Il futuro nei loro pugni: USA

I talenti più promettenti degli Stati Uniti

Justin Scoggins (11-3)

Anni 24, peso gallo, “Tank”, Record UFC 4-3

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Ha combattuto i primi 6 match in UFC nei pesi Mosca, ma a causa delle difficoltà nel taglio del peso è stato constretto a salire nella categoria dei pesi gallo perdendo il primo match contro Pedro Munhoz.

Ha uno stile aggraziato molto simile a quello di Stephen “Wonderboy” Thompson, con la guardia bassa e molto laterale che cambia in continuazione, un utilizzo molto fantasioso ed efficace dei calci, il footwork perpetuo e molto verticale, i “Blitz” con i quali tenta di mettere in difficoltà gli avversari dallo stand up.

La sua vittoria più importante è certamente quella contro Ray Borg dominato dallo striking e limitato totalmente nelle fasi di grappling attraverso il suo eccellente footwork e ad una perfetta esecuzione dello sparawl. Proprio in quel match ha dimostrato di non avere alcun timore, una volta invitato, a sfidare la full guard di un fighter con un ottimo livello di BJJ come Borg e di saper gestire in modo efficace la posizione dominante e addirittura di saper imporsi anche a livello di ground game contro un wrestler del livello di quel livello.

E’ un fighter estremamente elusivo non soltanto grazie al già decantato gioco di gambe, ma anche grazie ad un ottimale gestione delle distanza e a movimenti di corpo davvero bellissimi. Calcia in modo sublime e ad una velocità pazzesca, in particolare i calci girati sia spinning back kick che spinning heel kick, ma ne manda a segno una varietà quasi infinita.

Nel suo ultimo match contro Pedro Munhoz si è fatto sorprendere da una ghigliottina davvero fulminante del suo avversario, però stava letteralmente dominando il match nello sriking.

La situazione inizia ad essere per lui preoccupante in seguito all’ultima sconfitta patita contro Yuta Sasaki. Ancora una volta Scoggins era in totale dominio, nelle fasi di striking sebrava essere incontenibile, i suoi spinning back kick andavano a velocità supersonica e sembrava davvero non esserci match, poi “Tank” decide di imporre anche il suo ground game e anche lì sembra davvero inarrestabile. Poi però accade che Scoggins ha una piccola disattenzione e Sasaki riesce a ribaltare la posizione trovandosi inaspettatamente in Full mount. Da lì Sasaki mette un paio di colpi e Justin offre subito la schiena. Un invito a nozze per il giapponese che in in una manciata di secondi lo finalizza con una Rear Naked Choke.

Deve migliorare la sua difesa alle sottomissioni visto che tre delle quattro sconfitte patite in UFC (e dunque in carriera) sono arrivate per una ghigliottina ( appunto contro Pedro Munhoz e nel Settembre 2014 contro Jhon Moraga mentre l’ultima per Rear Naked Choke), ma deve evolversi anche a livello di Gameplan, di lucidità, di scelte.
E’ quasi incredibile vedergli perdere incontri nei quali era in dominio fino al momento della distrazione fatale e fa quasi rabbia questa sua testardaggine nel volersi accanire nell’imporre il suo ground game (estremamente valido) a fighter fortissimi nel BJJ e che stava doemolendo dallo striking.

Ha potenzialità strordinarie ed è un fighter che garantirà sempre un livello tecnico altissimo e un certo spettacolo, ma se non vuole sprecare il suo talento deve migliorare il suo gameplan, la capacità di non perdere la concentrazione massima per tutto l’arco del combattimento e reagire meglio ai tentativi di sottomissioni. Se non lo farà manderà in fumo uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni.

Brian Ortega (11-0)

Anni 26, peso piuma, “T-City”, Record UFC 3-0

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E’ un BJJ fighter di altissimo livello (cintura nera), con dunque un’ottima propensione a sottomettere i suoi avversari e uno striking dinamico e tecnicamente pulito che può contare su un buon utilizzo del jab e buoni movimenti di corpo che lo rendono abbastanza elusivo.
Nel match contro Diego Brandao aveva perso i primi due round e probabilmente avrebbe perso l’incontro se non avesse trovato quasi magicamente prima una ghigliottina e immediatamente dopo un sublime Triangle-choke che ha chiuso l’incontro. Ha sofferto non poco nel primo round la pressione dallo stand up di Clay Guida, però è cresciuto nella seconda ripresa con ottimi calci al corpo e qualche buon montante e nel terzo è arrivato a dominare il match e quando Guida è andato un po’ in difficoltà nel minuto finale a livello di cardio lo ha aggredito fino a metterlo KO con una splendida ginocchiata eseguita con un tempismo davvero eccellente.
Fighter che resta molto lucido e soprattutto in fiducia anche nelle difficoltà, è davvero pericolosissimo con il suo BJJ ma anche con i colpi estemporanei e talvolta imprevedibili del suoi striking.

