Zecchini parla del VCE e delle MMA in Italia: “Sakara non è il nostro ambasciatore”

Emanuele Zecchini, promoter di Venice Combat Event, in questa lunga intervista, tira le somme dell’evento concluso una settimana fa e, senza peli sulla lingua, mette in risalto tutte le difficoltà di una nuova organizzazioni nel creare degli eventi nuovi.

16425755_488015578252619_988751504724059147_n

Salve Emanuele, innanzitutto volevo chiederle un bilancio definitivo della prima edizione del Venice Combat Event, sia in termini sportivi che economici. 

<<Per quanto riguarda l’aspetto economico abbiamo subito una perdita, non importante a dire il vero; d’altro canto se l’esperienza avesse un prezzo dico che ho guadagnato.>>

L’afflusso è stato quello che vi aspettavate?

<<Nel nord-est abbiamo fatto numeri che in pochi hanno fatto, sono arrivate 1000 persone, di cui oltre 900 paganti e vorrei smentire gli invidiosi che attestano la presenza di sole 600 persone. Mi spiace che sentenzino in questa maniera: abbiamo venduto 400 biglietti online e se i totali fossero stati solo 600 avremmo perso molti più soldi. Per fortuna abbiamo venduto anche molti posti vip, a bordo ring. Prima dell’evento, parlandone con Alex (Dandi n.d.r.), non ero molto positivo sulla possibilità di portare tanta gente a palazzo. In provincia di Venezia, agli eventi a cui ho partecipato, tra boxe e thai boxe, non ho visto questa grande affluenza, a maggior ragione se fatta da me che ho cominciato da poco; l’invidia e l’ignoranza ha fatto il proprio percorso.>>

Lei parla di invidia ed ignoranza, è una cosa peculiare di Venezia oppure tipica degli sport da combattimento in Italia?

<<E’ tipica degli sport da combattimento in Italia. Per esempio Venator e VCE sono stati 10 volte meglio di Bellator nel loro complesso, ma la sola presenza di Petrosyan e Sakara porta gente al palazzo. Secondo me la gente è andata per vedere l’evento, ma soprattutto perché attratta da quei nomi.>>

Parla di due esponenti di sport diversi, questa unione tra tra kickboxing e MMA le  piace?

<<Assolutamente no, per fare un esempio, tu, appassionato di pallacanestro che vai a vedere una partita, ti piacerebbe vedere tra un tempo e l’altro una partita di hockey? A me no. Dal mio punto di vista è necessario dare il giusto spazio alle varie discipline.>>

Questa mossa non potrebbe servire a sponsorizzare le MMA, meno seguite, grazie a nomi di sicuro richiamo come Petrosyan?

<<Se si volessero sponsorizzare di più le MMA, basterebbero più sinergie tra le varie federazioni o pseudo tali e le varie promotion. Alla fine la mentalità italiana è quella di pensare al proprio giardino come il migliore e anche se l’altro ha qualcosa in più si trova sempre un difetto. E’ vero, riesci ad accumulare più persone, ma ripeto, per me è un fallimento, preferisco che ogni evento si occupi di di uno sport specifico>>.

Da quello che capisco sembrerebbe essere solo una mossa economica…

<<Sicuramente è solo una scelta economica. Con il mio evento ho rischiato molto, speravo solo di rientrare nelle spese, ma la soddisfazione di portare 1000 persone in un paese piccolo come Salzano è stata grandissima. Per l’esperienza vissuta noi abbiamo guadagnato tantissimo, ci sentiamo vincitori>>.

Abbiamo letto una sua intervista nella quale esternava difficoltà patologiche nel creare sinergie con altre federazioni, dopo questo evento secondo lei sarà possibile creare collaborazioni oppure ci sono muri troppo alti da superare?

<<Si, ci sono delle persone con cui fare qualcosa, ma il fine principale non deve essere il guadagno. Se è quello l’aspetto più importante non si va da nessuna parte, se metti davanti l’aspetto sportivo, alla fine puoi creare qualcosa di buono. Sono convinto che ci possano essere queste persone: in questo senso Venator mi ha aiutato nel creare il VCE. Non ho aspettato che loro venissero da me, mi sono informato e loro sono stati un punto di riferimento>>.

