo della venticinquesima stagione del TUF, che nel titolo portava un sostantivo importante: redenzione. Per lui era arrivato il momento di tentare l’ultima carta.

Davanti a Taylor, una vecchia conoscenza di UFC: Mehdi Baghdad.

Baghdad è considerato a parere quasi unanime, il miglior striker dell’intero reality e il suo coach Cody Garbrandt ci tiene a sottolinearlo. Dopo una sconfitta ai punti contro Julian Erosa durante il TUF 22, Baghdad era stato chiamato da UFC per combattere sotto l’effige della più importante organizzazione di MMA al mondo, ma non ha colto l’occasione al massimo delle sue possibilità. A seguito di sconfitte contro Chris Wade e John Makdessi, è stato rilasciato e richiamato per la stagione numero 25 del TUF.

Il match

Il match è praticamente a senso unico. All’inizio Baghdad prova a tenere la distanza per colpire, ma la pressione di Taylor e la scelta di tempo dei suoi takedown, sono una sentenza. Dopo aver trascinato a terra con un bel takedown il suo avversario, Taylor lo avvicina alla parete e inizia il suo lavoro di ground and pound e di sfiancamento. I due round sono uno la fotocopia dell’altro, Baghdad riesce a rimanere in piedi per una manciata di secondi in totale, nei quali non riesce ad assestare colpi concreti, se non un gancio sinistro che sortisce effetto minimo. La pressione asfissiante e il lavoro continuo in ground and pound di Taylor gli consegnano un match vinto per decisione unanime e andato totalmente a senso unico.

Il prossimo match, scelto stavolta da Dillashaw che, come al solito ha l’ormai consueta scaramuccia con Garbrandt nel corridoio che va verso la sala della gabbia, sarà fra James Krause del Team Dillashaw e Johnny Nunez del Team Garbrandt. Nunez sostituisce Hector Urbina, incapace di raggiungere il peso.

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