L’esteta e il selvaggio

Trovandomi a dover scegliere un match da analizzare nella prossima card ho avuto davvero pochi dubbi su quale far cadere la mia preferenza. Il ritorno di “El Niño” contro un lanciatissimo Edson Barboza è un match che promette scintille ed è probabilmente anche il più complesso e interessante da un punto di vista squisitamente tecnico.

Melendez torna dopo un anno di stop per uso di sostanze illecite e in seguito ad una sconfitta per decisione non unanime contro l’attuale campione Eddie Alvarez.

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Barboza viene invece da quella che è forse a tutti gli effetti la vittoria più importante della sua carriera e che credo abbia coinciso anche con la sua miglior prestazione di sempre; la demolizione controllata di Anthony Pettis.

Melendez, ex campione in Stikeforce dove mise in fila qualcosa come 7 vittorie consecutive e una splendida trilogia conclusasi a suo favore contro Josh Thompson prima di approdare in UFC; è un fighter aggressivo, eclettico, ma sopratutto efficace; sa chiudere bene la distanza, è un validissimo wrestler ma le cose migliori le fa in piedi con il suo ottimo pugilato, il suo ritmo e la sua altrettanto eccellente dirty boxe. Nelle fasi di clinch può essere molto pericolosissimo.

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Barboza è invece la sua perfetta antitesi. Spettacolare, estroso, creativo, il tutto condito da un’ esplosività clamorosa. Se Melendez calci quasi non ne usa, il brasiliano ne fa la sua arma letale. Osservate come li esegue: gli spinning sono il suo marchio di fabbrica sia nella variante spinning back kick che in quella Spinning heel kick (ovvero sia portati al corpo che alla testa). La velocità, la potenza, il tempismo e la precisione chirurgica con la quale li esegue lo rendono molto probabilmente il miglior “calciante” di tutto il roster e l’ultimo incontro disputato contro quello che era considerato, in quello specifico aspetto, un contendente credibile per una virtuale classifica sui migliori calci di tutta la UFC, credo abbia sfatato ogni dubbio.

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Gameplan

Sarà un match giocato sulle distanze, la corta favorirà “El Nino”, ma se lo statunitense non riuscirà a chiuderla saranno guai per lui; Barboza ha più allungo (75” contro i 73” di Melendez) ma sopratutto è devastante se gli si concede spazio e fiducia. Anche quest’ultima può essere determinate. Il brasiliano potrebbe soffrire l’aggressività di Melendez come l’ha sofferta contro Michael Johnson perché è più a suo agio quando ha l’iniziativa rispetto a quando deve agire da counterstriker cercando i colpi d’incontro.

La contrapposizione

Se Barboza è aggraziato nei movimenti, pulito nei colpi e ama stare a distanza grazie ad un footwork invidiabile che assomiglia a una danza per la sua armoniacongenita; Melendez è la sua esatta contrapposizione, ama lo scambio selvaggio (che non significa sia poco tecnico), ha una gran mascella (cosa che invece manca al suo avversario), e  adora guerreggiare a corta distanza e liberare i suoi ganci in scambia a viso aperto incurante dei rischi a cui si espone. Basta guardarlo insomma e immediatamente se ne ha un immagine precisa, gladiatoria, quasi animalesca senza essere scomposta.

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Barboza come abbiamo detto detto sa essere devastante con i calci e non soltanto alla testa; anzi, direi che è ancora più efficace quando li direziona al corpo o alle gambe.
E’ l’unico fighter ad aver chiuso ben 2 match in UFC per calci alle gambe (tre in carriera) e credo che soltanto Aldo sia altrettanto incisivo. Anche per questo motivo per Melendez sarà vitale chiudere il più possibile la distanza, se Barboza ha spazio lo sfrutta in modo
straordinario e se inizia a bersagliare le gambe può ledere in modo significativo alla mobilità del suo avversario.

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Se Melendez ha dalla sua una certa durezza mentale, una maggiore duttilità che potrebbe portarlo a pianificare un incontro basato sul grappling; Barboza è imprevedibile ed è molto più propenso alla finalizzazione. Sarà un match complesso che potrebbe diventare altamente spettacolare. Un’eventuale vittoria eleverà, chi riuscirà ad ottenerla, in modo considerevole fino ad avvicinarli alla vetta. Vedo favorito il brasiliano ma “El Niño” è sempre insidioso e avrà voglia di riscatto.

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L’attesa sarà spasmodica eppure potrà chiudersi tutto in un attimo basterà un lampo e la storia di due grandi fighter cambierà per sempre.

Gianluca Faelutti

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