Venice Combat Event: i risultati dell’evento

Sabato sera, a Salzano (Venezia), si è svolta la prima edizione del Venice Combat Event, evento che si è dimostrato nel complesso interessante e che ha fatto vedere il meglio dell’MMA made in Italy.

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Questo, nel dettaglio, il resoconto degli incontri:

Gregorio Davide La Torre batte Luca Barbessi per sottomissione al secondo round

Il match è molto bello, fin dal primo round; i due fighters non si risparmiano sia in piedi che a terra. Ed è proprio a terra, nel secondo round, che si decide l’incontro: dopo un tentativo di sottomissione da parte di La Torre, Barbessi ribalta la situazione e si porta in top position, solleva il proprio avversario e applica un body slam spettacolare, La Torre non si scompone e ghigliottina Barbessi, che è costretto a cedere.

Gianmarco Gherla batte Massimo Capussela per decisione unanime (30-27, 29-28, 30-27)

Match dai molteplici volti, che si svolge prevalentemente in piedi. Il primo round è vinto da Gherla che, nonostante porti molti colpi a vuoto, riesce ad arrivare al volto dell’avversario con maggior frequenza. Capussela cerca di controllare la distanze girando intorno all’ottagono ed appare più preciso. Nel secondo questa precisione emerge: Capussela manda Gherla knock down. Il colpo non è risolutore e Gherla si riprende, anche se perde il round. Il terzo è senza dubbio vinto da Gherla che con dei take-down ed una maggiore attività, porta a casa l’incontro.

Mattia Galbiati batte Matteo Obermaier per decisione unanime (29-28, 29-28, 29-28)

Match interessante concordato a 68kg. Mattia Galbiati si dimostra il solito mastino: combatte per 2 round senza un occhio a causa di un brutto colpo di Obermaier e si riprende da un pesante knock down con rapidità incredibile. Obermaier, conduce per un round, forse due, ma i giudici decidono di premiare l’intraprendenza di Galbiati, assegnandogli una vittoria per decisione unanime.

Danyel Piló batte Ashley Rosi per sottomissione al secondo round

Il come-back della serata. Dopo un primo round abbastanza tattico e di studio, nel secondo Rosi manda giù Pilò con un colpo pesante e lo segue subito a terra prendendo la monta, ma la situazione di pericolo viene ribaltata dall’ex finalista Venator con un tentativo di sottomissione alla gamba prima, e in ground e pound, dopo. Rosi, in difficoltà, offre la schiena all’avversario ed è facile per Pilò sottometterlo con una rear naked choke, chiudendo l’incontro.

Nota di colore personale: chiunque entri nell’Ottagono con la sigla di Ken il guerriero ha già vinto, grazie Danyel!

Pietro Penini batte Andrea Fusi per decisione unanime (30-25, 30-26, 30-26)

Non c’è molto da dire su questo incontro. Con tutte le attenuanti del caso, poco preavviso e match di categoria di peso non sua, Fusi cede contro un più grande e pesante Penini. Grande coraggio per il Barbaro che, tenendo fede al proprio soprannome, non si arrende nonostante la pesantezza ed il volume dei colpi dell’avversario, concludendo il match. Complimenti comunque a Penini che ha condotto l’incontro e ha assorbito i colpi dell’avversario, senza mai indietreggiare.

Giorgio Pietrini batte Angelo Rubino per decisione unanime (30-27, 30-27, 30-27).

A mio parere il Fight of the night. Entrambi gli atleti danno vita ad un incontro a viso aperto, con un notevole volume e varietà di colpi. Pietrini sembra più convincente per tutti i tre i round, soprattutto grazie ai takedown con i quali porta ripetutamente l’avversario a terra. Il ground e pound è efficace e Rubino, nonostante assorba bene i colpi non riesce a prendere le redini del match.

Stefano Paternò batte Alessandro Botti, stop medico dopo il primo round.

Sfortunatamente c’è poco da dire sul co-main event della serata. Paternò, nel primo round, controlla e ferisce all’arcata sopraccigliare Botti. Il medico, a fine round controllando le condizioni di Botti, sospende il match nonostante la contrarietà dell’atleta del Clan Mano di Pietra. Parlando, a fine match, con l’angolo di Botti si capisce che la ferita era si vistosa ma si poteva provare almeno con un altro round. In ogni caso Paternò con grande sportività si è reso subito disponibile per un re-match.

Daniele Scatizzi batte Bartlomiej Kurczewski per decisione unanime (29-28, 29-28, 29-28)

L’attesissimo main event della serata vede vincitore Scatizzi, accompagnato, per l’occasioni, all’angolo da John Kavanagh, allenatore di Conor McGregor. Il match non è dei più spettacolari ma molto tattico, con Scat che lavora bene a parete con le ginocchiate e porta colpi pesanti al corpo. Kurczewski (accompagnato dalla connazionale Karolina Kowalkiewicz) è un osso duro e in un’occasione va anche vicino alla finalizzazione per sottomissione; Scatizzi non si arrende però ed esce benissimo ribaltando la situazione. La decisione dei tre giudici alla fine è corretta (1° e 2° round a favore di Scatizzi, il 3° per il polacco). A fine match Scatizzi annuncia un match in programma per maggio per una nuova promotion al momento ancora segreta, 24 ore più tardi scopriremo che si tratta di BRAVE Combat Federation (http://www.bravefights.com/brave-signs-top-welterweight-in-italy-sbgs-daniel-scatizzi/).

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Prima della card dei pro si sono svolti 7 match tra i semi-pro con regolamento IMMAF, ecco i risultati:
Pesi WelterDumitru Girlean batte Alessandro Bonivento per tko al secondo round
Pesi Welter: Daniil Lichi batte Francesco Bocca per decisione unanime
Pesi Piuma: Valerio Rossi batte Matteo Caiumi per decisione
Massimi Leggeri: Andrea Lucchesi batte Antonio Copeta per abbandono al termine del primo round
Pesi Leggeri: Amedeo Pirro’ batte Christian Riccio per sottomissione (arm bar)
Pesi Piuma: Jiustin Olingher batte Jacopo Torresani per sottomissione (arm bar)

Per concludere vorrei ringraziare personalmente l’organizzazione del Venice Combat Event, nella persona di Emanuele Zecchini che ci ha dato l’opportunità di assistere all’evento e di essere uno dei pochi blog a riportare in diretta i risultati di questo bellissimo evento.

Di Marco Dall’Acqua

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