Chi è il più grande? Scontro a fuoco fra i due migliori massimi in circolazione

La fine del 2016 è quasi arrivata, UFC 207 sarà l’ultimo grande evento UFC prima di abbracciare il 2017. Si terrà alla T-Mobile Arena di Las Vegas, Nevada, e chiuderà l’anno in bellezza per l’organizzazione di MMA più famosa al mondo, protagonista anche della più grande vendita nella storia dello sport-business. Qui troverete i divergenti punti di vista di Gianluca e Giovanni.

L’evento vedrà in palio due cinture, entrambe nelle categorie dei gallo (maschile e femminile), e ospiterà un altro match che, pur non essendo co-main né main event, ha tutti i crismi della portata principale e attirerà probabilmente ancora più pubblico dei due match titolati. Stiamo parlando del rematch fra i due ex campioni dei pesi massimi UFC Fabricio Werdum (21-6-1) e Cain Velasquez (14-2).

Il punto di vista e il pronostico di Giovanni

Il loro primo incontro avviene a Città del Messico, in occasione di UFC 188. In molti danno per spacciato Werdum, allora campione ad interim, che tenta la seconda vera impresa leggendaria della propria carriera dopo aver inflitto tempi addietro la prima sconfitta all’Ultimo Imperatore Fedor Emelianenko (36-4, 1 NC). Cain Velasquez sembra fino a quel momento inarrestabile e in effetti è forse il fighter capace di battere tutti gli altri nella propria categoria. Quando affronta Werdum, però, non appare nella propria forma migliore. In tanti danno la colpa all’altitudine di Città del Messico, ma lo statunitense d’origini messicane non cerca scuse e si dice solo volenteroso di migliorare.

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Il brasiliano riesce a mettere in difficoltà Velasquez sin dalle prime battute, grazie ad un uso chirurgico del jab, al clinch double collar-tie tipico della Muay Thai, all’allungo maggiore e alla capacità d’uso di quest’ultimo. Werdum sembra superiore in ogni aspetto del combattimento, forse per abbinamento di stili, forse perché la caratteristica principale di Velasquez, il cardio, quella notte viene meno. Dopo qualche iniziale scambio sporco in cui Velasquez sembra poter avere la meglio, “Vai Cavalo prende le misure e inizia a martellare il rappresentante della AKA col jab e coi colpi al corpo, sia dal clinch che dalla distanza. Andare a terra con Werdum, per Velasquez, è fuori discussione visto il BJJ élitario garantito dal brasiliano, quindi il messicano cerca il KO e lo fa provando a centrarlo con molti colpi sporchi, confidando nella propria durezza psicofisica.

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Il piano però non va come previsto e Cain si trova già alla fine della prima ripresa a corto di fiato. Fino a metà del secondo round le combinazioni di Velasquez sembrano davvero pericolose: oltre ai pugni, veloci e poderosi, il messicano chiude spesso con violenti low kick sfruttando la catena cinetica del corpo. Alla lunga però a venir fuori è Werdum grazie alle caratteristiche di cui si è parlato sopra. All’inizio del terzo round l’angolo di Velasquez, notando che il proprio atleta è in forte difficoltà, suggerisce il takedown. Un invito a nozze per Werdum, che trasforma il tentativo del suo avversario in una perfetta guillotine choke alla quale Velasquez si deve arrendere.

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Il trend dei due atleti poi è cambiato. Velasquez è tornato in occasione di UFC 200 distruggendo Travis Browne (18-5) in un solo round, come a voler confermare che la caduta con Werdum era stata solo uno spiacevole episodio. Il brasiliano, nel frattempo, aveva perso il titolo in favore di Stipe Miocic (15-2) a seguito di una prestazione suicida davanti al suo pubblico in occasione di UFC 198. Capace di tornare in piedi, Werdum batté per la seconda volta in carriera il solito Travis Browne – che per i due contendenti ha avuto il ruolo di gatekeeper – a UFC 203, guadagnandosi un altro first-contender match, casualmente contro il suo rivale Cain Velasquez.