Kevin Lee (15-2)

Anni 24, peso leggero, The Motown Phenom, Record UFC 8-2

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Nel match d’esordio perso ai punti contro Al Iaquinta aveva sofferto la superiorità tecnica del pugilato avversario e solo a tratti era riuscito a farsi rispettare, però nel secondo round aveva messo un Body-Triangle inamovibile che lo aveva portato vicino più volte alla sottomissione e a dominare comunque il round. Poi 4 vittorie consecutive culminate con la vittoria per sottomissione contro James Montasri per Rear Naked Choke al primo round.

A UFC 194 subisce un’altra dura sconfitta, stalvolta pesante. Ha infliggergliela è Leonardo Santos. In un primo round tutto combattuto dallo stand up Lee viene ripetutamente colpito dal jab dell’avversario palesando una mobilità limitata nei movimenti di testa e di corpo, poi in un eccesso di confidenza alza le braccia e l’avversario è bravissimo a fintare e partire con il double leg per poi prendere la schiena. Lee si libera subito e si fa aggressivo, forse troppo aggressivo perché dopo una sfuriata senza successo viene colpito d’incontro da Santos e finisce Knockdown. Santos lo colpisce ripetutamente dal ground and pound e l’arbitro ferma tutto. Lo stop è prematuro perché Lee stava cercando di rialzarsi e stava assorbendo i colpi senza accusarli eccessivamente. Però la prestazione non è stata comunque all’altezza.

Negli ultimi quattro match però è salito di livello e ha davvero impressionato: ha vinto ai punti contro Efain Escudero un match molto combattuto, ha schiantato Jake Matthews “slemmandolo” violentemente al suolo una prima volta, per poi prendergli la schiena al secondo atterramento e finirlo con i colpi, si è sbarazzato di  Magomed Mustaev con 7 takedown e una Rear Naked Chocke al secondo round e infine contro Francisco Trinaldo, dopo aver sofferto il suo striking, lo ha impattato con uno splendido high kick e una volta portato a terra è stato implacabile nel trovare la sottomissione.

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A mio parere deve migliorare qualcosa a livello di striking, è diventato un po’ più elusivo rispetto alle prime apparizioni dove teneva una guardia molto pugilistica che ricordava in qualche modo quella di Floyd Mayweather tranne che per la sua efficacia, ma è un prospetto di sicuro avvenire e se saprà evolversi potrà certamente un giorno puntare alla cintura.

Lando Vannata (9-2)

Anni 25, peso leggero, “Groovy”, Record UFC 1-2

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Talento, fantasia e uno stile irriverente e sempre rilassato all’interno dell’ottagono fanno di lui uno dei fighter emergenti più amati. Esordio eclatante, nonostante la sconfitta, contro Tony Ferguson, messo in serissime difficoltà dall’elusvità dei movimenti di corpo di Vannata, dal suo footwork perpetuo e multidirezionale e dall’imprevedibilità dei suoi colpi.

Un KO fulminante con uno splendido spinning heel kick ai danni di Jhon Makdessi, poi una sconfitta piuttosto inaspettata contro un altro fighter emergente come David Teymur in un match nel quale Vannata è sembrato più fumoso del solito, andando anche a segno con colpi spettacolari, ma mostrandosi meno concreto del suo avversario.

Le mani sempre in tasca possono anche essere uno spettacolo da vedere, ma contro fighter di alto livello potrebbero essere inopportune visto che Lando ancora non ha un footwork che lo rende tanto elusivo da poterglielo permettere. Nell’ultimo match ha anche ammesso di avere avuto problemi di cardio nella terza ripresa, un limite endemico per Vannata sul quale dovrà sicuramente lavorare.

Deve migliorare alcuni aspetti. Se ci riuscirà potrà davvero valorizzare al meglio il suo strordinario talento e diventare definitivamente grande.

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Belal Muhammed (11-2) Country

29 anni, peso welter, Record UFC 2-2, “Remember the name”

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Fighter che regala incontri sempre emozionanti “Remember the name”. Ha letteralmente demolito dal ground and pound Randy Browne nel suo ultimo match dopo aver fatto vedere cose interessantissime anche in piedi con un ottimo uso dei leg kick (saranno 42 alla fine dell’incontro) e pugilato solido e potente..

