UFC Fight Night 106, il passaggio del testimone; analisi della card

Mclellan vs Borrachinha

Prova surreale del brasiliano che aggredisce l’irlandese fin dall’inizio e lo colpisce ripetutamente con combinazioni violentissime fino a mandarlo KO. Fantastica prova di Borrachina che con uno stile sfrontato ma sempre in controllo, un pugilato fluido fatto di sequenze potenti ma sempre a bersaglio. Mclellan con 4 sconfitte in 5 match in UFC ha un piede fuori da roster. Esordio straordinario invece per il brasiliano che con i suoi 25 anni si propone come astro nascente della categoria.

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Jeremy Kelly vs Rony Jonas

Un match avvincente quello fra questi due fighter, Jonas mette incredibilmente a segno una flyingknee sia nel primo che nel secondo round mandando knockdown Kelly che riesce però far valere il suo wrestling nella prima ripresa per poi invece subire la posizione dominante del suo avversario in quella successiva. Con una ripresa a testa nel terzo round è però Kennedy a dominare con il suo ground game con Kelly che nonostante la scritta tatutata a caratteri cubitali sulla schiena “Jiu Jitsu” subisce per 4 minuti la posizione dominante e i colpi di Jonas che meritatamente si porta  casa il match.

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Michael Prazeres vs Joshaua Burkman

Altra prova eclatante per un atleta di casa con Prazeres che spazza via in meno di un round Burkman con facilità irrisoria, aggredendolo con i ganci, poi portandolo a terre e dopo averlo ripetutamente colpito dal Ground and pound lo sottomette con una bellissima Rear Naked-choke dalla North-South position.

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Rany Yahya vs Joe Soto

Soto domina sia in piedi i primi due round che nel grappling. YhaYa nonostante la prova di grane volontà non riesce a contrastare la superiorità tecnica di Soto in tutte le sfere del combattimento. Soto si conferma in un buon momento con la terza vittoria consecutiva interrompendo la striscia vincente di 4 vittorie di Yahya, fighter solido e combattivo

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Sergio Moraes vs Davi Ramos

Moraes domina in un match interamente improntato sullo scambio di colpi in piedi facendo valere un pugilato solido, preciso e con una buona frequenza di colpi. Match non esaltante che però vede Moraes aggiudicarsi un limpidissimo 30-27.

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Kevin Lee vs Francisco Trinaldo

Comeback pazzesco che porta Lee a trovare una vittoria molto sofferta dopo che Trinaldo aveva dominato il primo round e la prima parte del secondo manifestando una certa supremazia pugilistica, un high kick piega le gambe al brasilano che finisce poi a terra e viene finalizzato con grande facilità da Lee che gli prende la schiena e lo sottomette con una Rear naked Choke

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Lee dimostra limiti abbastanza evidenti nelle fasi di striking, ma anche di essere devastante una volta trovata lo posizione dominante; Trinaldo invece si è fatto soprendere da un calcio alla testa non così imprevedibile ma fin lì era stato praticamente perfetto.

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Alex Oliveira vs Tim Means

In un match d’apertura nella categoria dei pesi welter, il Cowboy brasiliano parte in quinta, ma Means sembra gestire bene gli attacchi del suo avversario. Oliveira porta giù “Dirty Bird”, ma non fa danni particolari. Il match torna a svolgersi nel clinch, dove Oliveira sembra avere un leggero vantaggio. Nel tentativo di takedown successivo da parte del brasiliano, Means grazie alla gabbia trova un balance inaspettato e ottiene la side position. In quinta anche in apertura del secondo per il Cowboy brasiliano, che trova ancora un takedown. Il controllo di Oliveira si fa schiacciante, quando i due sono in fase di grappling, Means riesce a far poco. A metà del secondo round, il brasiliano riesce a mettere un triangolo di gambe al corpo, dopo aver preso la schiena, e mette a segno una perfetta rear-naked choke che segna la fine dell’incontro con la vittoria di Alex Oliveira.

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Bethe Correia vs Marion Reneau

Dopo due round che non regalano grosse emozioni, ma vedono l’atleta di casa in leggero vantaggio nelle fasi di striking (nonostante la dicrepanza di allungo che la Correia è ormai abituata a subire) e gli permettono di aggiudicarsi a mio avviso meritatamente entrambi i round, per poi subire la reazione furiosa della sua avversaria che nel terzo round ha molte più energie di lei e la devasta di colpi dal ground game vincendo 10-8 il round e portando a casa un pareggio a mio avviso più che giusto.