Adesso i due sono ancora faccia a faccia. Fan e addetti ai lavori, dopo aver notato le rispettive ultime prestazioni, sembrano essere più convinti della possibile vittoria di Velasquez. Lo stile di Cain però è croce e delizia: funzionale contro quasi tutti i suoi avversari, apparentemente innocuo contro Werdum. L’ultimo fighter ad aver battuto Cain Velasquez prima di Werdum è stato Junior “Cigano” dos Santos (18-4) in occasione di UFC on FOX: Velasquez vs dos Santos nel novembre 2011, evento in cui si laureò campione dei pesi massimi. I due però si sono incontrati altre due volte e il trattamento riservato al brasiliano da parte di Velasquez è stato caratterizzato da veri e propri massacri a senso unico.

A UFC 155 Cain uscì dall’arena col braccio alzato grazie a una decisione unanime, vincendo tutti e 5 i round di un incontro che vide una prestazione priva di difetti; la volta successiva, a UFC 166, il messicano riuscì addirittura a vincere per TKO alla quinta ripresa, in un match fotocopia del secondo nel quale dos Santos subì una vera e propria punizione. Insomma, Cain Velasquez finora ha perso solo contro due avversari e nei rematch sembra far tesoro dei propri errori e divenire più preciso e spietato che mai. Fabricio Werdum è fiducioso, sa di avere le proprie possibilità e grandissime capacità, ma basteranno contro un Velasquez così determinato ad ottenere la sua rivincita?

Per vincere Werdum dovrà affidarsi alla proverbiale pazienza dei saggi. Inutile affogare nella rabbia e nella furia tipica dei brawler, risulterebbe poco elegante e ancor meno funzionale, Stipe Miocic docet. Werdum è un combattente intelligente e l’ha dimostrato nei suoi match migliori, ossia proprio quelli contro i migliori avversari che abbia mai affrontato: Fedor Emelianenko e Cain Velasquez. Lo striking di Werdum non è uno striking di serie B, al contrario è uno striking attento e funzionale, figlio di un gameplan ragionato e pensato con la massima precisione. Se rimarrà in allerta e resisterà alle sicure aggressioni del messicano, ‘Vai Cavalo’ avrà le sue possibilità di vittoria, proprio come la prima volta, contro ogni aspettativa e, come diceva il poeta, “in direzione ostinata e contraria” a chi lo vede finito ancor prima che il match cominci. Le aggressioni furiose e precise di Velasquez sono la sua arma migliore, Werdum deve sfruttare il suo miglior allungo e il clinch double-collar tie con tanto di colpi al corpo che misero i presupposti per la vittoria nel loro primo match. Il brasiliano però non deve confidare troppo nella sua guardia da striker, buona, ma che lascia delle aperture, piuttosto deve far riferimento all’eccelsa qualità del suo BJJ e deve cercare di finalizzare Cain proprio da terra. È lì che ha maggiori possibilità di vittoria. Cain regge fin troppo bene i colpi: è caduto solo una volta per mano del miglior JdS e da allora non è più stato sorpreso. la mandibola di Werdum è decisamente più sospetta di quella di Cain quindi, qualora le cose dovessero mettersi male, deve rifugiarsi senza remore d’alcun tipo nel grappling e poi al terreno, area del combattimento in cui è Maestro.

Il punto di vista e il pronostico di Gianluca Faelutti

Nel mio punto di vista su questo incontro ci sono alcune cose che io e Giovanni condividiamo a pieno e altre sulle quali divergiamo, presto l’ottagono ci dirà chi ha ragione, intanto vorrei esporre qui la mia analisi e il mio pronostico.

Iniziamo dalle cose sulle quali siamo perfettamente d’accordo e delle quali abbiamo parlato durante l’ultimo podcast; lo stile di Fabricio Werdum è ostico per Cain Velasquez perchè come giustamente faceva notare Giovanni grazie alla perfetta esecuzione che fa il brasiliano del clinch double collar-tie tipico della Muay Thai grazie al quale riesce a neutralizzare il lavoro a parete di Velasquez e la sua Dirty Boxe elementi importantissimi all’interno del suo gameplan, mentre con il suo fantastico BJJ ha dimostrato di riuscire alla perfezione ad annullare il suo wrestling. Ovviamente, dall’altra parte Werdum non è un wrestler che può minimamente impensierire Cain e questo reciproco annullarsi delle fasi grappling porterà il match ad essere combattuto sulla distanza.