La svolta è stata rappresentata da Venator?

<<Venator ha tirato fuori ciò che le persone aspettavano. All’inizio anche io avevo un pregiudizio, però Dandi mi ha dato un’impressione positiva. Il Venator è stato riconosciuto un po’ alla volta, perché la gente aveva bisogno di acquisire fiducia e più passa il tempo più ne conseguirà>>.

Anche se hanno deciso di fare il prossimo evento numerato negli USA?

<<Però è una cosa che abbiamo voluto un po’ noi. La gente ha bisogno di toccare con mano per essere realmente convinta. In più dobbiamo prendere atto di ciò che fanno in Italia, non  di quello che fanno all’estero, che non ci deve interessare. Dobbiamo concentrarsi sulla sinergia che hanno creato nel nostro paese, per le MMA italiane. Io credo che un Venator numerato verrà fatto ancora in Italia, nonostante tutti i soldi che ci hanno rimesso.>>

Magari dall’esterno uno può pensare a questa scelta come una mancanza di fiducia verso le MMA in Italia…

<<Certo, ma è un ragionamento ignorante, di chi non conosce certe dinamiche. In occasione di Venator 3, che a  mio parere è stato un successo, sono state invitate da Frank Meranda 30 persone, tra cui il sottoscritto, alle quali è stato proposto di fare degli eventi. All’inizio sono stati tutti entusiasti, però nessuno ha chiamato. Questo perché volevano essere richiamati loro da Merenda e Dandi. Io invece ho colto un altro aspetto: ho visto che c’erano delle persone interessate alle MMA italiane, ho visto delle persone disponibili a mettersi in gioco e li ho contattati. All’inizio volevo portare Venator 4 al Taliercio poi, constatato la loro pausa temporanea, mi sono messo in moto prendendo in considerazione quello che loro ci avevano detto a Milano>>

Abbiamo letto nei giorni scorsi Frank Merenda aprire alle Venator Fight Night in Italia, in attesa di un Venator numerato negli USA. Il suo desiderio è quello di collocare il VCE all’interno del Venator FC, prendendone verosimilmente anche il nome, oppure vuole continuare con un evento indipendente?

<<Io penso che il VCE rimarrà, è la sigla di un evento che si farà a Venezia. Vorrei farlo una volta all’anno in patrocinio o in collaborazione con Venator, ma non ho problemi ad ascoltare eventuali proposte che giungano da Merenda e Dandi.  Ma non mi sono limitato a questo: ho contatto persone da Napoli o dalla Sicilia, dando loro la possibilità di contattare Alex (Dandi n.d.r.), sperando che si possa fare qualcosa sul territorio nazionale. Sono orgoglioso del VCE, penso abbia dato lo sprint decisivo per il ritorno di Venator, abbiamo stimolato curiosi, invidiosi ed investitori>>.

Tornando all’evento, quale match le è piaciuto maggiormente?

<<Senza dubbio Petrini con Rubino, poi il match di Penini con Fusi, il quale ci ha messo il cuore nonostante si sia rotto una costola ad inizio match, mentre a livello tecnico Pilò mi ha impressionato, un grande professionista. Se posso fare un discorso più ampio, un atleta deve essere sempre pronto. Ormai per una motivazione o l’altra spesso saltano i match, anche a ridosso degli eventi. Nei match o nei gala importanti uno deve farsi trovare pronto, non per tutti gli eventi ovviamente, ma per quelli più significativi, con umiltà e professionalità>>.

1

Cosa che secondo lei è presente?

<<No, per la mia esperienza manca. Un vero professionista anche se non chiamato inizialmente dal matchmaker, deve mettersi in contatto per far capire di essere disponibile, anche all’ultimo, ovviamente con un compenso adeguato alle tempistiche della chiamata; il professionismo va premiato >>.