Nel match d’esordio contro Alan Jouban ha sofferto tantissimo per due round la superiorità tecnica del suo avversario finendo 3 volte knockdown fra il primo e il secondo round fra high kick e colpi d’incontro pesanti. Muhammed però ha reagito benissimo dimostrando una durezza mentale davvero straordinaria e nel terzo le sue sfuriate hanno messo in grandissima apprensione Jouban che è riuscito a sopravvivere con difficoltà fino al termine dell’incontro. Un match che certamente palesa qualche limite tecnico da parte di Muhammed nello striking, ma anche un cuore ed una mascella davvero straordinari.

Probabilmente le sue ambizioni non andranno mai oltre la top 10, però statene certi, venderà sempre cara la pelle.

James Vick (11-1)

Anni 30, peso leggero, “The Texeutioner”, record UFC 7-1

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Con il suo metro e novanta è davvero altissimo per i pesi leggeri, versatile, molto forte e tecnico a terra dove ha messo a segno ben 3 sottomissioni in 7 match compresa una splendida Barbo Choke (che più volte aveva tentato durante il match) ai danni di Abel Turjillo in un match dove Vick aveva dominato anche dallo stand up facendo valere le sue lunghe leve.

Ha avuto un esordio strabiliante sottomettendo in meno di un minuto Ramsey Nijem con una ghigliottina, poi ha affrontato e sconfitto Valmir Lazaro in un match a dir poco selvaggio, Nick Hein sempre ai punti, Jake Matthews sottomettendolo al primo round dopo aver sofferto non poco il suo pugilato ed è arrivato a 5 vittorie consecutive dominando dallo striking Glaico Franca.

A UFC 199 perde contro Beneil Dariush soffrendo il pugilato aggressivo di quest’ultimo e forse anche un po’ il divario di esperienza, interrompendo così la sua striscia vincente, ma tornando a vincere in modo convincente come vi ho anticipato contro Turjillo.

Nel suo ultimo match contro Marco Polo Reyes ha innalzato ulteriormente il suo livello e con uno splendido step back and counter ha prima eluso il gancio del suo avversario e poi lo ha incrociato con una meravigliosa combinazione jab diretto che gli ha spento la luce.

E’ fisicamente come abbiamo detto impressionante al limite delle 155 “, sa sfruttare bene un allungo davvero molto importante (76” come Tony Ferguson) con il suo Jab, ma è forse con calci e ginocchiate che riesce ad essere più incisivo. Uno dei suoi colpi preferiti infatti è la Flying knee che esegue spessissimo e con un tempismo e una precisione quasi inegualiabile.

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A mio parere è uno dei prospetti con maggiori margini di crescita al limite delle 155 libbre (seppure abbia già trent’anni è ancora in tempo per fare il salto di qualità), è imprevedibile sia in piedi che a terra e da la sensazione di essere in costante crescita.

Deve migliorare soprattutto la fase difensiva del suo striking, non è abbastanza mobile con le gambe, ne abbastanza elusivo con i movimenti di corpo, però nell’ultimo match è sembrato un po’ più evoluto da questo punto di vista, se continua ad affinarsi può arrivare davvero in alto.

Colby Covington  (12-1)

peso welter, anni 29, peso Welter, “Chaos”, record UFC 7-1

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Grande wrestler, si allena all’American Top Team, forse un po’ monodimensionale ma davvero eccezionale nel trovare l’atterramento (spesso con il one leg takedown) e una volta ottenuta la top position nel migliorare la sua posizione.

Esordisce in UFC nel Novembre del 2014 e sconfigge per Rear-Naked Choke Wagner Silva Gomes, poi per decisione Mike Pyle in modo netto imponendogli più di 11 minuti di controllo. A UFC 194 si è fatto sorprendere colpevolmente sorprendere con una ghigliottina da Warlley Alves. Poi tre vittorie consecutive. La prima contro Jonatahan Meunier controllato a terra per due round, poi sorpreso con uno spinning back fist e infine sottomesso con la consueta Rear Naked Choke; poi contro Max Griffin dove domina come al solito con il suo ground and pound caratterizzato da un altissima frequenza di colpi (saranno 161 contro Griffin) così tanti da costringere l’arbitro a fermare l’incontro in quello che è il suo unico TKO in carriera; e infine l’ultima vittoria, netta, contro Bryan Barberena dove è riuscito a imporre la sua supremazia grazie al solito grappling.

Nel suo ultimo match contro un grande grappler come Dong Hyun Kim ha dimostrato quanto sia elevato il livello del suo wrestling e con una prestazione di grandissima solidità ha controllato a lungo il coreano dimostrandosi migliorato anche a livello di striking.

E’ un wrestler asfissiante, perpetuo, sostenuto da un cardio davvero notevole. E’ molto aggressivo e seppur non sia particolarmente tecnico nello stand up, ha un alta frequenza di colpi ed è abbastanza imprevedibile e questo lo aiuta molto a chiudere costantemente la disstanza. Mi piacerebbe vederlo contro un fighter molto abile nel BJJ così da testare la solidità della sua posizione dominante in determinate situazioni, ma anche un ottimo counterstriker potrebbe mettelo in difficoltà. Fighter molto duro da battere che potrebbe fare il salto di qualità in tempi brevi.

Nico Price  (10-0)

Anni 27, peso welter, Record UFC 2-0

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Due vittorie su altrettanti match in UFC. Ha sorpreso tutti all’esordio sottomettendo con estrema facilità Brandon Tatch. Un ottima predisposizione a finalizzare attraverso i colpi con ben 7 KO/TKO su 10 vittorie. E’aggressivo e creativo sia in piedi che a terra e sembra avere grande convinzione nei propri mezzi, però a rischiato tanto nel primo round contro Alex Morono nello striking finendo Knockdown al termine delle ripresa e subendo colpi pesanti per tutto il round. Non è partcolarmente elusivo ed è troppo limitato nel gioco di gambe. Nel secondo le cose non sono andate molto diversamente, Morono ha colpito durissimo per tutto il round, ma esattamente allo scadere una combinazione pesantissima a parete lo manda KO.

Mani pesantissime, mascella di granito, sfrontatezza da vendere, ma se non lima i limite tecnici menzionati sarà dura per lui affermarsi ad un certo livello.

Jordan Johnson (7-0)

Anni 28, peso massimo leggero, Record UFC 1-0

Jordan Johnson è una ventata di aria fresca in una categoria di peso dove da troppo tempo

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Ray Borg (11-2)Country

Anni 23, peso mosca, Record UFC 5-2. “The Tazmexican Devil”

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E’ giovanissimo e lanciatissimo. Dopo 7 match in UFC, una sconfitta all’esordio contro Dustin Ortiz e tre vittorie consecutive (le prime 2 per sottomissione) contro Shane Howell, Chris Kelades e Geane Herrera è stato fermato da Justin Scoggins per decisione. Da lì ha accresciuto vistosamente il livello delle sue prestazioni prima surclassando Louis Smolka e poi sconfiggendo e dimostrando la propria superiorità nel ground game al numero 3 del ranking Jussier Formiga. E’ u8n wrestler fantastico e a terra è rapido ed estremamente tecnico, anche in piedi si fa rispettare soprattutto grazie alla sua velocità supersonica e ad una certa aggressività.

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Luke Sanders (11-1)

Anni 31, peso gallo, “Cool hand”, Record UFC 1-1

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Nonostante la recente sconfitta contro Iuri Alcantara, anzi anche nella sconfitta a UFC 209, dove prima di subire la sottomissione stava facendo una prova più che convincente stradominando con un primo round da 107 colpi, 75 significativi e 2:20 di controllo.
Ha un ground and pound devastante in particolare quando riesce a prendere il controllo laterale sferra colpi molto pesanti. Aveva dominato, mostrando anche un ottimo striking fatto di un eccellente gioco di gambe e mani molto precise, poi sottomesso Maximo Blanco all’esordio.

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Jason Knight (16-2)

Anni 24, Peso Piuma, Record UFC 3-1, “The Kid”

Jason Knight

Già dalla prova contro Alex Caceres ha fatto davvero scorgere qualità importanti, facendosi valere in piedi dove può contare su velocità, footwork e frequenza di colpi e schiacciando Caceres con il suo ground game e sottomettendolo con una certa facilità con una Rear Naked Choke.

Jason Knight è fenomenale a terra, in carriera ha vinto ben 10 volte per sottomissione (ovvero oltre il 60% delle sue vittorie) con diverse prese di soffocamento come la Shoulder Choke, la Triangle Choke o la Inverted triangle choke e una volta che riesce a prendere la schiena è praticamente impossibile scrollarselo di dosso.

E’ anche mentalmente che sembra davvero valido come fighter, è duro e ha grande determinazione. Sicuramente uno dei migliori grappler al limite delle 145″.
A UFC 211 si è trovato di fronte Chas Skelly e lo ha finalizzato con un gancio pesantissimo ad inizio terza ripresa dopo un match strordinario anche dal punto di vista agonistico.
Knight ha una mentalità da grandissimo competitore, è affamato ed ha la capacità di adattarsi a qualsiasi avversario. E’ eclettico, forte fisicamente e mentalmente.
A mio parere un fighter che ha tutto per diventare un futuro campione.

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di Gianluca Faelutti

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