Come ha ricordato Giovanni la prestazione di Velasquez a UFC 188 fu fortemente condizionata dalla scarsa permanenza di Caino a Città del Messico. Cain si recò infatti nella Capitale messicana soltanto una decina di giorni prima, rispetto ai 40 giorni di Werdum, per fare da sparring partner a Daniel Cormier impegnato nel match contro Jon Jones, pagando a carissimo prezzo questa scelta scellerata accusando vistosamente gli effetti dell’altitudine sul suo cardio. Vedere Velasquez, un fighter che ha fatto del ritmo e del cardio uno dei principali punti di forza boccheggiare già a fine prima ripresa è davvero il manifesto di quanto stupida si rivelò quella scelta.

Dunque anche la facilità e la frequenza con la quale Fabricio Werdum andò a segno con il Jab nel loro primo match sarà molto differente a mio avviso; perché è vero che il brasiliano ha il merito strordinario di aver sviluppato uno striking molto valido in una fase così avanzata della sua carriera e il jab è sicuramente parte integrante di questa evoluzione, ma le condizioni atletiche deficitarie di Velasquez lo portarono ad essere un bersaglio troppo fermo per i colpi di Werdum.

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Guardate quanto sono scarichi gli attacchi di Velasquez, osservate la lentezza dei movimenti, Caino sembra quasi ciondolare con indolenza la testa e il busto, le gambe ferme, nessun footwork, nessun ritmo. I colpi ricevuti da Werdum non possono giustificare un calo atletico così clamoroso, è chiaro che i motivi vadano ricercati nella preparazione al match ovvero nella mancanza di adattamento ai 2.250 metri di altitudine di Città del Messico.

Quello che accade in seguito, ovvero il disperato quanto telefonato tentativo takedown di Velasquez, che come prevedibile finisce nelle fauci di Werdum il quale mostra una semplicità irrisoria nel capitalizzare.

Questa volta però le condizioni atletiche di Velasquez saranno molto differenti. Nel suo ultimo match Velasquez ha mostrato una forma smaliante demolendo al primo round uno sventurato Travis Browne. Perchè se effettivamente il match seguirà le nostre previsioni e si svilupperà nello striking, Caino, pur vedendosi limitare il proprio bagaglio tecnico dalle caratteristiche contrapposte del suo avversario, avrà secondo me comunque un buon vantaggio perchè se lo striking di Werdum è stato costruito nell’ultima parte della sua carriera (con risultati comunque esaltanti) non è comunque al livello di quello di Velasquez.

Velasquez ha un ritmo impressionate e spesso insostenibile per i propri avversari, mette a segno in UFC una media di 6.38 colpi significativi al minuto, quasi il doppio dei 3.44 di Werdum, inoltre su 11 vittorie in UFC Velasquez ha finalizzato 9 volte i suoi avversari per TKO mentre “Vai Cavalo” su 21 vittorie “soltanto” 6 volte.

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La potenza dei colpi di Velasquez sa essere letale. Sopra vediamo il KO nettissimo inflitto ai danni di Nogueira che pure era un ottimo pugile e un grande incassatore. Il fatto è che nessuno è in grado di assorbire colpi di questo tipo. Al di là della potenza dei colpi Cain è davvero un kickboxer di alto livello per le MMA, ha buoni movimenti di busto, un ottimo footwork (specie se applicato ai pesi massimi), è composto, fa un buonissimo uso del jab e ha un timing eccezionale. Ama utilizzare i leg kick, in particolare in uscita dalle combinazioni ma nel suo ultimo match con Browne ha fatto vedere di aver saputo aggiungere cose molto interessanti al suo repertorio come questo spinning high kick piuttosto insolito per un peso massimo.

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Werdum come abbiamo detto invece ha dovuto costruirsi uno striking credibile e lo ha fatto con risultati eccellenti. Sono davvero lontani i tempi nei quali schiena a terra pregava Alistar Overeem di entare nella sua full guard. Oggi il brasiliano ha dimostrato di saper competere nello striking ad un livello altissimo. Il suo striking è innanzitutto creativo ed estroso, usa benissimo i calci e sopratutto i middle kick che manda a segno con grande potenza.

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Nella GIF, fra le altre sequenze possiamo ammirare la clamorosa fliyng Knee rifilata a Mark Hunt, ma anche un front kick bene eseguito che impatta con precisione sul volto di Roy Nelson e una combinazione di ganci a due braccia chiusa con una ginocchiata al corpo (che nella GIF viene tagliata). Questo ci da la misura della varietà di colpi di Werdum, della sua capacità di usare molto bene i calci (che può utilizzare anche con una certa avventatezza, non avendo grazie al suo BJJ il timore di finire schiena a terra) e della fantasia dei suoi colpi.

Come spesso accade però quando un fighter non è uno “striker naturale” cioè non nasce come striker, nonostante le sue evoluzioni siano state sorprendenti, non tutti i limiti vengono superati a pieno e Werdum in questo senso ne ha mostrati. Li ha mostrati nel primo round contro Mark Hunt dove subì i colpi pesanti del samoano mostrando una guardia non sempre imperforabile, ma li ha dimostrati in particolar modo quando ha perso il titiolo contro Stipe Miocic.

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Qui subentra anche forse l’istinto, quello che nei momenti di minore lucidità ti fa fare le cose che sei abituato a fare. Guardate quanto è avventato il suo attacco, osservate quanto si espone. Non accorcia con grande rapidità, anche perché Werdum ha un footwork abbastanza limitato mentre Miocic è rapidissimo per essere un peso massimo, si protrae eccessivamente in avanti e viene colpito da un primo colpo d’incontro che dovrebbe farlo desistere dal perpetuare quel tipo di azione, invece “Vai Cavalo” commette l’errore imperdonabile di proseguire in un inseguimento insensato.
Ciò che avviene dopo, ovvero il counterstrike fatale che manda a dormire il brasiliano, è una conseguenza direi logica e prevedibile.  Junior Dos Santos, che nel lontano 2008 mandò KO Fabricio con un montante, dichiarò proprio a proposito di questo KO che questo tipo di errori dipendono dal fatto che Werdum non ha un background da striker e alcuni limiti endemici, nelle difficoltà o nei momenti di maggiore tensione emotiva, possono tornare a galla.

Questo ci dice che Werdum è molto più predisposto rispetto a Cain Velasuqez nelle fasi di striking a commettere errori e disattenzioni che lo rendono vulnerabile ai colpi d’incontro avversari, Cain ha questi colpi e in situazioni analoghe potrebbe anche finalizzarlo.
Nessuno dei due contendenti avrà il vantaggio dell’allungo (77 in), Werdum insisterà probabilmente con il Jab che nel loro primo match gli ha dato grandi risultati, ma stavolta la mobilità di Velasquez sarà decisamente maggiore e non sarà facile per “Vai Cavalo” andare a bersaglio con quella frequenza.
Il volume di colpi di Cain è e sarà probabilmente superiore, lo immagino aggressivo, non credo cercherà spesso il clinch ma accetterà la distanza.

Infine, un elemento che potrebbe essere determinante nonostante il match sarà sulle tre riprese (ben più influente sarebbe stato sui 5 round) è senz’altro il cardio.
Dimenticatevi il Velasquez di Città del Messico, Caino sarà il solito rullo compressore a livello di cardio; Werdum invece ha palesato un calo atletico abbastanza vistoso nel terzo round della sua ultima apparizione contro Travis Brown e in generale negli ultimi due incontri disputati è apparso fisicamente un po’ meno tonico del solito (non scordiamoci che ha 39 anni), anche Velasquez potrebbe non essere al meglio, ha avuto i soliti dolori alla schiena (che pare abbia alleviato con l’uso di cannabinoidi che out of competition sono consentiti dall’USADA) e dopo il match si farà operare. Segno che non arriverà al 100%, ma le sue condizioni dovrebbero essere comunque ottime.

L’ultima volta che gli fu concessa una rivincita, Velasquez riscattò la sconfitta con una prova animalesca, non nutro alcun dubbio sulle motivazioni che accompagneranno Cain al match e sul suo impatto mentale.

L’esito sarà lo stesso? Io credo di sì.

Gianluca Faelutti

 

 

 

One comment

  1. Werdum e’ il peso massimo piu forte di sempre nonostante l errore clamoroso che ha commesso a ufc 198…secondo me e’ piu forte di cain,che comunque mi piace,ma e’ piu completo nel bjj nel clinch nel jab…non ha lo stryking di cain ma comunque e’ migliorato tantissimo,forse non rivedremo piu il loro match a questo punto,fabricio ha 40 anni….comunque forza werdum!!!

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