Alex Dandi, parlando al  nostro podcast, ha detto che ci sono stati problemi nel trovare un sostituto per affrontare Daniele Scatizzi…

<<Per quanto riguarda la sostituzione dell’avversario di Scatizzi abbiamo chiamato 4 italiani, perché all’inizio volevo una card tutta italiana, ma mi sono reso conto che era impossibile. Tre persone non hanno accettato le nostre richieste economiche, mentre il quarto aveva altri obiettivi, ma secondo me erano più delle scuse che una questione di denaro>>.

Cosa ne pensa della scelta di Scatizzi di firmare per una federazione semisconosciuta?

<<Secondo me quando un atleta firma per una federazione come quella, che sembrerebbe abbia una disponibilità economica importante, l’obiettivo è quello di puntare al guadagno piuttosto di mettersi in mostra.  Magari ora puoi prendere, dico una cifra a caso, 10.000 euro per un evento, ma se questa federazione non è seguita da UFC ha poco senso accettare. Secondo me adesso ha ancora bisogno di farsi vedere. La VCE, grazie a Dandi, ha permesso agli atleti di essere osservati da promotion importanti>>.

13.jpg

Insieme alla card dei professionisti c’è anche stata quella sei semi-pro, con atleti emergenti. Questa formula può essere riproposta negli eventi successivi oppure è un esperimento da ritenersi concluso?

<<Siccome ho anche una palestra, ho cominciato a vedere ragazzi non professionisti, e volevo fare un evento, dove i semi-pro potessero vivere un’esperienza importante come se fossero dei professionisti. Non è stata una bella esperienza, non tutti, ma certi “se la tiravano” e non sono stati coerenti, facendo saltare accordi già presi. A questi livelli non voglio più avere a che fare con loro, stanno bene nei piccoli eventi. Questo non vuol dire che ho chiuso completamente con i semi-pro, voglio continuare a seguirli come ho fatto in passato, seguendo gli eventi, ma ripeto, a questi livelli è un’esperienza chiusa. Ed è un peccato perché tutti avevano l’alloggio e hanno ricevuto lo stesso trattamento dei loro colleghi professionisti…>>

Quindi non hanno ricevuto una borsa?

<< Anche qui… alcuni mi hanno chiesto una borsa da 50 euro, ma in molti eventi sono gli atleti che pagano per combattere, anche due-tre volte. Questa è una cosa che non ho capito: ci sono persone che non hanno accettato la notte pagata in albergo e il trattamento da pro promesso, preferendo i soldi, dopo che hanno firmato la camera. Dal mio punto di vista è stato conveniente, ma non era l’impronta che volevo dare alla manifestazione. In più se mi permetti vorrei aprire una parantesi…>>

Certo.

<<Un promoter ha contestato il fatto che non ci fossero veneti all’evento. Inizialmente, anche per un problema di costi, ho contattato prima le persone della provincia di Venezia, Treviso e Padova, ma non si sono resi disponibili, spiegando che stavano valutando altre alternative. L’unico che ha accettato è stato un ragazzo della Fighthouse di Verona (Dumitru Girlean n.d.r.), oltre ad un ragazzo della mia palestra>>.

Da quello che capisco hanno rifiutato di partecipare ad un evento, dove potevano avere la possibilità di avere molta visibilità.

<<Certo, c’erano ospiti importanti: Marvin Vettori, Karolina Kowalkiewicz, John Kavanagh, Frank Meranda e tutti quelli del Venator. Non solo Dandi, che non tratta i dilettanti, era curioso di vedere questi match>>.

Ci ha raccontato di avere una palestra, cosa ne pensa del senso di appartenenza degli atleti al proprio team?

