#WhenWeWereKings – Bas Rutten, El Guapo olandese

Ogni tanto, avrete notato, mi piace scavare negli antri della memoria per andare a ricercare momenti ed eroi che hanno caratterizzato lo sport.

Il pubblico di massa che oggi segue le MMA è ovvio sia abituato ad un altro genere di eroe da ottagono, atleti come Wanderlei Silva, lo stesso Anderson, sono alle soglie del pensionamento, si sa, Padre Tempo non può essere sconfitto da nessuno e i pionieri dello sport non hanno avuto la fortuna di nascere in un’era in cui le MMA erano mediaticamente rilevanti.
I Pionieri dello sport però, meritano una speciale menzione. È proprio per questo che nasce la Hall of Fame (ovviamente quella della UFC avrà atleti che hanno combattuto in UFC, ma vi assicuro che non solo lì sono nate e cresciute le Leggende dello sport).
Voglio parlare di uno degli ultimi eroi inseriti nella Hall of Fame, uno di quei tipi tosti che combatteva anche “Bare Knuckles”, a nocche nude, quando ancora i pugni a mano chiusa erano vietati, nel primissimo Pancrase, che nel sottotitolo recitava “Sì, siamo wrestler ibridi”.
La Leggenda in questione vanta una sequenza di ben 22 match da imbattuto, con 21 vittorie e un pareggio, fra l’aprile del 1995 e il luglio 2006, anno in cui si ritirò ufficialmente dalle competizioni.
Oggi è uno degli analisti più intelligenti, colti, ironici, una vera mente brillante. Si sta parlando di El Guapo (The Handsome One se siete per l’anglofonia), l’olandese Sebastiaan “Bas” Rutten.
Il soprannome gli fu affibbiato dal recentemente scomparso Kevin Randleman, avversario sul ring, amico nella vita.
Sofferente in giovane età di una forma di asma, riuscì a superare i problemi fisici anche grazie all’allenamento nelle arti marziali. Bruce Lee con il suo “I tre dell’operazione drago” fu il suo più grande ispiratore. Fu da lì che il giovane Bas si convinse a provare discipline come il Tae Kwon Do e il Karate Kyokushinkai, discipline in cui otterrà cinture nere.
Dal 1985 al 1991, Bas si impegna nella Muay Thai, in cui colleziona un buon record di 14 vittorie e 2 sconfitte. Nel 1993, Rutten iniziò la sua carriera da pro nelle MMA, allora conosciute come “Free Fight” o semplicemente “Vale Tudo”.
La ricerca di combattenti era difficile e il giapponese Masakatsu Funaki, insieme al suo compare Minoru Suzuki, andava alla ricerca di talenti da inserire in questo sport ibrido che aveva come base il wrestling, ma che si completava con lo striking.
Insieme a Rutten, furono scoperti i fratelli Shamrock e l’allora K-1 Fighter, Maurice Smith.
Bas dominò i suoi primi due incontri, vincendoli entrambi per KO; Ryushi Yanagisawa, l’allora quarto miglior lottatore giapponese, fu costretto a due giorni d’ospedale, dopo il loro incontro.
Frank Shamrock e Bas erano soliti intimidire i loro avversari e lo stesso Frank ha un ricordo chiaro di Bas: “La sua kickboxing era devastante. Chiunque l’avrebbe temuta. Bas sapeva cos’era il combattimento. Aveva la mentalità di un combattente da strada”.
All’epoca però Bas aveva ancora delle lacune nel gioco a terra. Lacune che non gli permisero di vincere contro l’allora grande Masakatsu Funaki, che imprigionò El Guapo in una morsa e fece suo il match tramite sottomissione con una toe hold o americana al piede che dir si voglia.
Rutten capì che il ground game era fondamentale e si allenò per migliorarlo, dimostrando grande umiltà, proprio con Funaki.
Di lì a poco, avrebbe battuto Minoru Suzuki, la cui unica sconfitta prima di questa, peraltro vendicata, era arrivata contro Maurice Smith ma con regole ibride in UWF U-Cosmos.
Nello stesso anno, era il 1994, arrivò però Ken Shamrock a fermarlo subito dopo, quel Ken Shamrock che sarà la sua nemesi per ben due volte, le uniche due sconfitte che Bas non riuscirà a vendicare nell’intera carriera.

Dopo aver conquistato il suo primo titolo “King of the Pancrase” ancora contro Minoru Suzuki (dopo aver fallito la sua prima chance contro l’allora campione Ken Shamrock), e dopo aver battuto per più di una volta i migliori combattenti di allora (Maurice Smith, Jason De Lucia e Frank Shamrock, una volta ai punti e una volta come direbbero gli americani “in great fashion” con un TKO) gli fu finalmente accordato il rematch contro Funaki, col titolo di King of the Pancrase, unificato contro Frank Shamrock e detenuto ora da Bas, in palio.

C’è un aneddoto piuttosto simpatico su quel match. Bas racconta che: “Prima del combattimento venne nello spogliatoio e mi appoggiò un pollice sul collo, muovendolo sulla gola, come a dirmi che sarei andato giù. Mi sono girato verso il mio manager e dissi ‘Ok, ora lo ammazzo. Stai a vedere.’ Il mio gameplan era di far durate l’incontro 15 minuti, Funaki non aveva mai combattuto per 15 minuti. Ma dopo qualcosa come 12 minuti, io ero sulle ginocchia e lui mi diede un calcio in testa. Riuscii a bloccarlo, ma per me fu una cosa illegale. Mi rimisi in piedi e BANG, BANG, BANG, e lui era a terra. Da quel momento l’ho distrutto. Avreste dovuto vedere il match, un massacro. Avevo i palmi delle mani neri, talmente lo stavo colpendo forte. Deve aver avuto gli dei dalla sua parte, o qualcosa del genere, perché si rialzava ogni volta. Gli faccio colpire il tappeto con la faccia e lo sentivate sbattere sul tappero, il suo naso era tutto di traverso, rotto, avrebbero dovuto raddrizzarglielo. Penso “Mio Dio, questo tizio sa tenere i colpi!”, lo presi a ginocchiate in testa così forte. Andò giù quattro volte. Ma l’ultima ginocchiata che gli diedi, era tutto ciò che avevo. Lo presi per la testa e gli tirari una ginocchiata. Sembrava davvero il film di Rocky. Sono lì in peidi e cado all’indietro, sono completamente senza fiato. Mi rialzo e l’arbitro mi tira su la mano, poi la lascia andare e io cado di nuovo, BOOM! Ero esausto, avevo dato tutto quello che avevo; volevo davvero distruggerlo. Gli ruppi gli zigomi e il naso solo perché lui aveva detto che mi avrebbe ucciso. Oh, ero così arrabbiato con lui. Ma dopo tutto questo, amici come prima… che sport pazzo che è questo, eh?”.
Ecco, in queste parole c’è tutto quello che dovete sapere di Bas Rutten: determinazione, furia, potenza, cuore, forza di volontà, voglia di redenzione, spirito sportivo e quell’Ironia così a modo, che è il sale della vita. Bas avrebbe regalato il titolo vinto, alla sua seconda figlia.
Lasciò il Pancrase sette match più tardi (6 vittorie e 1 pareggio in parziale) da Re e dominatore incontrastato del Pancrase.

Nel 1999 Bas approda in UFC, sconfiggendo Tsuyoshi Kosaka in grande stile, con un TKO al primo round. Dopo l’esordio in quella che oggi rappresenta la massima organizzazione in materia di MMA, Bas avrebbe dovuto affrontare Randy Couture per il titolo, ma a causa dispute contrattuali “The Natural” lasciò la federazione e venne privato del titolo.
Soltanto 4 mesi più tardi, nel Maggio del 1999, a UFC 20 il titolo reso vacante dalla dipartita di Couture venne messo in palio, e chi meglio di Rutten per contenderselo contro Kevin “The Monster” Randleman, il mostruso wrestler che solo due mesi prima aveva sconfitto a UFC 19 Maurice Smith in quello che oggi chiameremmo title eliminator.
Nei primi 4 minuti, Bas subì una dura carica dalla sua guardia, nel ground game. Ma Rutten, si sa, non è uno che molla. Si rimise in piedi e improvvisamente fece partire un calcio al fegato devastante, che cambiò le sorti dell’incontro. Con questo colpo Bas prende le redini dell’incontro. Per il tempo restante (il match aveva la durata di un solo round, ma di ben 21 minuti), Bas colpì ripetutamente Randleman provocandogli varie ferite, soprattutto da terra. Gli incontri non avevano ancora il sistema del punteggio decimale, e ovviamente con un unico round il match veniva valutato nel suo complesso, Rutten ottene vittoria e titolo con una decisione divisa dei giudici.
Proprio i colpi al fegato (col palmo della mano ma anche con i calci) negli anni erano divenuti il marchio di fabbrica del campione olandese. Potete ammirare un dettaglio di questo colpo nella serie Fight Science, dove Bas spezza letteralmente una milza di maiale inserita all’interno di manichino da crash test.

Bas lasciò vacante il titolo per provare la rincorsa a quello degli allora pesi medi (oggi massimi leggeri), ma subì dei drammatici infortuni, fra cui anche la fuoriuscita di una rotula, che ne chiusero anzitempo la carriera. Sotto ordine dei dottori dovette ritirarsi.
Nel 2000, mentre era commentatore del Pride FC, si parlò di un terzo match con Ken Shamrock, ma Ken disse che aveva battuto due volte Bas e un match fra i due non avrebbe avuto senso. Bas fu d’accordo. I due negli anni erano diventati amici e Bas dichiarò che non avrebbe potuto avere la giusta mentalità nel combattere Ken.
A maggio 2006, il 41enne Bas annunciò che sarebbe tornato a competere. Dopo il via libera dei dottori, avrebbe dovuto affrontare Kimo Leopoldo, nella ormai defunta World Fighting Alliance, ma due giorni prima del loro incontro, Leopoldo fu trovato positivo a degli steroidi anabolizzanti. Leopoldo fu sostituito da Ruben Villareal e Bas ottenne la sua ultima vittoria con un TKO al 1° round via leg kick, l’avversario dilaniato dopo 3 minuti e spicci non era più in grado di reggersi in piedi.
Rutten chiuse la sua carriera con 28 vittorie, 4 sconfitte e 1 pareggio.
Il 22 maggio 2015, Dana White lo ha reso il primo europeo ad essere indotto nella UFC Hall of Fame.
Ad oggi, viene ricordato per i suoi marchi di fabbrica, il colpo al fegato e il salto in spaccata che faceva dopo ogni vittoria.
Mente brillante, sopraffina, e di rara percezione nel mondo delle arti marziali, è oggi un influente opinionista, ed è considerato un guru delle MMA.
Chiunque l’abbia visto combattere, chiunque l’abbia conosciuto, sono certo non si sarebbe aspettato niente di meno da “El Guapo” Bas Rutten.

Di Giovanni Bongiorno

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