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In un match nella divisione femminile dei pesi gallo, Correia, non elegantissima, inizia agendo da counterstriker, Reneau dalla distanza studia e colpisce. Appena le due entrano in grappling, è la Correia che riesce ad avere la meglio con la gestione del peso. Dopo aver subito nella fase di striking la sua avversaria, negli ultimi secondi del primo round, Correia ottiene un takedown. Partenza accelerata anche nel secondo round, la brasiliana dallo striking va spesso a vuoto, a causa delle leve non lunghissime, ma nel grappling riesce ad imporre un certo controllo. Dalla metà del secondo, Correia riesce ad andare a segno anche coi colpi, centrando con un diretto e un montante la sua avversaria. La brasiliana riesce a mettere un buon takedown, controllando da terra seppur dalla guardia della Reneau, che mette parecchi colpi al volto della brasiliana. Gran headkick in apertura della terza ripresa da parte della Reneau, Correia resta in piedi ma in palese difficoltà, in modalità sopravvivenza. L’americana la carica e la porta a terra, iniziando una durissima azione di ground and pound. La brasiliana tenta delle transizioni per tornare in piedi, ma la Reneau riesce a rimanere dominante, continuando a colpire la sua avversaria. I tentativi reiterati di rear-naked choke non trovano concretezza, ma i presupposti per un round da 10-8 ci sono tutti. Alla fine la decisione dei giudici verte verso il giusto pareggio maggioritario.

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Jussier Formiga vs Ray Borg

 

La divisione dei pesi mosca regala quello che sulla carta è un gran match. I due partono a scambiare, combinazioni brevi ma selvagge. I soli break arrivano nella fase di clinch, dove sembra esserci uno stallo. Un colpo basso di Formiga a Borg fa fermare per un attimo l’incontro. Il brasiliano porta schiena a parete l’americano, puntellandolo con delle ginocchiate. Assalti brevi e furiosi da una parte e dall’altra mantengono un equilibrio evidente nell’ottagono. Borg tenta un takedown in apertura, ma Formiga resiste e mette ancora a parete il suo avversario. Dopo un’altra fase di studio con rari colpi, Borg riprova il single-leg takedown, invano. Match molto chiuso. Jussier Formiga si distingue per un ottimo uso dei low kick, che Borg è costretto ad assorbire. Il terzo round riparte con un tentativo di Borg di takedown, non a segno, i due alternano il vantaggio in una concitata fase di scramble. Alla fine è Formiga ad ottenere un vantaggio e prendere la schiena, mettendo un triangolo al corpo. Poco dopo l’americano riesce a girarsi e si trova nella guardia del brasiliano. Parte una buona azione di ground and pound, per poi passare a controllare la schiena. Si va ai punti: i giudici danno la vittoria a Ray Borg per decisione unanime.

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Edson Barboza vs Benail Dariush

La categoria dei pesi leggeri regala un incontro che promette faville. I due contendenti partono in maniera concitata, scambi veloci e potenti da ambo le parti, specie da parte del brasiliano, che sembra fiducioso. Dalla metà del round, Dariush si fa più concreto: ottima boxe e middle kick mancino sempre ad attaccare, riesce anche a tenere il centro dell’ottagono. Due combattenti di livello assoluto, l’ago della bilancia rimane in equilibrio per un buon periodo di tempo. Mentre Dariush cerca l’assalto, Barboza agisce da counterstriker e lo fa piuttosto bene: sugli assalti di Dariush, il brasiliano riesce a rientrare in maniera ottima in ottica pugilistica, fase in cui è molto migliorato. La mobilità superiore di Barboza è evidente, ottimo footwork e movimenti verticali, Dariush molto più in stile stand and bang, cerca il colpo risolutore ad ogni assalto. Colpo basso involontario da parte di Barboza, si riprende poco dopo. Una fulminea ginocchiata saltata da parte di Barboza spegne la luce a Beneil Dariush su un tentativo di takedown da parte di quest’ultimo, facendogli perdere totalmente i sensi. Edson Barboza vince per TKO al terzo round e chiede a gran voce una chance titolata.

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Dariush aveva preparato bene il match e si è dimostrato, nonostante la sconfitta, un fighter duro da battere. Barboza non è riuscito ad essere così determinate con i calci come in altre occasioni (forse anche influenzato dalla guardia mancina del suo avversario), però ha fatto vedere evoluzioni importanti nel suo pugilato (ormai in costante crescita) e credo si sia aggiudicato la prima ripresa abbastanza chiaramente.
Nel secondo Dariush è però riuscito a cambiare l’inerzia dell’incontro aumentando aggressività e frequenza di colpi e Barboza è stato bravissimo a reagire con questa straordinaria flying knee ad un cambio di livello un po’ prevedibile del suo sfidante.
Una sconfitta che non ridimensiona Dariush comunque autore di una buonissima prova, ma rilancia ancor di più un Barboza in grande crescita. Presto per vederlo al titolo, Ferguson che recentemente lo ha sconfitto merita senz’altro più di lui.
Vorrei vederlo contro Nate Diaz.

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Shogun Rua vs Gian Villante

Co-main event nella categoria dei massimi-leggeri. I due incrociano subito i guanti, i momenti migliori sono di Rua, ma Villante tiene bene e risponde. Il brasiliano incrocia l’americano con un paio di buoni ganci d’incontro, oltre a punzecchiarlo bene col jab, ottiene anche un knockdown, mentre Villante rallenta. Il secondo round riparte con incroci durissimi, il lavoro orizzontale di Rua è ottimo, entra ed esce dalla guardia di Villante con un ottimo jab. Takedown da parte di Villante, ma i due tornano in piedi e poco dopo Rua ottiene successo in uno scambio. Il ritmo è in crescita. ottimo overhand di Shogun che chiude il secondo round. Nel minuto iniziale del terzo round, il brasiliano mette a segno un’ottima azione offensiva che parte da un gancio potentissimo di rimessa, headkick a seguire e combinazione finale di pugni. Mario Yamasaki ferma l’incontro. Shogun Rua vince per TKO alla terza ripresa e va a quota tre vittorie di fila, striscia vincente che Rua non raggiungeva dal 2006.

GB

Una prova incoraggiante per Rua apparso più ispirato rispetto alle ultime prestazioni, mentre Villante palesa grossi limiti nella fase difensiva e nonostante un ottima tolleranza ai colpi è costretto a soccombere ad una prolungata combinazione di Rua iniziata con un pesantissimo gancio destro e proseguita con l’alternanza di ganci al volto e al corpo dopo un minuto dall’inizio della terza ripresa.
Una sfuriata degna del miglior Rua che rilancia le ambizioni di questo fighter leggendario.
Seconda giovinezza per un fighter che sembrava davvero in declino.

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Kelvin Gastelum vs Vitor Belfort

 

La categoria dei pesi medi offre un confronto fra vecchia e nuova generazione di #MMA fighter. Parte carico Belfort, prova uno spinning back kick, poi assale Gastelum. Il primo round è notoriamente il migliore per il brasiliano, ma il combattente di Yuma risponde bene. Gastelum fa valere una forza maggiore e riesce a tenere giù Belfort e a colpirlo, il brasiliano però poco dopo riesce a tornare in piedi. Knockdown incredibile dal nulla da parte di Gastelum, grazie a un assalto frontale in cui raggiunge il volto di Belfort con dei pugni. “The Phenom” regge un altro po’, ma è ormai segnato profondamente, basta un uno-due al volto a Gastelum per mettere la parola fine all’incontro. Vittorioso e galvanizzato dal TKO appena messo a segno, Kelvin Gastelum chiede un altro incontro a 185 libbre e fa il nome di Anderson Silva.

GB

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Per Belfort è probabilmente giunto il momento di mettere la parola fine ad una carriera leggendaria, non può più puntare in altoe non può tenere il passo delle nuove generazioni.
Per lui vale il discorso fatto per BJ Penn, un grande campione deve sapere quando è il momento di lasciare e questo è il momento. Gustellum si conferma a livelli altissimi, può fare grandi cose anche nei pesi medi, però resto dell’idea che il meglio di sé lo possa dare a 170″.
GF
Di Gianluca Faelutti e Giovanni Bongiorno

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