<<Si ho una palestra a  Mestre. Sinceramente non capisco questa cosa di sponsorizzarsi con bandiere e loghi come per dire:”se non ci fossero loro, io non esisterei”. Non ci si limita a mostrare il logo di appartenenza, ci sono quelli che li giudicano come i colori della propria vita, paragonandola ad una famiglia. Nel BJJ si usa spesso questo termine; secondo me queste cose devono completamente finire, sono solo delle cazzate. Chi lo usa in termini relativi è tollerabile, chi invece parla di fratelli, famiglia e cose del genere non lo accetto, è solo ipocrisia, che tornino con i piedi per terra. E’ una cosa che deve finire, sono delle stronzate.>>

Lei è padre di Manolo Zecchini, ragazzo che avrà un futuro di successo nelle MMA, vede spiraglio in Italia per i giovani per migliorare o ora come ora, come per suo figlio, l’unico metodo è andare negli States?

<<Bisogna andare all’estero, non necessariamente negli Stati Uniti, anche da qualche altra parte, ma l’importante è che ci siano professionisti seri. Manolo inizialmente ha fatto karate e un po’ alla volta è diventato cintura nera. Ha provato Ju jitsu, boxe e thai boxe, a 15 anni ha cominciato a fare grappling e da lì ha iniziato con le MMA. Manolo ovunque va è ben accetto e anche per me è un punto di riferimento. Alla Kings ha legato subito con Chinzo Machida (fratello maggiore di Lyoto, NDR). La sua routine è sempre stata allenamento, colazione, lavoro e di nuovo allenamento a Verona, tornando a casa a mezzanotte. Andava a Milano, Gorizia, Bologna…>>

Ma questo continuo peregrinare alla lunga può essere un problema, penso che alla Kings in ogni caso abbiamo comunque tutto abbastanza vicino…

<<Esatto, l’unico metodo è andare in palestre dove ci siano professionisti seri, non quelli che abbiamo noi>>.

Che idea si è fatto della diatriba tra Vettori e Sakara, e quanto questa segna la poca maturità delle MMA in Italia e dei loro protagonisti?

<<Vettori, secondo me, sta prendendo la giusta strada ed il loro battibecco non ha fatto bene alle MMA in Italia. Credo che Sakara dovrebbe essere più maturo ed adulto nei confronti di Vettori, soprattutto perché ha molta esperienza e non doveva fare quei video provocatori. Marvin ha ancora l’innocenza di un ragazzo di 23 anni, mentre Sakara è stato provocatorio ed arrogante, poteva essere più umile. Una cosa penso di Sakara: non sta dando una mano alle MMA in Italia>>.

Nonostante l’ATT a Roma?

<<Ha aperto la Legio’s Team, facendo soldi, invece poteva essere protagonista portando qualcuno ai piani alti, ad oggi invece non ha portato nessuno. Nonostante la tanta pubblicità ed il valore del nome, per me non ha fatto nulla, non si e’ mai dimostrato ambasciatore delle MMA in Italia, piuttosto un ottimo commerciale per se stesso. >>.

14.jpg

Alla luce dei risultati economici e dello spettacolo offerto, consiglierebbe ad un imprenditore di investire su questo sport, oppure questi eventi sono troppo di nicchia per pensare ad un guadagno sul lungo periodo?

<<Ovviamente si, è lo sport del futuro. Io mi appassiono sempre più a vedere quello che fanno questi ragazzi, quindi bisogna investire su questo sport…>>

E’ anche vero che un imprenditore investe per avere un guadagno…

<<E’ vero, però bisogna investire perché espandendosi si potrà portare in futuro posti di lavoro. Spero infine che ci siano meno invidiosi ed ignoranti, mi sono ritrovato a condividere molti eventi di MMA ma la cosa non è stata una cosa reciproca. Vorrei concludere ringraziando i miei soci: Claudio Bulegato, Pitteri Graziano, Alex Dandi per la collaborazione e sopratutto gli sponsor Adidas, Reservenice, 4Plus Nutrition, la Carrozzeria Moderna di Mestre, Ciquattro, Fighters Angels Mestre, Mobilificio Corò, Esso carburanti, Residence Villa Giotto, Rs Automobili ed Abbigliamento Extrò di Marghera>>.

di Marco Dall’Acqua

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *